“Ut cognoscant quia non est deus nisi tu,
et enarrent magnalia tua … innova signa,
et immuta mirabilia”
(Eccli. 36, 2,6)

A fronte dell’emergenza pandemica, il 25 marzo prossimo alle ore 18:00 (19:30 in Italia), il Cardinale Antonio Marto, Vescovo di Fatima, consacrerà al Sacratissimo Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria il Portogallo e la Spagna.
Al netto del Prelato che officerà il sacro rito (ne abbiamo riferito in questo articolo e non è il caso di tornarci), ricordiamo quanto nel passato siano state salutari alle due nazioni le consacrazioni ai Sacri Cuori.
Il Portogallo fu consacrato al Cuore Immacolato di Maria il 13 maggio 1931: fu evitato alla nazione l’insorgere del comunismo ateo e le fu elargito un periodo di pace cristiana e di floridissima rinascita della vita religiosa. Nel 1936 di fronte alle stragi dei rossi in Spagna, l’episcopato portoghese fece voto di rinnovare la consacrazione se la Madonna avrebbe risparmiato simili dolori alla loro Chiesa e alla loro patria: Dio diede effetto alle pie suppliche e il 13 maggio 1938 la consacrazione fu rinnovata e, come già aveva assicurato Suor Lucia in una lettera al suo Vescovo del 6 febbraio di quello stessa stesso, “in questa orribile guerra [la seconda guerra mondiale, ndr] il Portogallo sarà risparmiato per via della consacrazione nazionale al Cuore Immacolato di Maria compiuta dai vescovi”. Così fu. Il Cardinale Patriarca di Lisbona, Manuel Gonçalves Cerejeira, e lo stesso Pio XII, che il 31 ottobre 1942 consacrerà al Cuore Immacolato tutto il genere umano, parlarono senza se e senza ma di miracolo.
La Spagna, dando compimento alle richieste fatte dal Signore al beato Bernardo Hoyos nel Settecento (vedi qui), fu consacrata al Sacro Cuore di Gesù, fra il digrignar dei denti di liberali e massoni, dal re Alfonso XIII il 30 maggio 1919 presso il monumento del Cerro de los Angeles (Madrid). Dopo la fucilazione e distruzione di questo monumento da parte dei repubblicani durante la guerra civile (28 luglio 1936) e la vittoria del Generale Franco, salutata con gioia dal Papa quale trionfo della Religione sul materialismo e l’ateismo, la consacrazione fu ripetuta nel 1944 – la Spagna fortunatamente non entrò in guerra allo stesso modo del Portogallo -, nel 1965 quando fu inaugurato il restaurato monumento e infine il 30 giugno 2019, nel centenario della prima consacrazione. Infine, nel centenario della proclamazione del domma dell’Immacolata Concezione (fortemente sollecitato per due secoli dalla Corona di Spagna) e nel contesto dell’Anno Mariano all’uopo indetto da Pio XII, 12 ottobre 1954, il suddetto Generale Franco consacrava la Spagna al Cuore Immacolato di Maria davanti al Pilar di Saragozza.
Possa il Cuore di Gesù, accogliere questi atti di affidamento e riguardando più alla fede della Chiesa che alle indegnità dei singoli, rinnovare i miracoli della sua potenza e ottenere la grazia della cessazione del morbo per l’intercessione della Immacolata Madre sua, che Egli sul Calvario costituì Madre dei peccatori e loro Avvocata.