Contrizione perfetta, remissione dei peccati, confessione. Chiariamoci le idee

Volentieri riproduciamo due testi utili a chiarire le idee – in tempi di grande confusione – su temi fondamentali come la contrizione (perfetta o imperfetta, ovvero l’attrizione), la remissione dei peccati e la confessione.
Chiariamo ancora una volta che il desiderio di confessarsi, unito alla contrizione perfetta, rimette i peccati e riporta in stato di grazia già prima della confessione che poi sarà in ogni caso necessario fare per poter accedere alla Santa Comunione.

Il primo testo è del Rev.mo p. F. X. Schouppe, ovvero Corso di istruzione religiosa: apologetica, dogmatica e morale: ad uso dei collegi e delle scuole, 1879, Impr.
La fonte dello scritto è Repertorium Oratoris Sacri, contenente il profilo di 600 sermoni. Fonte mediata: exsurgatdeus.org. Grassettature nostre:


[…] Cerchiamo di rimuovere alcuni dubbi che i cristiani avanzano frequentemente per quanto riguarda la contrizione perfetta.
1.- Si sente spesso che alcuni restano nell’inclinazione al peccato, quando si fa un atto di contrizione, cosa che fa temere che la contrizione non sia avvenuta come dovrebbe essere. Rispondo: questa inclinazione è o volontaria, procedendo dal nostro senso perverso, o è involontaria, procedendo dalla natura umana perversa. Se il primo è il caso, non si dispone di nessuna vera contrizione; se questa inclinazione continua ad alimentare la perversa natura senza il nostro consenso, questo non ostacola la perfezione della nostra contrizione. Ma come possiamo distinguere tra queste due fonti dell’inclinazione del male? Se siete fermamente determinati, qualunque cosa accada, a non commettere il peccato ancora una volta, la contrizione non è imperfetta come conseguenza della cattiva inclinazione. Se si esita tra il bene e male, se la risoluzione non è durevole, ma una mera volizione, la contrizione è difettosa.

2.- Molti intrattengono timori per quanto riguarda la perfezione della loro contrizione perché non hanno versato lacrime. Siate rassicurati! Le lacrime sono né necessarie, né possibili per tutti. Il figliol prodigo non ha versato lacrime — almeno la sacra Scrittura non ne parla — tuttavia la sua contrizione era senza dubbio perfetta.

3.- A volte ci si sente stanchi, perché si sa, per triste esperienza, che la ricaduta è probabile e forse più che probabile. Coraggio! La paura, a causa della nostra fragilità, non esclude la ferma volontà di evitare il peccato. La certezza di non voler peccare più è una cosa; la risoluzione al non più peccare, è un’altra. S. Filippo Neri temeva tutti i giorni a causa della sua fragilità. Ma chi negherà che avesse una contrizione perfetta? Se siamo fermamente decisi a non peccare più, ci si può sentire tranquilli.

4.- Altri avanzano timori perché sanno che una parte nella loro contrizione è dovuta non tanto all’amore di Dio, ma al timore della punizione. Io rispondo loro, che l’uomo può pentirsi dei suoi peccati a motivo dell’amore e, nello stesso tempo, per paura del castigo. Una donna che è stata infedele al marito, non può non può pentirsi del suo delitto per il doppio motivo della paura della punizione e per la grande contumelia che riceverà da suo marito? Pentiti, quindi, dei tuoi peccati solo per la paura della punizione eterna, e la contrizione sarà imperfetta; rifletti poi sulla grazia e maestà divina offesa da te e la tua contrizione sarà perfetta.

5.- Vi sento dire: secondo quello che il nostro padre spirituale predica oggi, la contrizione perfetta non sembra così ardua. Ma ti abbiamo spesso sentito dire come è dimostrato dalla scrittura, dalle testimonianze dei Santi Padri e per nostra triste esperienza, che i peccatori non riescono ad invocare la contrizione sul loro letto di morte. Come si conciliano queste due asserzioni tra loro? – Ed io dico, perchè? Ad esempio David non poteva camminare con l’armatura di Saul, non perché era impossibile di per sé, ma perché “lui non era abituato ad essa” [Non posso camminare con tutto questo, perché non sono abituato. – I Re XVII, 39]. In questo senso e per lo stesso motivo, io ho tentato così spesso di infondervi cautela nel non mettere la vostra fiducia nella conversione sul letto di morte. Il Santo Cardinale Bellarmino ha assistito una volta con il dolore nel cuore, alla morte di un peccatore disperato sul letto di morte, impedito nel tentativo di fare una buona contrizione, perché egli non aveva mai imparato a farlo dalla pratica nella sua vita.


I VANTAGGI DELLA CONTRIZIONE PERFETTA.

Anche se non potrà mai verificarsi il caso secondo cui non sarà assolutamente necessaria per la vostra salvezza la contrizione perfetta, tuttavia i grandi vantaggi che derivano da essa dovrebbero indurre a fare frequenti atti di contrizione perfetta. E quali sono questi vantaggi?

1.- Con una contrizione perfetta il peccatore è istantaneamente purificato dai suoi peccati e adottato come uno dei figli di Dio, mentre a motivo del peccato egli aveva il diavolo per suo padre. [Voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. – S. Giovanni VIII, 44]

2.- Se stiamo già in uno stato di grazia, la grazia e la bellezza della nostra anima è aumentata e moltiplicata. Una sposa usa grandi sforzi per aumentare la sua bellezza, cosicché possa essere amata di più dal suo sposo, e la tua anima è la sposa di Dio.

3.- Con la perfetta contrizione la pena temporale dovuta per i nostri peccati del passato è interamente o, almeno in parte, estinta: si spengono le fiamme del Purgatorio! Si siamo negligenti nel fare l’atto di contrizione perfetta, si mostra chiaramente o che non si creda al tormento che procurano le sofferenze del Purgatorio; o che noi stessi siamo il nostro nemico.

4.- ogni atto di contrizione perfetta aumenta la nostra gloria nei cieli; ed un loro minimo incremento è infinitamente più prezioso del mondo intero.

5.- Una perfetta contrizione ripetuta spesso toglie la paura dolorosa dalla quale molti cristiani, seppur pii, sono tormentati dall’essere esclusi dall’amore di Dio. Colui che fa ogni giorno un atto di contrizione perfetta, dice Suarez, può essere certo che tra i suoi molti atti di contrizione ce n’è almeno uno che ha rimosso il suo peccato. (De Gratia IX, 11, n. 7).

6.- Questo costante ricordo dei nostri peccati sarà un seme di mansuetudine e di pazienza ed uno spirito di penitenza. “Sopporterò lo sdegno del Signore perché ho peccato contro di lui”, [Michea VII, 9].


Applicando il principio “repetita juvant“, riproduciamo anche lo schema (riportato anche ne L’anima armata) realtivo a quanto disse il Padre Tanquerey agli scrupolosi onde semplificare l’accusa nella confessione:

1) voi non siete obbligato che ad accusare i peccati certamente mortali;
2) dei peccati veniali dite solo quelli che vi verranno in mente dopo cinque minuti di esame;
3) quanto alla contrizione, consacrerete sette minuti a domandarla a Dio e ad eccitarvici e l’avrete; ma io non la sento punto: non è necessario, perchè la contrizione è atto della volontà che non cade sotto la sensibilità.

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