Non chiamatela messa cattolica! Precisazioni sulla funzione catto-calvinista in programma a Ginevra

Dal blog di Sabino Paciolla apprendiamo che il 29 febbraio prossimo nella Cattedrale di Ginevra, che fu cattolica fino alla usurpazione da parte di Calvino e seguaci, verrà celebrata per la prima volta dopo il 1535 una messa cattolica.
La spiegazione dell’evento l’ha data il vicario episcopale ginevrino (in teoria cattolico): “Con i nostri fratelli e sorelle protestanti, che ci accolgono nella loro cattedrale, vogliamo semplicemente fare un forte gesto ecumenico, segno che viviamo tutti insieme a Ginevra … Abbiamo scelto di celebrare questa storica Messa all’inizio della Quaresima, per includere un processo penitenziale in cui chiediamo perdono per i nostri peccati contro l’unità”.
Insomma la solita solfa ecumenista del Concilio Vaticano II, di Montini, di Woytjla e di Ratzinger, amplificata ora dal regnante Bergoglio.
Ovviamente l’evento è scandaloso, tanto più che nel corso della funzione i protestanti saranno invitati (contro la legge divina e canonica) ad accostarsi alla Comunione, e noi fortemente lo deploriamo come cattolici che “h[anno] in abominio Lutero e detest[ano] calvino” (cit. San Pietro Canisio) ma ci teniamo a fare alcune precisazioni.
Anzitutto quella che verrà celebrata il 29 febbraio prossimo fra “cattolici” e calvinisti NON è la messa cattolica, ma la cena montiniana: quel Novus Ordo Missae che “considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino” (Breve Esame Critico), quel rito che secondo Jean Guitton nacque dall’intenzione “ecumenica” di Paolo VI “di cancellare – o almeno di correggere, di attenuare – ciò che c’è di troppo [sic!] “cattolico”, in senso tradizionale, nella Messa, e di avvicinare la Messa cattolica – lo ripeto – alla messa calvinista” (vedi Jean Guitton e la messa ecumenica … di Paolo VI)., e che secondo il calvinista Max Thurian avrebbe avuto come esito “che forse le comunità non-cattoliche potranno celebrare la Santa Cena con le stesse preghiere che usa la Chiesa cattolica”.
Quindi si può dire che la celebrazione empia “degnamente” celebri i 50 anni di un rito empio.
Infine, per quanto riguarda la ospitalità eucaristica, chi ha memoria ricorda la comunione data dall’allora Cardinale Ratzinger a frere Roger Schutz durante i funerali di Giovanni Paolo II. Il vecchio fondatore di Taizè era calvinista e nel farsi cattolico, per sua stessa ammissione e come risulta da varie lodi fatte a lui e a questa sua scelta anche da parte di “cattolici” non aveva cessato di esserlo. Che gli apostati ginevrini abbiano preso esempio da ciò?

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