Nuovo Padre Nostro: la “tentazione” della rivoluzione

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di Massimo Viglione

Vedo molti infuriati o profondamente delusi per il cambio del testo del Padre Nostro.
Cosa buona e giusta in sé, ovviamente. Chi è già pronto a obbedire e a cambiare ha il nulla nell’anima.
Ma occorre anche ricordare alla stragrande maggioranza degli infuriati e dei delusi, che ben prima del Padre Nostro e in maniera infinitamente più sovversiva e sconvolgente, il clero conciliare e modernista ha cambiato il testo della Santa Messa!
Non ha cambiato solo la lingua: ha cambiato in profondità le parole della Messa come dello stesso Canone, e in tal modo ha trasmutato la sostanza della Messa stessa (cosa del resto apertamente rivendicata da tutti e da sempre: antropocentrismo comunitario), della lex orandi, la cui conseguenza è la mutazione della lex credendi, ovvero, della fede stessa.
E, infatti, oggi vediamo gli esiti inevitabili e logici di questa trasmutazione.
Pertanto, cosa vi arrabbiate a fare per la “pagliuzza”, quando avete ingurgitato gioiosamente la trave?
Soprattutto: ancora non capite che trave e pagliuzza sono il risultato del tradimento di questo clero? E che pertanto sono solo l’inizio?
Ancora non capite che vi saranno altre mutazioni? Nell’Ave Maria – come ebbi già modo di dire -, ad esempio: toglieranno “nell’ora della nostra morte”, perché non si può parlare di morte… Solo della gioia; nella Salve Regina: “in questa valle di lacrime” sarà tolto, perché la religione è solo gioia. E magari un giorno toglieranno anche “rimetti a noi i nostri debiti”, visto che il peccato è un concetto ormai obsoleto e Dio perdona sempre.
Ma, soprattutto, stanno per realizzare un’ulteriore “trasmutazione” del testo della Messa, per renderlo sempre più gradevole ai protestanti ed ecumenicamente accettabile da tutti. Con le conseguenze liturgiche e sacramentali che tutti possiamo immaginare.
Ovviamente la mutazione del Padre Nostro non è un “pagliuzza”, in sé, tutt’altro: ho usato l’evangelico paragone solo in rapporto al cambio della Messa, per far capire il peso di questo in rapporto al Padre Nostro odierno. E’ invece una sovversiva operazione anticattolica contro la Fede.
Ma la si comprende in pieno solo se inquadrata nell’intero ormai epocale e devastante fenomeno della Rivoluzione nella Chiesa.
Alcuni dicono: noi lo diciamo in latino e tutto è risolto. Ma se frequentate il Rito nuovo… cosa avete risolto?
E anche chi frequenta il Rito Romano Antico dove viene celebrato secondo il Motu Proprio, è sicuro che prima o poi non arrivi l’obbligo, anche lì, pena la sospensione del “permesso” della Messa, di recitare la nuova formulazione?
La Rivoluzione non risparmia niente e nessuno, tanto meno nella neochiesa odierna.
In quanto a intolleranza e spietatezza, il clero odierno non lo batte nessuno.
Sta ai cardinali, ai vescovi, al clero ancora fedele alla Tradizione di sempre dare inizio alla resistenza a oltranza alla dissoluzione. Ai fedeli scegliere il Bene e rifiutare la dissoluzione.
Lo faranno?
Il Padre Nostro, fondamento di tutta la nostra vita orante, sarà un ineliminabile banco di prova.

3 Commenti a "Nuovo Padre Nostro: la “tentazione” della rivoluzione"

  1. #bbruno   30 Gennaio 2020 at 6:32 pm

    NO , non è vero, caro Viglione, che ci vada bene trangugiare la trave mentre
    ci arrabbiamo per la pagliuzza messa di traverso…O meglio, chi lo fa, non ha messo a fuoco, per niente, il senso della sua fede- come lei dice benissimo, peraltro.
    Alla stessa maniera di chi frequenta il rito antico e si affida a dei celebranti che nulla possono celebrare, essendo essi stessi vuoti di sacerdozio cattolico, per un rito di ‘ordinazione’ ricevuto NULLO (preti da Pontificalis Romani, 1968, testo che precede- oh l’astuzia diabolica! – quello del Novus Ordo, 1969.!).. A significare, con la neo-messa, il completo adeguamento della chiesa di Roma allo spirito del protestantesimo lutero-anglicano!

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  2. #angela   30 Gennaio 2020 at 7:23 pm

    Vero, sarà un banco di prova, quindi apriamo gli occhi a quanti possiamo…per tornare indietro a recuperare la sana Liturgia, la sana Dottrina, la sana Tradizione, il sano Magistero, sarà anche la pagliuzza dopo la trave che abbiamo digerito, ma ora è di vomitare tutto dicendo alt, retromarsch. Si ricomincia da Gesù Cristo e dalla Sua Chiesa. Questo è ciò che dobbiamo fare, attiviamoci, e voi avrete il coraggio di andare al NO e dirlo al momento giusto? Uno può anche isolarsi con la sua Messa VO gratificante ma il Calvario sta nel Novus.

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  3. #angela   30 Gennaio 2020 at 8:42 pm

    DIO NON ABBANDONA MAI ALLA TENTAZIONE, è errato, DIO INDUCE LUI ALLA TENTAZIONE nel senso che la permette SEMPRE LUI SOLO perché il sig.Satana, che Bergoglio dice essere lui ad indurre, non può fare NULLA se non permesso DAL SUO CAPO CHE è SOLO DIO. Gnosi (bene e male pari), sofismi, cavalli di Troia questi cambiamenti, anzi asini di Troia in confronto al cavallo che fu il NO e la nouvelle theologie, ma siano asini che abbattono il cavallo.
    Hanno soldi da sperperare, parecchi …. Amati dal Signore invece di buona volontà nel Gloria, altro cambiamento stupido, di nuovo un asino di Troia per dire che Dio ama i peccatori come sono, invece Dio ama i peccatori che si pentono e fa festa per loro, ma se non si pentono non può amarli perché si autoescludono dal Suo Amore,che implica il rispetto della Sua Legge: i 10 comandamenti su cui saremo giudicati, il comandamento dell’amore ai nemici evangelico che non significa premiarli per i loro peccati ma rimproverarli, sacrificarsi per loro ma perché si dà loro fastidio nel ricordar loro che sbagliano. Gesù mica è salito in Croce perché diceva che tutto andava bene, ci è andato perché dava fastidio come parlava.

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