Altro che frenata, parla l’arcivescovo “teologo del Papa”. Si va verso “chiesa di rito amazzonico”?

A confermare un quadro ben distante da certi toni trionfalistici, arriva ora – dopo parecchie altre (Marx, Hummes, Spadaro) – una voce latinoamericana particolarmente vicina a Francesco. Si tratta di Viktor Manuel Fernandez, definito da molti “il teologo del Papa” e attualmente arcivescovo di La Plata. A presentare le sue riflessioni è il blog Formiche, con un accurato intervento di Riccardo Cristiano (titolo diretto: Querida Amazonia e il sinodo. E se avessimo capito male?). Ancora una volta si noterà come non sia questo o quel cavillo a esser rilevante ma la sostanza complessiva del discorso. Insomma: l’aspetto dei viri probati (rispetto ai quali, in ogni caso, la porta non è chiusa) diventano quasi dettagli di fronte ai principi generali portati avanti da Bergoglio e dai suoi sodali. Offriamo ai lettori alcuni estratti particolarmente significativi, con grassettature nostre, invitando a leggere per intero l’articolo sulla fonte originale.


E se non avessimo capito, dal punto di vista ecclesiale, che l’orizzonte di Querida Amazonía è molto più riformatore di quello che si è detto? Cosa succederebbe se non contenesse solo l’apertura alla piccola, possibile deroga per ordinare prete qualche uomo sposato (i famosi viri probati), ma quella relativa alla creazione di una Chiesa di rito amazzonico facendone la battistrada di una Chiesa cattolica nella quale i laici avessero vera autorità comunitaria? Insomma, cosa succederebbe se avessimo capito male?

Il punto è importantissimo perché le possibilità sono due: o Francesco ha smentito il sinodo e quindi ha interrotto, lui che lo ha avviato, il percorso di riforma sinodale della Chiesa, o ha confermato il percorso sinodale. Per capirlo secondo alcuni è necessario stare alle parole ufficiali e proprio alle parole ufficiali di papa Francesco fa riferimento per sostenere una tesi molto interessante un nome prestigioso come Viktor Manuel Fernandez

Sostiene Fernandez:

Si tratta di dare maggiore autorità ai laici, e di accompagnarli perché possano prendere loro le redini della Chiesa in Amazzonia. Per questo Francesco chiede espressamente che non si confonda il sacerdozio con il potere. Francesco chiede che i laici in Amazzonia sviluppino di più le loro attribuzioni e capacità di organizzazione e gestione delle comunità. La discussione sui viri probati ha indotto alcuni a concentrarsi su questo invece di immaginare i cammini di una Chiesa marcatamente laicale”.

Aggiunge Cristiano:

Siamo solo all’inizio, all’indicazione dell’orizzonte. Il ragionamento di Fernandez parte da un’idea molto interessante: è poco riformista chi risolverebbe il problema con una frasetta del papa che autorizza l’ordinazione dei preti sposati. Prima di tutto perché resterebbe in un orizzonte congiunturale, in una visione clericale, mentre il problema è cambiare l’orizzonte, dare vera autorità ecclesiale ai laici.

Prosegue Fernandez:

“Certamente, non si può neanche dire, come hanno detto alcuni, che Francesco ha chiuso le porte o ha escluso la possibilità di ordinare alcuni uomini sposati. Difatti, nell’introduzione Francesco limita gli obiettivi del suo documento scrivendo ‘Non svilupperò qui tutte le questioni abbondantemente esposte nel documento conclusivo’. Si riferisce al documento conclusivo del sinodo ed è chiaro che se il Papa non sviluppa alcuni punti non è perché li esclude ma perché non ha senso ripetere ciò che è già stato detto.

E aggiunge:

“Tanto chiaro è che non pretende di sostituirlo che afferma di ‘presentarlo ufficialmente’ e chiede che tutti i vescovi e agenti pastorali dell’Amazzonia si impegnino nella sua applicazione. Questa è un’enorme novità sinodale che purtroppo non è stata notata”.

Insomma, secondo Cristiano:

Il percorso di sinodalizzazione della Chiesa dunque non sarebbe stato interrotto, ma accelerato. In effetti andandosi a rileggere l’esortazione apostolica vi è scritto proprio così al riguardo del documento sinodale: “Lo presento ufficialmente”.

Ancora Fernandez:

“Al contempo mostra un’enorme apertura ai riti e alle espressioni indigene chiedendo che non le si accusi di essere pagani o idolatri e lascia spazio a un rito amazzonico. Nel sinodo si disse chiaramente che questo era il contesto adeguato per pensare alla possibilità dei viri probati”.

Conclusione di Cristiano:

Fernandez ci fa notare che il testo contempla la possibilità di creare un rito amazzonico! Leggendo Fernandez si capisce che la grande novità sarebbe la creazione di una Chiesa cattolica di rito amazzonico. Questo sì sarebbe un cambiamento epocale, soprattutto per l’Amazzonia e chi la vive, ma anche per chi vi volesse ragionare sulle potenzialità della sinodalizzazione della Chiesa.

3 Commenti a "Altro che frenata, parla l’arcivescovo “teologo del Papa”. Si va verso “chiesa di rito amazzonico”?"

  1. #angela   14 Febbraio 2020 at 8:10 pm

    Sacerdoti laici

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  2. #bbruno   15 Febbraio 2020 at 6:10 pm

    chiesa di rito amazzonico, chiesa di rito massonico, o chiesa di rito daltonico: dove le affermazioni prendono quel colore di verità che loro dà il difetto visivo, o chiesa di rito camaleontico, dove la verità ha sempre il colore dell’ambiente esteriore…

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  3. #giandreoli   16 Febbraio 2020 at 7:10 am

    Ben quattro sogni! Ma dorme ancora? Deve essere un sonno davvero profondo! Il “Querida Amazonia” deve averlo scritto da sonnambulo e, visti i contenuti, sotto dettatura di Pachamama… Battute scherzose a parte, noto come, nel documento, l’eccellente patrimonio ecologico che abbiamo ricevuto dalla tradizione monastica benedettina sia del tutto ignorato così come la motivazione addotta per conservare il celibato del sacerdozio ministeriale sia ancora dettata da convenienza sociologica (maggiore disponibilità al ministero) anziché da esigenza teologica (natura del sacerdozio stesso in quanto condivisione del sacerdozio di Cristo). Per questo ritengo sia importante continuare ad invocare lo Spirito Santo nella preghiera…

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