Sangue uniate: i Martiri di Drelów

di Charlie Bunga Banyangumuka

Era una giornata come tante nella parrocchia di Drelów, quel 17 gennaio 1874, memoria di Sant’Antonio. Ovunque un candido manto di neve

Una parrocchia cattolica come tante, nella Russia zarista.
Non c’erano mai stati problemi veri a Drelów fino al 1873, quando lo Zar aveva nominato, contro il volere della Santa Sede, padre Marceli Popiel a capo della diocesi di Chełmno.
Quel padre che parlava ai cattolici della parrocchia di Drelów di unirsi allo scisma, assecondando il volere di Mosca.
Il popolo aveva pregato Dio perché si risolvesse la situazione, aveva atteso pazientemente.

Ma quando il sacerdote, il parroco di Drelów aveva detto che “gli ordini dello Zar erano perentori e da applicarsi” no, il popolo era insorto.
I cattolici, per amore di Dio e della Chiesa, avevano buttato fuori il sacerdote dalla parrocchia, requisendo le chiavi.
L’incidente divenne noto subito alle autorità russe, le quali spedirono a Drelów due unità di fanteria e un centinaio di Cosacchi, agli ordini del Colonnello Bek.

I Russi circondarono la parrocchia mentre i cattolici si barricarono nel perimetro al suono delle campane.
Davanti a quella reistenza, l’esercito prima adoperò le fruste e le spade poi il colonnello diede il fatidico ordine :” Pieriebit’ vsiech!”.
I colpi di fucile iniziarono ad essere indirizzati verso la folla radunata nel cimitero: ai sopravvissuti fu offerto di aderire allo scisma, facendosi incorporare in una diocesi ortodossa.
Al netto rifiuto, Bek ordinò di fustigare i presenti: 25 colpi per i bambini, 100 per le donne e 200 per gli uomini.
Non si conosce il numero esatto dei Martiri di Drelów.
Insorti non per odio allo Zar, ma per Amore a Cristo

Era una giornata come tante nella parrocchia di Drelów, quel 17 gennaio 1874, memoria di Sant’Antonio.
Ovunque un candido manto di neve.
Tinto col Sangue dei Santi

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