L’assassinio di Soleimani: errore tattico dell’Iran?

Una immagine dal funerale di Soleimani

di Gabriele C.

Si dice che Trump abbia agito così perché alle strette con l’impeachment. In realtà la sua pratica è ferma al Congresso: al Senato i Repubblicani hanno la maggioranza e non passerebbe.

Si dice che c’entrino le elezioni di Novembre. Fuochino. Posso accordare che una delle concause sia da ricercarsi nel consenso elettorale, è opinione comune tra gli analisti politici che il nemico straniero unisca tutti attorno alla bandiera, la stessa che ha postato The Donald su Twitter, ma non è ancora qui la questione.

Ci sono due fattori che hanno scatenato i droni americani sul convoglio in cui viaggiava Qassem Soleimani con la sua scorta:

  1. L’apparato militare americano è una insaziabile macchina mangiasoldi, con un budget per il 2019 di circa 650 miliardi di dollari. Dopo le guerre infinite di Bush e le bombe in giro per il mondo di Obama, qualche lobbista non è molto soddisfatto delle mosse di Trump. Per farvi un’idea di come la pensano questi qui, scorrete i tweet di John Bolton, “capo” dei falchi guerrafondai a stelle e strisce ed ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Trump e di George W. Bush… LINK
  2. Le “proteste popolari” davanti all’ambasciata americana di Baghdad sono in realtà attacchi orchestrati, in cui vengono utilizzate brigate paramilitari sciite fedeli a Teheran, che sono costati la vita a civili e (forse…) a qualche soldato. Fatto molto grave questo, un’altra Benghasi sarebbe ingestibile politicamente a Washington.

Proprio sul secondo punto vorrei approfondire: le ambizioni geopolitiche dell’Iran si sono fatte molto ingombranti ultimamente; tra le priorità, la conquista di una (grande) striscia di terra per collegare Teheran e Damasco, passando per l’Iraq. L’artiglieria USA ha già fatto il suo per impedirlo, ma, forse superfluo dirlo, non è un compito banale quando il tuo avversario è forte sul terreno e far partire altri soldati non è mai troppo popolare nell’America in cui il dibattito sui veterani di guerra è sempre acceso.

Come fare contenti tutti? Facciamola grossa: uccidiamo Soleimani. Abbiamo la “dritta”.

Così facendo, la sete di sangue dei falchi è momentamente placata (attendiamo sviluppi…), si possono inviare soldati sul terreno perché da Teheran hanno giurato vendetta (che ci sarà), Israele gongola e Trump potrebbe aver guadagnato qualcosa nei sondaggi. Mossa ineccepibile per un’amministrazione Repubblicana.

Quanto davvero risulta incomprensibile, col senno di poi, è perché un Generale di così alto profilo si rechi in prima persona in un paese complesso e occupato militarmente come l’Iraq di oggi. Dove proprio lui sta dirigendo le operazioni delle milizie sciite che hanno lasciato a terra degli americani. Di più: nell’ultimo periodo minacciava in continuazione l’Occidente.

Un errore tattico? Probabilmente sì. Hassan Nasrallah, ad esempio, vive riparato perché conosce i sionisti, sa che l’intelligence israeliana è spietata. Perché allora Soleimani si è esposto così? Ha forse pensato che non l’avrebbero mai fatta così sporca? Ma quando si tratta di vite, per di più civili, l’America non scherza. E si è visto.

Cosa succederà ora? I nervi degli iraniani, tra sanzioni e popolazione allo stremo, sono tesi, ma c’è da dubitare che avvenga nel breve periodo una escalation militare in Iraq e Siria. In questo momento sarebbe una catastrofe per tutti, ma per Teheran un po’ di più.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.