I miracoli di San Salvatore da Horta

Salvatore da Horta era un laico dell’Ordine dei Minori Osservanti, beatificato da Paolo V e canonizzato da Pio XI, che in ragione di un problema di non piccola portata fu sballottato da un convento all’altro: da Tortosa ad Horta fino a Cagliari dove spirò la bell’anima il 18 marzo 1567, a 47 anni d’età. Qual era questo problema? Faceva “troppi” miracoli! Vediamone un sunto, riprendendo il Memoriale che di essi fece a Paolo V Fra’ Dismas Serpi di Cagliari, procuratore della causa di beatificazione.

Stendardo della Canonizzazione

SOMMARIO DEL LA SANTITÀ
di vita di questo Beato

Si batteva ogni notte aspramente sino a spargerne il sangue.
Si confessava ogni mattina alla prima a Messa si comunicava.
Non ebbe mai camera né letto da dormire, sempre dimorava in Chiesa tutta la notte.
Andò sempre durante la vita sua scalzo in ogni luogo, in ogni stagione.
Fu homo dato alla continua orazione, perché, essendo cuoco ovvero ortolano o andando a chieder limosina, non s’udì mai altra parola in eseguir l’ubbidienza se non “Gesù Maria”.
Fece penitenza grandissima, digiunava spesso ed ebbe gran carità verso i malati.
Fu veduto mentre faceva orazione alzato da terra più di due braccia e molte altre volte rapito in estasi.
Ragionava con Cristo e con la Madonna e con S Paolo.
Ebbe spirito profetico intorno a cose passate, presenti e future.
Mentre ch’egli dava una volta la benedizione a più di duemila persone un ora innanzi mezzogiorno, apparvero tre torce accese in aria.
Appariva una notte ad una donna che aveva in un senso un cancro e a lui s’era raccomandata: egli la guarì col segno della Santa Croce.
Fu veduto scender giù d’un altissimo monte in una bianca nuvola.
Facendo il segno della Croce sopra un durissimo ne fece uscire acqua che sino a questo giorno corre e vi si sanano a molti ammalati.
Il suo corpo resta fino a questo giorno incorrotto in Cagliari con mirabile fragranza e buon odore.
E oltremodo perseguitato e il tutto sopportato con grandissima pazienza, ne perciò fu mai la faccia sua nel suo sembiante veduta tristo.
Si mostrò verso tutti sempre d’un grazioso aspetto, fu molto compassionevole delle afflizioni degli infermi.
Faceva confessare e comunicare coloro che gli venivano a chieder che li curasse e se non s’erano ben confessati diceva: “Figliuolo confessati del tuo peccato”.
Fu purissimo uomo, sempre vergine e di grandissima semplicità.

SOMMARIO DEI MIRACOLI
Maggiori e la lor quantità

Ha risuscitato due morti, l’un dei quali era nel cataletto ché lo volevano portare a seppellire e l’altro s’era sommerso in un fiume.
Ha risuscitato una donna che, avendo nel corpo il parto morto, morì. Alla quale ponendosi il cappuccio di questo Beato sopra, ne cacciò la creatura putrefatta e morta fuori del ventre ed ella risuscitò ed è viva.
Dal pericolo della morte ha liberato e libera tutto dì, baciando l’abito suo molti, ed in particolare ha scampato Don Hilarione Alagon Requesens & Cardona Marchese di Soris ch’era sullo spirar l’anima e Don Giovanni figliuolo del Conte d’Elda per il quale fu portata la cassa per porvi il suo corpo e nel medesimo punto migliorò e guarì.
Ritrovandosi il Visconte di Sellari vicino a morte, gli fu posto l’abito di questo Beato e subito migliorò e guarì.
Ha col suo segno della Croce risanato centoventitré paralitici.
Ha guariti trentacinque sordi e mutoli dal nascimento loro.
Ha liberati infiniti indemoniati, ma undici soli vengono nei processi approvati.
Ha dato il vedere a trentun cechi dal nascimento, come nei processi appare sebbene sono più.
Ad una fanciulla di dodici anni ch’era con la faccia voltata verso le spalle col segno della Croce gliela raddrizzò.
Ad un’altra che nacque con una voglia mostruosa sulla fronte che le giungeva fin sulla bocca, la guarì col segno della Croce.
Più di dodicimila tra crepati ed erniosi col segno della Santa Croce ha guariti, come sui processi appare.
Curò una infinita moltitudine col segno del la Croce del male di goccia, della tigna, delle scrofole, del cancro, di piaghe e d’altre infermità incurabili.
Guarì infiniti idropici ma non si fa menzione sui processi di più di quindici.
Guarì braccia, gambe e altre membra bruciate dal fuoco d’una infinità di genti, cioè più di tremila.
Col segno della Croce guariva una cieca, sorda e mutola dal nascimento.
Guarì pur col segno della Croce un bambino lebbroso e altri molti .
Risanò col segno della Croce un altro bambino che aveva in un dei lati un gran buco.
Trasse un pugnale dal petto d’un uomo, che col segno della Croce restò sano.
Ha scampati e tutto dì scampa e libera tutti coloro che sono afflitti da febbre, da dolori e d’altre infermità che a lui si raccomandano.

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