Il rito siro-malabarese si riforma nello spirito di Vaticano II

Dalla pagina di attualità del sito ufficiale della Fraternità Sacerdotale San Pio X fsspx.news riprendiamo inquietanti notizie dall’Oriente.

Da diversi mesi, la posizione del celebrante nella messa è diventata oggetto di disputa nella Chiesa cattolica di rito siro-malabarese, che, con le sue trenta diocesi in India, riunisce quasi cinque milioni di fedeli.

Come in Occidente mezzo secolo fa, sacerdoti e fedeli si sono divisi sulla questione se la Messa dovesse essere celebrata “faccia al popolo”, o meglio, come richiede il rito, versus orientem, verso Oriente dove sorge la stella del mattino, che simboleggia l’eterno vigore e splendore del sacrificio redentore, dal quale  viene la salvezza del mondo.

Lo straordinario sinodo di questa antica chiesa unita a Roma – la cui tradizione ne fa risalire la fondazione all’apostolo San Tommaso – ha tenuto la sua prima sessione dal 10 al 15 gennaio 2020 al Monte San Tommaso, che è al contempo sede centrale e sede dell’eparchia – o arcivescovado – di Ernakulam-Angalamy.

La questione liturgica è stata ampiamente all’ordine del giorno nella prima sessione: pochi giorni prima dell’apertura del sinodo, un sacerdote del seminario di Mary Matha, mons. Varghese Njaliath, si è dichiarato pubblicamente a favore della celebrazione faccia al popolo, nel nome dello “spirito del Concilio Vaticano II”.

Inoltre – come è avvenuto in Europa anche prima del Concilio – la diocesi di Ernakulam ha visto moltiplicarsi le distorsioni nella liturgia per diversi anni, con le messe celebrate rivolte verso fedeli, vale a dire voltando le spalle a Dio.

Il quotidiano indù, nella sua edizione del 16 gennaio 2020, riferiva della decisione del sinodo di attuare una “liturgia rinnovata”, che “entrerà in vigore con l’approvazione romana”.

E poiché il sinodo siro-malabarese non è privo di contraddizioni, è per “garantire l’unità liturgica” che il venerabile uso della celebre Messa versus Orientem sarebbe così relegato nelle nebbie del passato.

Sulla base dell’esperienza degli sconvolgimenti nel rito romano, dovremmo chiederci come l’unità potrebbe venire dai riti reinventati o persino fabbricati, estranei alla tradizione liturgica e per definizione evolutivi. La chiesa siro-malabarese è in grave pericolo.

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