Riprendiamo dal Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica di Gaetano Moroni la voce Sedia Pontificale Gestatoria per informare su uno dei simboli più noti del Papato Romano.

Sedia Pontificale Gestatoria, Hexaphorum, Sella gestatoria apostolica, Sedes portatilis Papalis.
Sedia pontificale trono portatile sul quale maestosamente viene portato sulle spalle da 12 sediari e palafrenieri pontifici il sommo Pontefice, sedendo e vestito dei sacri paramenti talvolta pontificali per celebrare la messa, in Mitra o in Triregno, nelle sacre funzioni che celebra o assiste, benedicendo di quando in quando il riverente popolo.
In sedia gestatoria il Papa vi porta il cereo acceso per la Purificazione e per la Canonizzazione, la Rosa d’oro se la IV domenica di quaresima s’incontra colla festa della Ss. Annunziata nella cappella che ha luogo in S. Maria sopra Minerva e la Palma nella domenica del suo nome.
Incedendo il Papa in sedia gestatoria è preceduto, accompagnato e seguito da quei personaggi che ripetutamente noverai nel descrivere tutte le Cappelle pontificie. Regola e dirige la portata della sedia gestatoria il suo innalzamento e abbassamento il Foriere maggiore, sorvegliandola il Bussolante sotto foriere, essendo i sediari e palafrenieri sorvegliati anche dal loro decano e sotto-decano per la piena sicurezza della persona del supremo Gerarca della Chiesa Cattolica; i quali sediari palafrenieri decano e sotto decano sono vestiti come notai a Palafreniere. Secondo la specie delle sacre funzioni e solennità lateralmente alla sedia gestatoria si portano i due bellissimi flabelli ed in molte delle medesime si usa pure il magnifico Baldacchino […] La nobilissima e grandiosa sedia pontificia gestatoria è di bella e maestosa forma con bracciuoli, spalliera e 4 piedi o zampe, le quali sono fissate sopra una predella di legno, laterali alla quale vi sono due occhi di ferro dorati per parte onde infilare le due lunghe stanghe o aste colle quali i sediari e palafrenieri pontifici portano la sedia gestatoria. Innanzi e aderente alla sedia come alla predella è pure un piccolo sgabello o suppedaneo ove posano i piedi del Papa. Tutta quanta la macchina è coperta di velluto in seta cremisi con ricchissimi galloni e frange d’oro. La sedia è poi decorata da eleganti trine e ricami d’oro bellissimi, campeggiando nel mezzo della parte esterna del postergale lo stemma del Papa che v’incede, egualmente formato di superbi ricami d’oro. Pertanto riesce imponente e sublime tutto il complesso che si ammira nel vedere il Papa portato in alto così decorosamente e con tanto splendore sul trono della sedia gestatoria acciò sia da tutti venerato Vicario di Gesù Cristo nel cui nome il Pontefice spande su tutti i fedeli colle sue le divine benedizioni; significando le occhiute penne dei flabelli quanti occhi gli siano necessari per non perdere mai di vista il bene di tutto il mondo cattolico e quanto debba essere circospetto nelle sue azioni vedendosi circondato dagli occhi di tutto il popolo che attentamente l’osserva.
Le Sedie vescovili furono dalla Chiesa stabilite in luogo eminente perché il vescovo ivi giudichi e scorga il popolo e lo sorvegli e quello veneri la maestà del prelato, quindi con maggiore ragione il Trono portatile del Papa, capo della Chiesa Universale è giusto di portarsi sollevato in alto dai suoi famigliari […] Questo rito antichissimo fu introdotto e mantenuto non mai per fasto vanità ed orgoglio, come declamarono gli eterodossi, i novatori e tutti quanti i nemici della Sede Apostolica con invettive e detrazioni ma sibbene per quanto rimarcai e per indizio di pastorale e universale vigilanza sopra i fedeli come avverte il Magri nel Hierolexicon verbo Sellare o sedia ove il Papa si porta in certi giorni solenni dicendosi Sellari o Lettigari i portatori secondo l’Ordine romano. Dappoichè se il vescovo altro non è per i greci che Superinspector ac invigilans, ed essendo il Papa vescovo dei vescovi ben conviene ch’egli sia condotto sedia più eminente e si faccia vedere ai suoi sudditi spirituali come fanale della fede. Tutto spiega a meraviglia mg. Stefano o Stevano dicendo che il Papa è portato in sedia gestatoria “ut populum ovesque Christi sibi creditas circumspicere eisque fausta precatione benedicere et populi rursum illum in sublimi loco praesidentem commode spectare et ex vultu pastorem possent agnosccre ut inde protestationem fidei conciperent maximam quoties aspicerent Christi Vicarium et Petri in eo quasi Throno gloriae successorem“. Si legge nella Vita del p. Possevino gesuita (par. I, p. 262) da Gregorio XIII mandato nunzio allo zar di Russia Ivan IV (o Basilio) che, censurando questi il rito rispose il nunzio: Se in certi giorni particolari il sommo Pontefice si fa portare in seggia ciò non fa egli per fasto o per morbidezza ma per benedire il popolo adunato in certe feste più solenni né lo benedice già in suo nome ma nel nome della Ss. Trinità. Del rimanente egli tratta e passeggia senza contegno con quelli cui esso onora di sua confidenza e spesso in ispirito di religione e di pietà va per Roma a piedi a visitare i luoghi santi come facevano gli antichi Papi (ond’ebbe origine il Letto de paramenti). Dice l’altro gesuita p Bonanni (Numismata Pontificum, t. 2, p. 739), illustrando la medaglia in cui è rappresentato il ven. Innocenzo XI portato in S. Pietro nella sedia gestatoria e in atto di benedire, che non è degno di rimprovero che il capo de fedeli sia portato non dai baroni ma dai suoi stessi sediari e palafrenieri e ciò solamente nei giorni più solenni allorché egli va ornato dei molti paramenti pontificali non potendo con essi comechè pesanti, condursi a piedi per la calca del popolo affollato, il quale non l’avrebbe altronde ravvisato nell’atto di essere benedetto da lui; aggiungasi a tutto ciò il doversi affaticare nelle lunghe cerimonie, l’avanzata età che per l’ordinario accompagna i sommi Pontefici e sarà giustificato il rito della sedia gestatoria.
Ed io osserverò ad onore dei Papi che tra le cerimonie della Coronazione, mentre il Papa nel mezzo della basilica Vaticana procede in sedia gestatoria per tal funzione, hanno conservato quella in cui per tre volte si brucia innanzi a lui la Stoppa e tre volte gli si dice Sic transit gloria mundi. Quindi e sedendo sulla sedia gestatoria si recitano sul Papa le orazioni per l’imposizione del Pallio pontificio, suprema insegna della sua giurisdizione, indi vi rìceve il Presbiterio pro missa bene cantata e poi nella gran loggia Vaticana viene coronato col triregno sul trono appositamente eretto donde imparte la solenne benedizione, mentre le altre in seguito tutte le dà dalla sedia gestatoria.
[…] Già a Sedia rilevai che i romani usarono le sedie curuli, ch’erano piccole sedie gestatorie: i loro schiavi le portavano in spalla con due stanghe infilate negli anelli laterali. La Cattedra di s Pietro di avorio è una di tali sedie curuli portatili e nel rame pubblicato col Ragguaglio dal cardinal Wiseman, si vedono due anelli o maniglie di ferro per parte, per mezzo dei quali si trasmettevano due aste o sbarre per portarla, ed è chiamata Gestatoriam sellam apostolicae confessionis da Ennodio vescovo di Pavia e da altri Cathedram ligneam ebore ornatam. Servì sino al secolo XIV per intronizzarsi il nuovo Papa e poscia fu lasciata alla venerazione dei fedeli nel centro dell’abside del tempio Vaticano.
[…] Antichissima fu l usanza praticata dai Gentili di elevare in alto e portare alla vista del popolo quelli i quali eleggeva per capi o condottieri di esso o degli eserciti, come si legge di Giuliano l’Apostata che eletto imperatore impositus scuto pedestri et sublatus eminens populo silente Augustus renunciatus jubebatur diadema proferre come riporta Appiano. Tacito poi riferisce Impositusque scuto more gentis et sustinentium humeris vibratus dux eligitur. Né solamente gl’imperatori ma i prefetti di Roma comparivano in un carro mentre erano acclamati dal popolo. Anche i sacerdoti antichi e le vestali per onore furono portati in alto. Molti scrittori investigarono l’origine della sedia gestatoria nel Romano Pontefice osservando non solo il ricordato costume degli antichi romani ma quello pure d alcune nazioni, come di Clodoveo I re dei Franchi, nel declinar del V secolo di portare in alto sopra uno scudo il loro principe […] Anche l’imperatore della Cina è trasportato in alto in una specie di sedia da 8 uomini come si vede in molte stampe cinesi, oltre i palanchini usati dai mandarini e da altri. Anticamente la sedia gestatoria l’usarono diversi vescovi ed il concilio di Braga del 675 descrive quella su cui i vescovi erano portati dai leviti quando andavano alla chiesa. Secondo l’antico stile della chiesa Gallicana i vescovi novelli erano trasportati in una sedia d’oro o dorata, sostenuta dalle mani di altri vescovi come testifica Eddione nella Vita di Wilfrido arcivescovo di York morto nel 709 […] .
Si è dunque usato fino dai tempi i più rEmoti che i vescovi fossero portati in sedia sulle spalle non solo di nobili personaggi ma sino di altri prelati: ripeterò dunque ch’era molto più convenevole che ciò si facesse col Pastore dei pastori perché possa benedire i popoli nella moltitudine che si reca a ossequiarlo e meglio vedere l’ovile di tutto il gregge cattolico alla di lui cura commesso.

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, Vol. LXIII, Venezia, 1853, pp. 195-201. Testo raccolto da Giuliano Zoroddu)