Ne avevamo parlato qui: Medjugorje, cade maschera: per nozze della figlia di Mirjana ingaggiata pop star sessualmente esplicita e blasfema

E qui: Caso Medjugorje-pop star blasfema: tutto confermato, con nuove prove. E autore espone querela.

Come prevedibile si è scatenato un vero e proprio putiferio con accuse e insulti di ogni tipo. Chi parlava di fotomontaggi, chi di bufala, chi di scambio di persona, chi (molti in effetti) produceva parole puramente a vanvera.

Ebbene, caso chiuso. Annalisa Colzi – una delle esponenti più in vista di questo mondo – ha riconosciuto pubblicamente (con onestà intellettuale, va detto) come stanno le cose:


Credo sia giusto fare un po’ di chiarezza su questa foto che sta circolando su fb da qualche giorno. La foto è vera. Quella che vedete accanto alla famosa cantante Maja Suput, è la veggente Mirjana di Medjugorje. La Suput cantò al matrimonio della figlia di Mirjana. In Croatia è una prassi normale. La cantante nel suo profilo Instagram, sotto la foto con Mirjana, mette la seguente didascalia: “Stasera ho avuto l’onore e il piacere di cantare ad un matrimonio essendo stata ingaggiata dalla famosissima veggente Mirjana Soldo. Ci siamo abbracciate presentandoci, come se ci conoscessimo da sempre. Una sensazione meravigliosa”. D’altra parte Mirjana prega insieme alla Madonna per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Gesù. Non giudichiamo la cantante poiché Dio è grande e la sua Misericordia può passare anche attraverso un ingaggio. E non giudichiamo neppure i veggenti. Dio conosce i cuori, importante è seguire gli insegnamenti che la Madre ci offre attraverso Mirjana e gli altri


Ovviamente, se l’onestà intellettuale in relazione ai fatti è apprezzabile, non può esserlo lo spirito giustificazionista del post alla “chi sono io per giudicare?”. Nessuno qui valuta le intenzioni delle persone ma i fatti vanno valutati eccome. Cristo stava coi peccatori per convertirli non per fare foto-social: le donne “libere” le trasformava in sante, non incrementava la portata mediatica della loro notorietà, usata anche per immagini sessualmente esplicite e blasfemia.