San Giuseppe, patrono della buona morte (1)

da Mons. Pierre Henry de Langalerie Vescovo di Belley, Il mese di s. Giuseppe esercizio per ciascun giorno del mese di marzo (Venezia, 1877). Testo raccolto da Giuliano Zoroddu.

Noi possiamo indicar tre motivi del titolo di protettor della buona morte dato a san Giuseppe dalla pietà de’ fedeli.

I. Ei morì tra le braccia di Gesù e di Maria – San Giuseppe ebbe egli solo tra gli uomini questo consolante e glorioso privilegio. Oh! la sua morte dovette esser dolce e avventurata chi non la vorrebbe per sé. Contemplate il giusto Giuseppe pervenuto al termine della sua vita mortale poco tempo innanzi che il Salvatore cominciasse la sua missione pubblica, giusta una tradizione confermata da rivelazioni, e mentre nulla aveva trasparito ancora de’ prodigi che tanto lustro gettar doveano sulla povera casa di Nazareth. Giuseppe muore oscuro ignorato, ma oh! quali maraviglie! La morte di Giuseppe è la morte cristiana in tutta la sua semplicità, ma parimenti in tutta la sua bellezza e grandezza. Gesù morrà sulla croce nelle angosce e nel dolore, vittima pei peccati del mondo. Maria, alcuni anni dopo il suo sposo e il suo Figlio, morrà d’amore, consumata dal desiderio di contemplare il suo Dio. Giuseppe muore d’una maniera più semplice, muore col rammarico di lasciare quaggiù quelli che tanto amò e che devono essere un giorno il più bell’ornamento del cielo, ma muore pieno di speranza assicurato d’una felice eternità incoraggiato dall’Onnipotente sguardo di Gesù e dalle dolci parole della Vergine Maria. Oh! possa io morire di simil morte. Moriatur anima mea morte justorum. Muoia io della morte del giusto (Num XXIII, 10). Se quaggiù mi diparto con qualche cagion di rammarico, se mi sento pungere e straziare dal sacrifizio di lasciar i miei cari, Gesù e Maria mi consolino additandomi il cielo dove le unioni contratte sulla terra per amicizia per sangue per fede consumansi e il sorriso di san Giuseppe morente mi rischiari col dolce suo lume la soglia dell eternità.

II. S Giuseppe è potente sul cuore di Dio – Dopo Gesù e Maria qual protettor più possente si potrebbe invocare in questo momento decisivo e solenne, in cui l’anima fa appello a tutti coloro che han ricevuta missione di aiutarla e proteggerla? Udimmo santa Teresa dirci: “Egli sì par che Dio accordi agli altri santi la grazia di soccorrerci in certe circostanze ma io so sperimentalmente che san Giuseppe soccorre in tutte”. L’intercessione di san Giuseppe è talmente efficace che Gersone nella preghiera sopra san Giuseppe indirizzata ed a Maria più presto che una supplica, vi vede un comando ed un ordine. La confidenza cristiana a tali pensieri si ridesta e ti esalta, e il nome di san Giuseppe diviene un sicuro e impenetrabile scudo contro il timor dell inferno e una potentissima salvaguardia contro i terrori della morte. D’altronde un ultimo pensiero rafforza questo sentimento di confidenza.

III. S Giuseppe s ispirò ai cuori di Gesù e di Maria per amarci e ci adotta per figli – Niuno conobbe e praticò come san Giuseppe queste due sorgenti di misericordia e di bontà che si chiamano il sacro cuore di Gesù e il cuore immacolato di Maria. Ah! se l’apostolo san Giovanni venne appellato l’apostolo dell amore e se per aver una volta riposato sul petto di Gesù e accolto in sua casa la santa sua Madre mirabilmente giustifica questo titolo, che diremo di san Giuseppe che trent’anni visse con Gesù e Maria in una tale intimità che solo dai titoli può comprendersi ch’egli ha di sposo e di padre? Oh! quali inesauribili tesori v’attinse di mansuetudine e di tenerezza pegli uomini e in particolare pei poveri peccatori! Di più egli è nostro padre, padre adottivo come fu di Nostro Signore, perocché noi siamo i fratelli di Gesù e se pur fossimo i suoi carnefici gli omicidi di questo prediletto Beniamino non ci rinnegherebbe per figli suoi, che anzi per contrario il sangue e le lagrime dell innocente vittima ci rendono più cari a suoi occhi e le rimembranze del Calvario ravvivano per noi la paterna sua tenerezza. Ora l’affetto d’un padre per un figlio si mostra in ispecilità ne’ momenti ultimi di sua vita. Un padre cristiano riguarda come il più importante de’ suoi doveri, allorché Dio gli manda questo dolore e questa consolazione, di procurare all’amato suo figlio una santa morte; che dobbiamo noi pensare della inquieta e vigile tenerezza del nostro padre san Giuseppe allorché ci vede al punto di presentarci a Dio, massime quando la sua tenerezza è inoltre eccitata dalle nostre supplicazioni e dalle preghiere.

PREGHIERA. O san Giuseppe, permettetemi d’ indirizzarvi oggi la mia preghiera come se fosse l’ultima di mia vita e come s’io fossi sul mio letto di morte. Certo non cercherei allora parole studiate, non avrei mestieri di lunghe formule, vi chiamerei in mio aiuto dal fondo della mia miseria e del mio cuore, pronunzierei il vostro nome con confidenza ed amore, mi contenterei di dirvi: O san Giuseppe voi ch’io tanto ho amato e pregato nella mia vita, pregate adesso per me perché è l ora della mia morte. Così sia.

RISOLUZIONI. Ripetere di quando in quando l’invocazione: San Giuseppe, protettore dei moribondi pregate per noi.

SACRIFIZI DA COMPIERE
Spirito: Accettar anticipatamente la morte come un sacrifizio d’espiazione de’ nostri falli.
Volontà: Accettar la morte e perfino desiderarla come il solo mezzo di consumare la nostra unione con Dio.
Sensi: Recitar oggi o domani in ginocchio le preci della raccomandazione dell anima.

2 Commenti a "San Giuseppe, patrono della buona morte (1)"

  1. #angela   23 Marzo 2020 at 10:52 am

    Possibile che non esista una tomba a tale Santo? No. Significa che non esiste tomba per Lui come non esiste per Maria.

    Rispondi
  2. Pingback: Preghiere muliebri: la Buona Morte (parte II) – non solo bigotte

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