Image by Volker Glätsch from Pixabay

di Massimo Viglione

Vedo molti infuriati o profondamente delusi per il cambio del testo del Padre Nostro.
Cosa buona e giusta in sé, ovviamente. Chi è già pronto a obbedire e a cambiare ha il nulla nell’anima.
Ma occorre anche ricordare alla stragrande maggioranza degli infuriati e dei delusi, che ben prima del Padre Nostro e in maniera infinitamente più sovversiva e sconvolgente, il clero conciliare e modernista ha cambiato il testo della Santa Messa!
Non ha cambiato solo la lingua: ha cambiato in profondità le parole della Messa come dello stesso Canone, e in tal modo ha trasmutato la sostanza della Messa stessa (cosa del resto apertamente rivendicata da tutti e da sempre: antropocentrismo comunitario), della lex orandi, la cui conseguenza è la mutazione della lex credendi, ovvero, della fede stessa.
E, infatti, oggi vediamo gli esiti inevitabili e logici di questa trasmutazione.
Pertanto, cosa vi arrabbiate a fare per la “pagliuzza”, quando avete ingurgitato gioiosamente la trave?
Soprattutto: ancora non capite che trave e pagliuzza sono il risultato del tradimento di questo clero? E che pertanto sono solo l’inizio?
Ancora non capite che vi saranno altre mutazioni? Nell’Ave Maria – come ebbi già modo di dire -, ad esempio: toglieranno “nell’ora della nostra morte”, perché non si può parlare di morte… Solo della gioia; nella Salve Regina: “in questa valle di lacrime” sarà tolto, perché la religione è solo gioia. E magari un giorno toglieranno anche “rimetti a noi i nostri debiti”, visto che il peccato è un concetto ormai obsoleto e Dio perdona sempre.
Ma, soprattutto, stanno per realizzare un’ulteriore “trasmutazione” del testo della Messa, per renderlo sempre più gradevole ai protestanti ed ecumenicamente accettabile da tutti. Con le conseguenze liturgiche e sacramentali che tutti possiamo immaginare.
Ovviamente la mutazione del Padre Nostro non è un “pagliuzza”, in sé, tutt’altro: ho usato l’evangelico paragone solo in rapporto al cambio della Messa, per far capire il peso di questo in rapporto al Padre Nostro odierno. E’ invece una sovversiva operazione anticattolica contro la Fede.
Ma la si comprende in pieno solo se inquadrata nell’intero ormai epocale e devastante fenomeno della Rivoluzione nella Chiesa.
Alcuni dicono: noi lo diciamo in latino e tutto è risolto. Ma se frequentate il Rito nuovo… cosa avete risolto?
E anche chi frequenta il Rito Romano Antico dove viene celebrato secondo il Motu Proprio, è sicuro che prima o poi non arrivi l’obbligo, anche lì, pena la sospensione del “permesso” della Messa, di recitare la nuova formulazione?
La Rivoluzione non risparmia niente e nessuno, tanto meno nella neochiesa odierna.
In quanto a intolleranza e spietatezza, il clero odierno non lo batte nessuno.
Sta ai cardinali, ai vescovi, al clero ancora fedele alla Tradizione di sempre dare inizio alla resistenza a oltranza alla dissoluzione. Ai fedeli scegliere il Bene e rifiutare la dissoluzione.
Lo faranno?
Il Padre Nostro, fondamento di tutta la nostra vita orante, sarà un ineliminabile banco di prova.