Nuovo libro di Bergoglio con don Marco Pozza, il cappellano del carcere di Padova, annunciato sul Corriere. Il titolo è “Io credo, noi crediamo”.

Crediamo in cosa? Verrebbe da chiedere, dato che le anticipazioni sono da brividi.

Così, ad esempio, sul giudizio universale:

Non lo so… perché non ho partecipato alla prova del giudizio universale

Se devo pensare a come sarà il giudizio mi viene in mente… un abbraccio.

Il Signore mi stringerà e mi dirà: qui sei stato fedele, qui non molto; ma vieni, facciamo festa perché sei arrivato. Egli perdonerà gli sbagli che ho commesso — ne sono sicuro — perché ha un «difetto»;

Dio è «difettoso», «zoppica»: non può non perdonare. È la «malattia» della misericordia.

(…) A me piace pensare così. Io non penso al giudizio universale come a un bilancio.

Per approfondire l’involuzione teologica che dal Concilio Vaticano II ci ha portato a questi delirii è possibile leggere qualche testo della sezione Concilio Vaticano II e crisi nella Chiesa postconciliare di RS-Encyclopædia.