Lascienzah non va più di moda. Aggiornamenti dal fronte:

di Miguel

Cari Amici di Radio Spada,

come sapete, avevo già trattato l’argomento con l’articolo Coronavirus: lascienzah è andata in tilt, ancora una volta. E forse è ora di fare un aggiornamento, tenendo sempre presente la differenza tra lascienzah e la Scienza.

Due o tre settimane fa ho incrociato un televisore dove un politicante (o non so cos’altro) ripeteva la filastrocca in base alla quale ora, grazie al virus, “lascienzah è tornata di moda”.

Forse valeva a inizio marzo: ora la gente pensando a lascienzah ride. O piange. Vediamo perché:

Versione 1. Contagio. Spottone tele-governativo (ministero della salute) col prof. Mirabella che, mangiando con le bacchette in un ristorante cinese, rassicura “non è affatto facile il contagio, soprattutto se usiamo prudenti norme igeniche” (video in fondo all’articolo).

Versione 2. Guardatevi intorno.

Versione 1. Contromisure. Conte che dopo ampi consulti tecnici chiede ironicamente in una delle prime conferenze stampa: “Vogliamo forse traformare l’Italia in un lazzaretto?”

Versione 2. (dopo vari decreti sempre più aspri, prima annunciati poi pubblicati) Guardatevi intorno.

Versione 1. Maschierne. Prima il mantra “mascherine no”: Non servono! Ma dai! Al massimo contengono i microbi di chi le idossa. Poi ci vogliono modelli specifici per essere davvero protetti.

Versione 2. Mancano le mascherine! Meglio averle! Uscite con la mascherina e i guanti. Sono strumenti importanti.

Versione 1. Mortalità. Ma sì, è po’ più di una seria influenza ! (parola di virologi, vedere articolo precedente)

Versione 2. Guardatevi intorno. Su questo punto si arriva al colmo: ovvero alla diffida tra esperti. La Gismondo, virologa notissima e volto televisimo, si è presa una diffida dal “Patto trasversale per la scienza”: «Abbiamo inviato oggi una diffida legale alla Professoressa Maria Rita Gismondo per le gravi affermazioni ed esternazioni pubbliche sul coronavirus, volte a minimizzare la gravità della situazione e non basate su evidenze scientifiche».

Versione 1. Elementi che influisocono sul contagio. L’inquinamento incide sulla possibilità di aumentare il contagio. Lo dice uno studio delle Università di Bologna e di Bari! Leggete qui (fonte AdnKr): “Molte ricerche hanno messo in relazione la velocità di diffusione dei contagi virali con le concentrazioni di particolato atmosferico, che può costituire un efficace vettore per il trasporto, la diffusione e la proliferazione delle infezioni virali”. Lo sottolineano, in una nota congiunta, esperti e ricercatori della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Università di Bari (UniBa) e di Bologna (UniBo), autori di un position paper, pubblicato nei giorni scorsi, in cui si evidenzia “una correlazione tra la presenza di particolato atmosferico nell’aria e la diffusione del coronavirus in determinate aree del Paese”.

Versione 2. Il presidente del Consiglio regionale lombardo R. Cattaneo smentisce che vi sia una relazione. “Con una nota, la Società Italiana Aerosol ha chiarito che non è dimostrata l’associazione tra inquinamento tra Pm10 e diffusione di Covid19. Non ci sono dati sufficientemente chiari, qualunque informazione che dice il contrario è una fake news. Lo studio dei ricercatori sarebbe ‘lacunoso e deficitario dal punto di vista del metodo. Pavia, Lodi e Cremona ieri hanno avuto valori di Pm10 sopra i 50 microgrammi. Questa sarà l’occasione per capire bene l’effetto del traffico. Ma non diffondiamo notizie allarmistiche e fake news” (da qui). Anche in questo frangente siamo alla rissa (in casa lascienzah).

Insomma: la principale verità accertata in questa vicenda è che lascienzah, e con essa il mondo intero, sono allo sbaraglio di fronte a un esserino di gran lunga più piccolo della più piccola punta del più piccolo ago.

Hasta luego!

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