Le origini del “Regina coeli”

La storia tanto attuale della antifona mariana del tempo pasquale. Incentivi la nostra preghiera e riscaldi la nostra speranza in Dio.

«Afflitta Roma nell’anno 593 da una grande pestilenza che mieteva molte vittime s. Gregorio I, il quale allora governava la Chiesa universale, volle servirsi della mentovata sagra immagine di Maria [la Salus Populi Romani, ndr] per placare Dio. Adunato in questa basilica [di Santa Maria Maggiore, ndr] il clero ed il popolo romano nella mattina di Pasqua, con una processione di penitenza, portando egli stesso il quadro della Madonna, s’avviò per la basilica vaticana, ma giunta la processione innanzi la mole Adriana, che pel seguente avvenimento si chiamò poi Castel S. Angelo, il Pontefice vide sulla sommità di tal edifìzio un angelo che riponeva la spada nel fodero e da un coro d’angeli da tutti si sentì cantare Regina Coeli laetare alleluja, quia quem meruisti portare alleluja, resurrexit sìcut dixit alleluja. Sorpreso il Papa, non che il popolo, da tal prodigio rispose ora pro nobis Deum, alleluja con grandissima divozione e subito si vide cessare la peste per tutta la città … Non si deve occultare esservi alcuno che asserisce ciò essere avvenuto portandosi in processione lìimmagine di Maria SS. che si venera nella chiesa di s. Maria d’Araceli, ovvero allorché ambedue portaronsi processionalmente» [1].
«Nella processione delle Litanie maggiori allorché il clero secolare e regolare di Roma celebra quella dalla chiesa di s. Marco a quella di s. Pietro quando il capitolo di s. Maria Maggiore ed i minori osservanti d’Araceli sono arrivati sul detto Ponte, per memoria dell accaduto ivi, cantano l’antifona Regina Coeli» [2].

[1] Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da san Pietro sino ai nostri giorni, Venezia, 1849, Vol. XII, pp. 114-115.
[2] Id., op. cit., Venezia, 1852, Vol. LVII, p. 54.

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