Ci meritiamo tutto.

di Massimo Micaletti

Qualche mio amico non credente o anticattolico non risparmia battute caustiche per la chiusura di tutti i luoghi di Fede proprio ora per il coronavirus. Come a dire: “Visto? Ora che avete paura altro che preghiera e Gesù: vi state belli chiusi in casa e Amuchina e un metro di distanza e via dicendo”.

Beh, cari amici, avete ragione: ci meritiamo tutto.

Se Lourdes chiude, se la Natività chiude, allora ci meritiamo tutto.

Avete ragione a sfotterci, a canzonarci, a burlarvi della nostra (non) Fede. Inutile dire che molti di noi non sono così e che stiamo soffrendo per quel che accade, ma in fin dei conti avete ragione. Questi sono i preti di questi tempi, questi sono i fedeli di questi tempi: non possiamo offrirvi altro, non siamo in grado di fare altro.

Del resto, lo sapete e lo vedete: è un pezzo che i cattolici – in talare e non – parlano come gli atei, vivono come gli atei, ragionano come gli atei o, nella migliore delle ipotesi, come gli agnostici o gli animisti: perché avrebbero dovuto smettere adesso?

Qualcuno dice che quest’emergenza sia una cartina di tornasole dalla crisi di fede che ci intossica e ci soffoca: è anche vero. Ma faccio presente che siamo sommersi di cartine di tornasole, abbiamo cinque magazzini pieni di cartine di tornasole: le posizioni pubbliche e private in materia di aborto, divorzio, contraccezione, omosessualità, fine vita, rapporto Stato/Chiesa, rapporto scienza/Fede, storia, cultura, scuola (e potei continuare) dei cattolici sono ormai indistinguibili da quelle dei non credenti e riassumono in una melassa incolore liberalismo e collettivismo, istanze socialiste e individualiste distillando con cura il peggio di ognuna di queste.

Ci sono rimasti solo i riti e i Sacramenti, ma per quanto? Per quanto i Sacramenti saranno ancora quel che sono stati per millenni, reggendo una civiltà intera? Forse lo sono ancora, forse non lo sono già più: l’Eucaristia data a un pubblico peccatore impenitente e permanente (leggasi: convivente o divorziato risposato) è la stessa Eucaristia che veniva somministrata a chi si metteva in cammino per centinaia o migliaia di chilometri per chiedere perdono dei propri peccati e sentirsi degno di ricevere il Corpo di Cristo? Il matrimonio la cui nullità può essere dichiarata sul mero sentimento degli sposi è ancora il matrimonio per la difesa del quale la Chiesa non ebbe paura di affrontare uno scisma?

Haivoglia a cartine di tornasole, dunque: se le mettessimo insieme potremmo fare una carta dell’Europa a grandezza naturale.

Fate ben a prenderci in giro, cari amici atei. Fate bene. Perché voi almeno un po’ di fiducia nei vostri santuari e sacerdoti (leggasi: ospedali, centri di ricerca, medici, scienziati più o meno mediatici) ancora l’avete, mentre per noi è diverso. Noi abbiamo i religiosi responsabili del Santuario di Lourdes che ci dicono di NON andare nelle piscine taumaturgiche sennò ci ammaliamo. Noi abbiamo un Vescovo che vieta alle campane di suonare perché potrebbero diffondere il virus (è successo davvero, anzi succede ora, a Bergamo). Noi abbiamo le Messe coi fedeli ad un metro di distanza, ammesso che ancora ci si possa andare e che abbiamo voglia di andarci. Il coronavirus non distingue tra cattolici e non cattolici ma Dio sì e a noi non interessa granché, a quanto pare.

Continuate quindi a sfotterci: tra un po’ saremo delle macchiette, dei simpatici vecchi zii che si guastano la Domenica mattina, e molto spesso anche no, per stare appresso ad una sorta di amico immaginario che, a quanto ci viene detto da un po’, la pensa come Obama o come Scalfari. Più di questo non possiamo offrirvi, oggi come oggi, ve l’ho detto: ad alcuni di noi dispiace, molti ne sono felici e sollevati. Per voi non cambia nulla: ed è questo il dramma.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini”.

Un commento a "Ci meritiamo tutto."

  1. #bbruno   7 Marzo 2020 at 2:56 pm

    ci meritiamo tutto, perché tutto fatto da noi, liberamente spavaldamente arrogantemente contro ogni regola di decenza e di buon senso: in nessun conto la legge morale, cioè a dire l’ordine della natura, in nessun conto la distinzione delle nazioni e dei popoli, la pari dignità tra esse e la pari responsabilità, tutto di pari passo con l’omologazione di ogni religione, poste tutte sotto la concertazione del DIOUNICO, proclamando il quale, nella miserabile e goffa ristrettezza di 7 lettere, emettiamo tutta la nostra visione del mondo …. Un mondo rimodulato davvero più vicino ai desideri del nostro cuore…”nearer the heart’s desire”, secondo il motto della Compagnia Massonica governante, che imperversa dalle sedi politiche e quelle religiose, in primis quella vaticana…
    Oh nessun bisogno, davvero, che Dio si scomodi per punirci: bastiamo noi, e avanza, a darci le mazzate sulle palle da soli… Dio, come dice Isaia, si limita a applaudire alla nostra insipienza “manu ad manum”, e a irriderci e schernirci: Qui habitat in cœlis irridebit et Dominus subsannabit..
    Non abbiamo proclamato la ‘deficienza’ di Dio? Lasciamo che Dio si diverta a vedere i frutti della nostra sapienza!

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