L’arcivescovo ugandese Monsignor Lwanga vieta la Comunione sulle mani

di Lorenzo Roselli

Dal 1 febbraio 2020, per decreto di Sua Eccellenza Monsignor , l’abuso (in Occidente ormai la regola) di dare l’Eucarestia sulle mani del fedele sarà esplicitamente vietato a tutti i sacerdoti della diocesi ugandese di Kampala.

Il decreto, affisso nella Cattedrale di Santa Maria di Rubaga recita così:

D’ora in poi, sarà proibito di distribuire o ricevere la Comunione sulle mani.

La Madre Chiesa ci sprona a prendere la Santa Eucarestia come il più alto degli onori (Codice di Diritto Canonico, 898).
A causa dei molti casi riportati di trattamento disonorevole dell’Eucarestia che sono stati associati con il prendere l’Eucarestia con le mani, si impone di ritornare al più riverente modo di ricevere l’Eucarestia prendendoLa direttamente sulla lingua.

Il decreto stabiliesce anche il divieto momentaneo per i sacerdoti di Kampala di celebrare Sante Messe in case private.

L’uso di dare la Comunione sulle mani, in piena contraddizione con la Tradizione millenaria della Chiesa cattolica, è un uso iniziato da pochi decenni con una dispensa di Paolo VI che, virtualmente, doveva rappresentare casi eccezionali (fedeli disabili o gravemente malati).
Oggigiorno è diventata la norma nella maggior parte delle diocesi europee e sudamericane, aumentando esponenzialmente il rischio (in molti casi evitato grazie all’attenzione dei sacerdoti) di furti a scopo sacrilego dell’Ostia consacrata.
Come ormai sempre più spesso accade, segni di speranza per il Cattolicesimo arrivano dalla (cristianamente) giovane Africa da cui tutti, fedeli, consacrati e sacrerdoti compresi, dovremmo solo trarre esempio.

Fonte: Church Militant e PMLDaily

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