Chicchierata col Guelfo Rosa:

RS: L’hanno cucinata bene, eh?

GR: Un capolavoro. A me pare un processo mefistofelicamente perfetto, o quasi. Prima il Sinodo amazzonico, poi il documento finale, poi le polemiche e la distrazione di massa, infine l’esortazione post-sinodale. Un colpo da maestro, la rivoluzione ha fritto tutti.

RS: Parliamone un attimo.

GR: Guardate, iniziamo con un discorso preliminare: spersonalizziamo. Bergoglio, Hummes, Czerny… mettiamo da parte gli uomini. Limitiamoci a parlare di “rivoluzione” o “processo rivoluzionario”, anche a prescindere dalle intenzioni dei singoli. Ebbene, a questo giro, la rivoluzione (amazzonica) ha funzionato alla grande.

RS: Entriamo nel merito e cerchiamo di essere analitici.

GR: Volentieri. Iniziamo sgombrando un po’ il campo. La prima e più importante cosa da dire è che la porta alle modifiche sul celibato non è chiusa, anzi. I media main stream in gran parte dicono altro (poi entreremo nel merito anche della questione mediatica). Ma i fatti urlano e contra factum non valet argumentum.

Dunque: se per Amoris Laetitia ci si era limitati ad una nota, qui il riferimento all’apertura è direttamente nel testo dell’esortazione: punto 4. Un rimando al Documento finale del Sinodo di ottobre che dovrà “ispirare la Chiesa” ed essere “applicato”. Se le parole hanno un senso, qui il senso è chiarissimo. Solo chi sceglie di essere cieco può non vedere. Basta saper leggere: UFFICIALE, esortazione: Bergoglio chiede applicazione doc. finale Sinodo e riprende “rito amazzonico”. Si potrà dire che non si è trattato dell’apertura netta che alcuni attendevano ma non si può sminuire la cosa.

RS: Gli scaltri progressisti infatti hanno preso subito la palla al balzo.

GR: Certamente. La reazione più interessante è quella del card. Marx (che guida l’ultraprogressista “via sinodale” tedesca). Anche qui basta dare un’occhiata: Esortazione Amazzonia. L’ultraprogressista Marx: “Papa avvia ricezione Sinodo rilevante per Chiesa mondiale”.

Si noti che Marx sottolinea come il Documento a cui rimanda l’Esortazione è quello dove la maggioranza dei 2/3 dei 280 padri sinodali si è pronunciata a favore di eccezioni al celibato obbligatorio e di un’ulteriore riflessione sull’ammissione delle donne al diaconato nel documento finale del Sinodo. E infatti aggiunge che elementi di Querida Amazonia “rientreranno nei corrispondenti forum del cammino sinodale”. Chiaro, no?

RS: Il comitato dei laici tedeschi però ha mugugnato un po’ sulla prudenza bergogliana.

GR: Parliamo di estremisti scalmanati. Chi comanda in Germania è il card. Marx e le sue parole non lasciano spazio a fraintendimenti. Ma non è finita qui.

RS: Procediamo.

GR: Sul tema del celibato mettono le mani avanti anche altri progressisti di gran rilievo, pensiamo al card. Hummes (relatore generale del Sinodo) che ha già detto che l’argomento “verrà ripreso”: Card. Hummes: “Applicazione documento finale Sinodo. Percorso da fare”.

Ha anche aggiunto: [Bergoglio] Dice chiaramente che tutta la Chiesa si impegnerà a mettere in pratica questo documento finale. E, proprio per questo, non cita alcun numero, nessun testo del Documento finale, esattamente per dire che non ci sono testi che possono essere esclusi – alcuni sì, altri no. È l’intero testo che la Chiesa deve cercare di mettere in pratica. Questo è molto chiaro, ma fa parte di un processo, che anche il Papa ha chiarito, che è un processo.

Lineare, no? Il Documento di cui si parla è sempre quello finale del Sinodo (che comprende i riferimenti ai viri probati e a tutto il resto), richiamato al punto 4 dell’Esortazione. Del resto anche il portale Religion Digital, vicino all’ambiente romano, si è espressa in questo senso: RD: “Vaticano conferma che NON è chiusa porta a ordinazione uomini sposati”.

RS: Sono fatti difficili da negare. Ma poi c’è il tema primario: a prescindere dal celibato, Querida Amazonia è un disastro ecclesiale di portata storica.

GR: Chiaro! Anche qui basta usare gli occhi e leggere il testo. Si tratta di un museo degli orrori in cui si strizza l’occhio al peggio che c’è sul mercato, vedere qui: Tutto il peggio di “Querida Amazonia”.

Permettetemi solo di citare uno dei tanti passaggi significativi, in particolare se letto alla luce di quanto accaduto in autunno: [dal punto 79:] È possibile recepire in qualche modo un simbolo indigeno senza necessariamente qualificarlo come idolatrico.

Più in là si parla – in nota ovviamente – di “rito amazzonico”. Devo spiegare? Direi di no.

Signori, il vero tema è semplice: è l’approccio generale ad essere un incubo.

RS: La cosa bella è che certi “conservatori” sembrano quasi cantare vittoria.

GR: Proprio qui sta il capolavoro della rivoluzione. Ha portato a casa il grande risultato: li ha fatti cornuti, mazziati e pure contenti. Da standing ovation.

RS: Calma. Analizziamo i fatti senza farci prendere dal momento.

GR: Va bene, ve lo dimostro? A parte che già i fatti presentati fin qui non lasciano spazio a tante ipotesi, ma se volete entriamo nel merito.

RS: Va bene.

GR: Allora, vediamo:

  1. Sono “cornuti” perché, nonostante mille chiacchiere, stanno nella famiglia conciliare (o la frequentano ampiamente), con Bergoglio che ha appena rifilato loro una letterina chiamata Querida Amazonia, dove si trova una bella strizzata d’occhio all’ecologismo dalle tinte panteistiche, all’indigenismo d’accatto e ad altri innumerevoli disastri. Chiunque abbia il coraggio di leggerla li troverà ampiamente descritti e prescritti.
  2. Sono “mazziati”, perché dopo aver puntato tutto sul tema del celibato, al punto 4 dell’Esortazione si rimanda ad un Documento che su questo tema apre una porta, nel plauso dei progressisti.
  3. Sono “contenti”, perché siccome quanto detto al punto precedente non è sbandierato ma solo ambiguamente riferito e dato che, nel testo dell’Esortazione, il diaconato femminile è messo da parte, cantano pure (mezza) vittoria.

Quindi sì, tutto torna. I più avveduti tra i “conservatori” infatti stanno ancora in silenzio.

RS: In effetti, molti cantano vittoria (chi più, chi meno) e la rivoluzione galoppa.

GR: Nel circo conciliare c’è spazio per tutti: per chi corre, per chi sta fermo, per chi è sveglio e per chi dorme. L’importante è accontentarsi. E qui permettetemi di sottolineare e ribadire alcuni passaggi:

  1. con l’aiuto della grancassa mediatica, prima si è spostata l’attenzione sul meno rilevante dei fatti (quello del celibato, pur importante ma nulla rispetto a Pachamama e a tutto il resto),
  2. poi è arrivata la disastrosa operazione Ratzinger-Sarah (Perché disastrosa? Vedere: 8 punti: perché l’operazione ratzingeriana sul celibato è sostanzialmente inutile, se non dannosa e Libro Ratzinger-Sarah. Fraternità San Pio X: “Fallimentare difesa del celibato”). Operazione che, a prescindere dalle intenzioni dei singoli, ha favorito il meccanismo per cui il principale argomento in gioco era quello del celibato,
  3. nei giorni precedenti all’uscita di Querida Amazonia i media hanno spento i fuochi sottolineando che il tema del celibato non sarebbe stato esplicitamente toccato,
  4. con l’uscita di Querida Amazonia si è visto che il tema era oggetto di un rimando indiretto a un documento che “dovrà essere applicato”, quindi il tema è toccato, ma “solo” implicitamente,
  5. hanno cantato vittoria (quasi) tutti,
  6. la rivolzione avanza tra applausi e mezzi sospiri si sollievo.

RS: Sì, è la rivoluzione, bellezza!

GR: La rivoluzione fa solo il suo mestiere e noi dovremmo capirlo.