«Chi coscientemente e di sua volontà aiuta la propagazione dell’eresia
o chi comunica nelle cose sacre con gli eretici
… è sospetto di eresia
».
(can. 2316)

Domenica scorsa Bergoglio ha visitato due luoghi simbolo della preghiera della Chiesa Romana per impetrare da Dio la cessazione delle pestilenze e delle epidemie: la Salus Populi Romani e il Crocefisso di San Marcello al Corso. Tanta devozione tradizionale.
Questa domenica, per non farci dimenticare la schizofrenia del modernismo che non crede in nulla e in primo luogo abiura il principio di non contraddizione, annunzia nuove preghiere contro la pandemia:

«In questi giorni di prova, mentre l’umanità trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo. Invito tutti i Capi delle Chiese e i leader di tutte le Comunità cristiane, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni, a invocare l’Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Gesù Nostro Signore ci ha insegnato. Invito dunque tutti a farlo parecchie volte al giorno, ma, tutti insieme, a recitare il Padre Nostro mercoledì prossimo 25 marzo a mezzogiorno, tutti insieme. Nel giorno in cui molti cristiani ricordano l’annuncio alla Vergine Maria dell’Incarnazione del Verbo, possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto.
Con questa medesima intenzione, venerdì prossimo 27 marzo, alle ore 18, presiederò un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota. Fin d’ora invito tutti a partecipare spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione. Ascolteremo la Parola di Dio, eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine darò la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria».

A parte la totale inconciliabilità tra il pregare coi protestanti e l’elargire indulgenze plenarie: Martin Lutero avrebbe qualcosa da ridire ma cinquant’anni di continuo ecumenismo ci hanno abituato a tutto ciò; ci chiediamo unicamente se la peste ecumenica, sgradita a Dio e condannata dalla Chiesa fin dai suoi primordi – «Se qualcuno viene da voi e non porta questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo nemmeno» comanda San Giovanni nella sua Seconda Epistola – possa in qualche modo stornare la peste materiale, la pandemia.
Non crediamo di dover rimandare ai posteri l’ardua sentenza per rispondere negativamente.