“The New Pope”: una blasfemia visiva!

Di 𝖆 𝖕𝖝 𝖓

La serie televisiva di Paolo Sorrentino, giunta ormai alla seconda stagione è tra le cose più vergognose, più scandalose e più oscene che poteva essere dato in pasto al pubblico di massa. Abbiamo avuto la possibilità di visionare le prime puntate di questo immenso investimento cinematografico e ammettiamo a malincuore l’enorme fatica nel seguirla e finirne la visione.


Sulla prima stagione abbiamo avuto tanta perplessità e scetticismo riguardo il trattamento dell’argomento Tradizione. In fondo, alla fine delle puntate, sembrava come se il prodotto fosse stato confezionato ad hoc per ridicolizzare il Cattolicesimo, rappresentandolo come un oggetto ormai antico e quasi puramente estetico. Sembrava dire: “Ecco come sarebbe la vostra Chiesa Cattolica attaccata alla Tradizione! Vuota, deserta e barricata dentro le mura del Vaticano”. Nonostante questo c’era stato un enorme studio dietro. Uno studio che possiamo senza paura definire puramente estetico. Solo ed esclusivamente estetico. Ma è l’estetica di Paolo Sorrentino. E’ il suo stile e rimane una rappresentazione sua. Una sua visione: e dalle “visioni” profane e meglio starne alla larga!

La prima stagione tuttavia aveva molti elementi interessanti, che in realtà per quelli come noi, che vivono lontano dalle parrocchie, stretti intorno ai piccoli Fuochi della Messa di Sempre, non sono “interessanti” bensì la norma. Ma anche con tutta la buona volontà, questi elementi, rimanevano esclusivamente nel piano dell’intrattenimento e si fermavano proprio sulla superficie della Tradizione. Fino a dove aveva studiato Sorrentino.

Chiaro, di certo non ci aspettavamo un trattato di teologia o apologetica cristiana, ma col senno di poi è tutto un trionfo di vanità, a partire dal regista, che dopo anni ancora usa gli stessi elementi caratteristici del suo modo di fare pellicole. Che può piacere o meno. Ma alla fine della fiera, rimangono i soliti e non arrivano mai in profondità.

La prima stagione finisce con PIO XIII che sviene alla sua prima comparsa in pubblico, a Venezia. La seconda stagione inizia proprio con lui, in coma, in una stanza dominata da una gigantesca croce al neon e una suora che si prende cura del corpo del paziente papa coperto solo di un lenzuolo sulle parti intime. Già da questa prima scena che non staremo qui a descrivere, in quanto vergognosa, si capisce dove vuole andare a parare Sorrentino con questa seconda stagione.

Più proseguono le puntate e più diventa un pot-pourri di sensualità, di vizi e altre vergognose e peccaminose azioni svolte dai prelati e dagli altri personaggi presenti. Ci manca solo il consumo di droga, perché il resto c’è tutto. La seconda stagione non solo è da scartare ma è anche da boicottare totalmente e in nessun modo da consigliare. In quanto è un cumulo di macerie di luoghi comuni. Le suore in clausura che ballano accanto ad una croce illuminata, che iniziano a truccarsi e fumano appena la superiora lascia la stanza. Cardinali che mentre pregano per la loro elezione chiedono un papa che si prenda cura di tutti i bambini abusati. Cardinali egoisti, presuntuosi e lontani dalla Fede. Ma ce n’è anche per le parrocchie: ricchi frequentatori delle parrocchie che con la scusa delle difficoltà economiche che un personaggio femminile stava passando, offrono alla sfortunata una possibilità di guadagnare soldi prendendosi cura di un disabile affetto da quello che sembra ipertricosi generalizzata congenita. Ma non cure solite che una badante amorevolmente offre ai pazienti, ma cure legate alla sfera intima del paziente. Quando inizialmente la donna si rifiuta, viene accusata di essere “cattolica della domenica” e di mancare di carità… In confessionale, poi, il prete la spinge ad accettare questo lavoro. Lo stesso prete che le dava alloggio e che poi di notte la andava a trovare in stanza.

Questo è uno dei tantissimi episodi presenti in queste prime puntate. Ma ce ne sono tantissimi altri che non sono degni di essere menzionati, talmente tanto sono riprovevoli! Il colmo tuttavia viene raggiunto quando viene eletto un papa, che si fa chiamare Francesco II, il quale subito inizia violentemente ad aprire le porte del Vaticano ai migranti, a confiscare i beni preziosi dei cardinali e anche i loro conti correnti. Tentando così di portare la Chiesa verso un pauperismo sfrenato quanto inutile. Tutta questa rappresentazione è talmente ridicola e ridicolizzante che pur volendo essere una sorta di “esposizione del papato dell’inquilino di Santa Marta” e per certi versi una critica, è così infantile e poco profonda, che sembra la rappresentazione di un discorso qualunque da parte di anonimi in un qualche bar della periferia. “La Chiesa vendesse tutto e donasse i soldi ai poveri” “I Segreti dell’Archivio Segreto del Vaticano” “L’Oro della chiesa”. Peggio di così neanche Dan Brown.

Non avevamo bisogno di Sky per sentire le solite frasi trite e ritrite che quotidianamente sentiamo e per le quali spesso ci danniamo tentando di spiegare che non è così che stanno le cose.

Non abbiamo bisogno della dissacrazione totale della Chiesa da parte di un regista che forse cerca lo scandalo. Non è necessario vedere in televisione tutta questa volgarità, tutta questa sensualità e sessualità. Non abbiamo bisogno e non giova nessuno questa serie, che non è neanche una denuncia. E’ solo un mero infangare il nome della Chiesa, condito da salsa Pop. E’ davvero solo ed esclusivamente un anticlericalismo ignorante, becero e per niente motivato. Non che ci sia bisogno di una motivazione, ma ci aspettiamo almeno una opposizione intelligente. O che abbia tratti di intelligenza. Invece è il trionfo del qualunquismo. Spietata e immotivata banalità.

Non guardate The New Pope, non c’è nulla da vedere! E’ osceno, scandaloso, volgare, pieno di nudità e offese intellettuali. Questa serie è solo un modo edulcorato e neanche così tanto criptico di bestemmiare. Un modo banale, mascherato dall’“arte” e con arte, di offendere la Chiesa Cattolica! L’ennesimo mattone lanciato contro la Sposa di Cristo. L’ennesima provocazione inutile. Per quanto ci riguarda è paragonabile ai manifesti blasfemi apparsi per le strade di Roma, solo che invece della carta stampata è stata usata la pellicola.

Non fatevi prendere dalla curiosità come è successo a noi. Abbiamo già tantissime guerre da combattere quotidianamente contro tutto questo e pochissimo tempo. Ci basta e avanza la realtà di ciò che vediamo e sentiamo, tra libri scritti a due mani, firme messe poi tolte, fedeli asiatiche “violente”…

La nostra non è una lagna puritana che grida allo scandalo alla prima scena di spalla scoperta. Viviamo nel mondo e purtroppo siamo abituati ormai alle peggiori esposizioni possibili. Ma tutto ha un limite. E Paolo Sorrentino è riuscito a superarlo. Ecco perché per lui solo ribrezzo e disprezzo.

Non ne possiamo più! Ma non ci rassegniamo!

Un commento a "“The New Pope”: una blasfemia visiva!"

  1. #Maria   19 Gennaio 2020 at 8:39 am

    https://youtu.be/U4EAnNuL_go

    Questo è il link della sigla iniziale.
    Da qui si comprende tutto, non c’è bisogno di guardare ogni singolo episodio.
    Inoltre mi permetto di sottolineare l’aspetto simbolico di questa scena iniziale:
    le monache ballano con musica da discoteca sotto una croce non di legno ma al neon. La croce è senza crocifisso e pulsa con i colori dell’ arcobaleno.
    Le donne ballano, presumibilmente di notte perché sono in camicia da notte. Sono tutte belle, giovani e sensuali. Ed hanno pose a dir poco ammiccanti. Inoltre formano una specie di piramide sotto la croce, con una donna che sembra non fare parte della piramide e se ne sta da parte, sull’altare.
    A me una piramide di donne ballanti sotto una croce privata del crocifisso, qualcosa fa venire in mente, ma non lo dirò qui.