Fratelli cinesi, issate la Croce di Cristo come fece Costantino

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di Miguel

Cari Amici di Radio Spada,

vi scrivo, o meglio, visti i reali destinatari, dovrei dire:

Cari Fratelli cinesi,

ecco a voi questa lettera non richesta.

Ebbene, se è sentenza inappellabile di ragione (e confermata dalla Fede) che nulla sfugge alla Divina Provvidenza, nemmeno il numero dei capelli di uomo, o il più piccolo degli esseri – fosse anche un virus – risulta credibile ritenere che questa Provvidenza vi abbia fatto visita. E lo abbia fatto nelle crude forme della Giustizia più che in quelle della dolce Misericordia.

Ma se mai, in questo mondo, la mano del castigo va disgiunta da quella di pietà, non vale forse la pena di interrogarsi su come trarre il bene dal male?

Sì, so bene come ragionano gli uomini d’oggi, tutti pronti a irrigidirsi quando si sente parlare di castighi celesti. Sia chiaro: non ho l’autorità per leggere gli arcani del Cielo ma ho gli occhi per vedere i fatti della terra.

E i fatti della terra si sono incaricati di raccontarci un fatto semplice: nella vostra patria la Chiesa è perseguitata, lo è duramente e da lungo tempo. Il malsano regime che vi governa è riuscito nell’intento di preparare – con l’aiuto delle autorità moderniste vaticane – una bella pentola in cui cuocere il Cattolicesimo. Ma si conosce il detto: il diavolo è bravo a far le pentole e non i coperchi. O meglio: non ci si prende gioco di Dio.

Tacessimo pure sulle persecuzioni ai nostri fratelli cattolici, potremmo forse tacere sull’oppressione che vive il vostro vasto popolo? Prima l’indottrinamento con un bieco marxismo, poi la dissennata politica del figlio unico che, anche superata, ha minato gli equilibri demografici, poi tutto il resto… non basterebbe un’enciclopedia per riassumerlo.

Il dolore per i morti non vada esente da ferme risoluzioni, già prima le necessitavate, ora ancor di più .

Il mondo vi vende una falsa pietà mediatica, una disperazione orizzonale che termina in se stessa, completando tutto con un oceano di chiacchiere.

Può essere che il vostro Paese si risollevi in ogni caso, ma quando la Provvidenza bussa alla porta con questa forza, porsi la domanda che vi abbiamo presentato è un obbligo, a prescindere da come finirà. E tutti ci auguriamo che sia nel modo migliore.

Il modo migliore è però quello che il Cielo vuole.

Non girate dunque le orecchie, non fate come quelli che «pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono».

Costantino, seppur erede di un trono da cui si perseguitava la Vera Religione, quando venne visitato dalla Provvidenza, issò la Croce di Cristo e vinse. A Lepanto fu il Rosario a garantire una vittoria altamente improbabile. Siete liberi di non fare lo stesso, ma la storia ve ne offre l’occasione.

Siete un Paese che già nel passato è caduto nell’irrilevanza: così accade ai regni di queso mondo. Ora state invecchiando rapidamente, la vostra crescita poderosa pare vacillare, le borse crollano, siete isolati dal mondo, feriti all’interno. Sì: è bastato il più piccolo degli esseri per mettere in ginocchio la più grande delle nazioni. Forse vi risolleverete “da soli”, ma senza la benedizione del Cielo nulla di veramente grande può essere stabilmente compiuto.

Gettate alle fiamme il sozzo Budda, fondete in pubblici roghi gli orpelli marxisti, disarcionate e consegnate al fuoco gli idoli del consumismo che infestano le vostre strade e i vostri palazzi.

Issate la Croce. In quel segno vincerete.

IHSV.

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