La benedizione eucaristica di Francesco

Image by David Eucaristía from Pixabay

di Antonio Bianco

Ieri ho seguito in diretta la preghiera del Santo Padre, dove si è invocato l’intervento di Dio e l’intercessione di Maria Santissima affinché ci liberino dalle prove del momento presente.

Ho letto anche diversi commenti al riguardo, tipo il persistere del papa al non inginocchiarsi davanti al SS Sacramento e altri aspetti che parrebbero marginali, soprattutto se visti con gli occhi del sentimentalismo che tutto ha il potere di offuscare, ma su questi preferirei sorvolare, perché ritengo che ci sia qualcosa di molto più importante su cui riflettere.

Da una parte non si può non evidenziare la maestosità della Chiesa Cattolica, che non è subordinata alle qualità del papa di turno, l’Eucaristia, il Crocifisso, la Madonna, la preghiera in San Pietro cuore e centro di tutto l’orbe cattolico, diceva Chesterton “Il luogo dove tutte le verità si danno appuntamento”.

Dall’altra parte c’è da fare una profonda riflessione sulle cause percepite o perlomeno esplicitate, e sulle motivazioni che hanno indotto papa Francesco a volere tale celebrazione. Molti alti prelati, ma d’altronde la bimillenaria storia della Chiesa non insegna altro, hanno affermato che il momento attuale e le prove che siamo chiamati a superare, sono conseguenza di un avvertimento di Dio, quindi una punizione meritata dall’uomo per i suoi molteplici peccati, e che il Signore lascia che si manifesti affinché l’uomo si ravveda, comprenda e si converta tornando a Dio, alla Sua vera ed unica Chiesa, quella Cattolica, e ai suoi sacramenti. Quindi, avrei auspicato che ci fosse stato una chiaro riferimento ai peccati che ammorbano il mondo contemporaneo: la negazione del primato di Dio, il non santificare le feste, l’ateismo di stato, la negazione perpetua della Verità, gli aborti, gli omicidi, i peccati di adulterio, l’eutanasia, i furti, in pratica la “normalizzazione” di ogni peccato.

Papa Francesco ha elencato una serie di “manchevolezze”, perché in tutto il suo discorso la parola “peccato” non viene mai nominata, qui riassunte: 1) guerre e ingiustizie planetarie, 2) l’indifferenza verso il “grido dei poveri”, 3) l’indifferenza del grido “del nostro pianeta gravemente malato”.

Qui sotto il passaggio completo:


«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

Ora, aldilà che la nostra fiducia è riposta nel Dio che ha vinto la morte, e che ieri È stato mostrato in diretta al mondo intero attraverso le mani del Vicario di Cristo, a cui deve andare tutto il nostro ringraziamento, è bene prendere coscienza che Gesù Cristo vivo e vero nel Santissimo Sacramento, tutto può laddove trovi un cuore sincero, umile ed accogliente, pronto a lasciarsi convertire, ma ciò non toglie che la nostra comprensione del tempo presente non si debba limitare ad una lettura superficiale degli eventi, che è di per se catastrofica, soprattutto se misurata con la distanza che il peccato mortale reiterato, negato ed elevato a normalità, sa porre tra l’uomo e Dio.

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2 Commenti a "La benedizione eucaristica di Francesco"

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  2. #bbruno   28 Marzo 2020 at 11:51 pm

    ma che dite, non ricordate quando citando una canzone di Carlo Buti, il nostro Bonone ha invitato tutti noi ‘piccini’ a “tornare dal padre”?. A chiedergli perdono? Non proprio, è vero. Solo per fargli un piacere, perché il padre non aspetta altro che “guarirci delle cose brutte combinate” – un modo gentile, soft, per non dire ‘peccati’ e senza che nemmeno glielo chiediamo.
    Un padre tenerone può chiedere al suo picciotto l’umiliazione della confessione d’ “avere peccato contro di lui”?
    – Che poi ieri il “Dio che ha vinto la morte sia stato mostrato in diretta al mondo intero attraverso le mani del Vicario di Cristo”, in sembra un po’ esagerato, al di sopra delle possibilità di questo papa di …cartone!

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