[QUARESIMALE] I consigli di S. Girolamo per una quaresima senza ipocrisie

Il Breviario Romano, quale ricchissimo scrigno, racchiude in sé un cospicuo numero di inestimabili pietre preziose: i Salmi e le pericopi scritturali che ci vengono direttamente da Dio, gli armoniosi canti composti dalla Chiesa, ed infine le parole ispirate dei Santi Padri e Dottori. Crediamo quindi di fare una “veramente degna, giusta, conveniente e salutare” riprendere alcune di queste lezioni patristiche che la Chiesa Romana fa leggere ai suoi sacerdoti nel presente tempo quaresimale, ed offrirle al Lettore che, se vorrà, potrà trarne materia di meditazione e spunto per una sempre più intensa e proficua vita spirituale.

Ma io vi dico: «Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano». Molti, misurando i comandamenti di Dio dalla loro debolezza e non dalla virtù dei Santi, ne stimano l’osservanza impossibile: e pretendono che basti alla virtù di non odiare i nemici: e che comandare poi di amarli essere un precetto superiore all’umana natura. Ora è da sapere, che Cristo non prescrive cose impossibili, sì azioni perfette. Così fece Davide con Saul e con Assalonne: così il Martire Stefano pregò anche per i nemici che lo lapidavano: Paolo desiderò di essere anatema per i suoi persecutori. Questo medesimo Gesù l’ha insegnato e praticato dicendo: «Padre, perdona loro, perché non sanno quel che si fanno».
«Se volete essere figli del Padre vostro che è nei cieli». Se osservando i divini precetti si diventa figli di Dio, dunque non si è suoi figli per natura, ma per sua volontà. «Quando dunque fai l’elemosina, non strombazzare davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere onorati dagli uomini». Chi strombazza nel far l’elemosina, è un ipocrita. Chi digiunando sforma il suo viso per dimostrare coi suoi lineamenti che il suo stomaco è vuoto, questo pure è ipocrita. Chi prega nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze per essere veduto dagli uomini, è un ipocrita.
La conclusione di tutto ciò è, che sono ipocriti quelli i quali, qualunque cosa sia, la fanno per essere glorificati dagli uomini. E tale mi sembra anche colui che dice al suo fratello: «Permetti che ti tolga la pagliuzza dall’occhio»: perché pare far ciò per vanagloria, per apparire giusto egli stesso. Quindi a lui dice il Signore: «Ipocrita, leva prima la trave dal tuo occhio». Non l’apparenza, dunque, della virtù riceve ricompensa da Dio, sibbene il motivo della virtù. E se tu devii alquanto dalla retta via, non importa che vada a sinistra o a destra, avendo tu lasciato la vera strada.


(San Girolamo, Commento al cap. 5 e 6 di Matteo. Lezz. 1, 2 e 3 del Mattutino del Venerdì dopo le Ceneri. da divinumofficium.com)

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