Spadaro, entusiasta, ci spiega come leggere Querida Amazonia: “Attuazione post-sinodale”

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Padre Spadaro non è “solo” il direttore de La Civilità Cattolica ma condivide con Bergoglio l’appartenenza all’ordine gesuita e una visione molto precisa della religione. Il profondo rapporto tra le due figure è noto. Il 12 febbraio, a poche ore dall’uscita di Querida Amazonia, sul sito de La Civiltà Cattolica veniva pubblicato un lungo articolo, evidentemente preparato giorni prima sulla base dell’esortazione fornita in anticipo dalla Santa Sede, che dava un’interpretazione autorevole della stessa, confermando che – più che il singolo cavillo – è lo spirito generale che va colto. Ne riportiamo alcuni paragrafi a beneficio dei lettori. Ancora una volta: Intelligenti pauca – chi vuole intendere, intenda. Grassettature nostre.


[…] A questo riguardo il motore interno dell’Esortazione – lo anticipiamo subito – è nel decimo paragrafo del quarto capitolo, che ha per titolo «Ampliare orizzonti al di là dei conflitti». Considerando la complessità delle questioni, il Papa chiede di andare al di là delle contraddizioni. Quando ci sono polarità e conflitto bisogna trovare soluzioni nuove, uscire dall’impasse cercando altre vie migliori, forse non immaginate prima. Ma questo trascendere la dialettica è pure uno dei criteri fondamentali dell’azione del Pontefice. È bene sempre tenerlo a mente.

[…] La Chiesa vuole «accompagnare» da «alleata» il cammino dei popoli senza prevedere soluzioni facili e pronte all’uso. Il Sinodo ha aperto un processo di approfondimento – all’interno di uno più ampio di riforma della Chiesa[3] – che dovrà tenere in caldo i temi emersi. L’Esortazione è una tappa fondamentale per l’opera post-sinodale di attuazione.

[…] È la prima volta che un documento di tale importanza magisteriale si presenta esplicitamente come un testo che ne «accompagna» un altro, cioè il Documento finale del Sinodo, intitolato Amazzonia: nuove strade per la Chiesa e per un’ecologia integrale.

[…] L’Esortazione dunque non supera il Documento finale, né intende dargli semplicemente il suo sigillo. Francesco lo assume tutto e lo accompagna, guidandone la ricezione all’interno del percorso sinodale, che è in divenire e non può certamente dirsi concluso. Il Papa si esprime perché vuole dare impulso al processo sinodale. Addirittura, Francesco decide questa volta di non citare affatto il Documento perché questo avrebbe dato l’impressione di una selezione dei contenuti. Invece il suo obiettivo è quello di invitare a una lettura completa perché esso arricchisca, sfidi e ispiri la Chiesa: proprio questi sono i tre verbi usati dal Pontefice.

[…] Il Papa riconosce che la regione ha già ricevuto le ricchezze che provengono dalle culture precolombiane, come il senso di gratitudine per i frutti della terra, la sacralità della vita umana e il valore della famiglia, il senso di solidarietà e corresponsabilità nel lavoro comune, la fede in una vita al di là della dimensione terrena.

[…] Chiaramente – e il Papa lo ha ben chiaro – «nessuna comunità cristiana si costruisce se non ha come radice e centro la celebrazione della Santa Eucaristia» (Presbyterorum ordinis 6). Da qui salgono tre appelli ai Vescovi: «a promuovere la preghiera per le vocazioni sacerdotali»; ad essere «più generosi, orientando coloro che mostrano una vocazione missionaria affinché scelgano l’Amazzonia». E infine a «rivedere a fondo la struttura e il contenuto sia della formazione iniziale sia della formazione permanente dei presbiteri, in modo che acquisiscano gli atteggiamenti e le capacità necessari per dialogare con le culture amazzoniche» (n. 90). Il Sinodo aveva chiaramente parlato anche della mancanza di seminari per la formazione sacerdotale degli indigeni.

Resta l’appello aperto alla riflessione ulteriore: «è urgente fare in modo che i popoli amazzonici non siano privati del Cibo di nuova vita e del Sacramento del perdono» (n. 89). Non si offrono ricette. Il Papa assume il documento sinodale e le sue istanze offrendo varie opzioni di riflessione, ma lascia alla riflessione post-sinodale l’approfondimento e la proposta.

[…] Per la redazione dell’Instrumentum laboris la Chiesa si era posta in profondo ascolto di vescovi e laici provenienti da città e culture diverse, nonché appartenenti a numerosi gruppi di vari settori ecclesiali insieme ad accademici e organizzazioni della società civile. Con il «Documento finale» si era fatto il punto del dibattito sinodale ricco del discernimento proprio che si è vissuto nell’Assemblea. Adesso l’Esortazione apostolica accompagna e guida la ricezione di quelle conclusioni perché esse arricchiscano, sfidino e ispirino non solamente la Chiesa in Amazzonia ma la Chiesa universale[13].

2 Commenti a "Spadaro, entusiasta, ci spiega come leggere Querida Amazonia: “Attuazione post-sinodale”"

  1. #angela   14 Febbraio 2020 at 1:39 pm

    Se ben ricordo i laici vanno fatti maturare, come i religiosi-e, i diaconi , per il diritto dei sacramenti, logicamente in seminari particolari, molto particolari. Sacramenti senza connessione all’Ordine sacro era infatti una delle proposte dell’Histrumentum laboris…. però i diaconi sposati ci sono già là….e questo dle link stima Bergoglio un santo….
    https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/01/25/news/la-storia-di-ademir-da-silva-io-diacono-sposato-in-amazzonia-sogno-il-sacerdozio-1.38377507

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  2. #bbruno   14 Febbraio 2020 at 3:38 pm

    CHE CARINO, CI INSEGNA A LEGGERE…

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