Abbattere gli euroscettici a colpi di pannelli solari

di Massimo Micaletti

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Radio 24 annuncia che, sotto l’impulso di Ursula Von Der Leyen, la Commissione Europea e l’Unione Europea stanno ripensando se stesse, a fronte – poffarbacco! – di quei gaglioffi ingrati degli euroscettici che negli ultimi anni sono cresciuti esponenzialmente a destra come a sinistra.

Al che, uno si concede un cauto “Ué!” ma ecco che, chiariti i termini di questo epocale ripensamento, si può tranquillamente tornare a riconoscere la solita amorevole solfa.

Dunque, il piano di Sua magnanimità Ursula sarebbe il seguente: agli effetti dei vincoli di bilancio, gli Stati possono escludere dal conteggio gli investimenti in ecologia ma solo se sono già in regola coi parametri.

Quindi, per intenderci, uno Stato non può spendere in sanità o pensioni o altri servizi sociali ma può farlo per sovvenzionare pale eoliche, pannelli solari, auto elettriche etc. e, attenzione, può farlo solo se ha già i conti a posto.

Insomma, una sorta di Piano Thunberg per un intero continente che, in piena linea con la filosofia ecologista, aiuta i ricchi a permettersi un’economia che è strutturalmente inefficiente e lascia i poveri peggio di come stanno.

E quando dico che l’economia cosiddetta “green” è strutturalmente inefficiente non mi riferisco solo al fatto che senza incentivi statali non sta in piedi: quello, tutto sommato, ci potrebbe anche stare, considerando l’ecologia come un costo da sostenere a vantaggio dell’intera collettività. Mi riferisco invece al fatto che si tratta di un business che distrugge molti più posti di lavoro di quanti ne crei: ricordiamo ad esempio che poco tempo fa Audi e Mercedes hanno annunciato la riduzione di oltre 19 mila dipendenti per passare all’auto elettrica, dipendenti che non saranno rimpiazzati (a proposito, guarda tu le coincidenze: le Case tedesche si trovano in gravi difficoltà per la questione emissioni sui diesel , che è sempre stato il loro cavallo di battaglia; decidono di lanciarsi in investimenti sull’auto elettrica con relativa falcidie di posti di lavoro; et voilà, poco tempo dopo la tedesca Von Der Leyen consente ai paesi coi conti in ordine, ossia principalmente alla Germania, di non includere nel deficit di bilancio le sovvenzioni all’auto elettrica. Una fortunata casualità, senza dubbio…). Ricordiamo la moria di startup green sorte come funghi nell’ultimo decennio e rapidamente affogate trascinando con sé contributi statali e lavoratori. Ricordiamo un ulteriore profilo, molto sottovalutato: per abbattere i costi, le aziende che installano e realizzano impianti ecologici si rivolgono molto spesso a fornitori cinesi o comunque del Far East o delocalizzano la produzione in quell’area sicché anche la nascita da zero di un’azienda di successo non si traduce in nuova occupazione per il Paese di quella stessa azienda.

L’Unione Europea permette dunque (a chi già può permetterselo) di spendere in questa roba qui ma non in sanità, previdenza, famiglia. Questo è il massimo che ad oggi può fare Bruxelles per cambiare se stessa: giudicate voi. Per me è una rozza presa in giro dalla quale però dipenderà il destino di milioni di persone e che non farà che accrescere lo scetticismo quando non l’ostilità, con buona pace dell’operazione Greta Thunberg che adesso acquisisce un significato più evidente e compiuto.

L’Unione Europea si conferma essere uno strumento altamente inefficiente, troppo sensibile agli interessi e alle posizioni di egemonia e in grado solo di accrescere le differenze, soprattutto in momenti di difficoltà congiunturali che anzi, guardacaso, nell’area durano molto più a lungo rispetto ad altri competitori che escono molto prima ed applicando, chissà perché, ricette completamente diverse da quelle che Bruxelles propone e che si rivelano puntualmente fallimentari per i Paesi membri (ma non per tutti). Doverosa annotazione: non sono mai stato tenero con Matteo Salvini ma do atto che, quando a suo tempo si trattò di votare su Ursula Von Der Leyen alla presidenza della Commissione europea, pose apertamente ed aspramente la questione, anche nei confronti del Movimento 5 Stelle, allora suo alleato di governo e che invece ne sostenne la candidatura. La Von Der Leyen al di là delle dichiarazioni su ripensamenti dell’apparato, si conferma in perfetta e totale linea rispetto a chi l’ha preceduta sicché anche l’Unione Europea resterà quello che è stata finora. Perciò, al popolo che ha fame la Nouvelle Versailles risponderà con l’auto elettrica. Per i ricchi.

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