[VIA MATRIS] Lo smarrimento di Gesù

Eccoci alla terza stazione della Via Matris: la Vergine riceve il terzo dolore, smarrendo il suo divin Figliolo nel Tempio.

«I genitori di Gesù andavano ogni anno a Gerusalemme pel dì solenne di Pasqua». La legge prescriveva che tutti gli Israeliti maschi dimoranti in Palestina si presentassero al tempio del Signore tre volte l’anno, cioè a Pasqua, Pentecoste e per la festa delle Tende. Le donne non erano obbligate, ma S. Luca qui ci fa sapere che Maria soleva per Pasqua almeno accompagnare il suo Sposo S. Giuseppe. Era un viaggio di tre o quattro giornate, ché da Nazaret a Gerusalemme correvano cento dieci chilometri. «E quando Gesù fu arrivato a dodici anni, essendo essi andati a Gerusalemme secondo il solito di quella solennità, allorché, passati quei giorni, se ne ritornarono, il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme: e non se ne accorsero i suoi genitori». Per intendere questo, ricordiamo che il fanciullo ebreo arrivato a dodici anni diventava «figlio della legge» cioè obbligato alla sua osservanza. Gesù come figlio dell’uomo, era in questo caso, ma come Figlio di Dio venuto a liberarci dal giogo di quella legge di condanna e di timore, doveva incominciare l’opera sua di maestro per condurre soavemente gli schiavi alla libertà di figli. In far questo Gesù non dipendeva da nessun uomo, era la missione che aveva dal Padre, e da lui solo dipendeva nell’eseguirla. Perciò credette bene di non tener conto di Maria e di Giuseppe, sottraendosi nascostamente a loro, per cominciare a dodici anni il suo insegnamento. Maria e Giuseppe si riunirono alla carovana di ritorno ciascuno al suo gruppo, questi a quello degli uomini, quella col gruppo delle donne, pensando ciascuno che Gesù fosse coll’altro, come sino a dodici anni avrebbe potuto fare, oppure che si fosse unito al gruppo dei giovani. Si camminò per tutto il giorno, ed alla sera nel ricovero Maria e Giuseppe si riunirono: ma quale sussulto al cuore di Maria quando si avvide che Gesù non era con Giuseppe! Si aspettò con ansia per qualche tempo, ma Gesù non si vedeva: si prese voce dai compagni di viaggio, ma nessuno ne sapeva nulla! Ahimè, che cosa sarà successo? Il cuore della tenerissima madre è in tumulto; l’animo rimescolato dalla costernazione non sa proprio che si pensare, e piange agitata e dolente. L’avranno preso coloro che ne vogliono la morte? Gli sarà avvenuta qualche altra disgrazia? Ma di questi ed altri simili motivi di ansia, Maria ha ben presto ragione, consapevole com’è della divinità del suo Figliolo, cui non c’era da temere che gli accadesse qualsiasi cosa imprevista, non predisposta ed ordinata da lui. Certo, diceva fra sé, egli si è sottratto da noi volontariamente! Ma perché ci ha fatto così? Che la nostra devota servitù non gli piacesse! Che egli veda come il mio amore per lui non sia quale dovrebbe essere? Che io abbia mancato ai miei doveri verso di lui!… Chi sa?… Ma la purissima coscienza non la rimproverava di cosa alcuna. Chi vuol intendere il dolore di Maria in questa occasione deve riferirsi ad una di quelle prove mistiche, di aridità, oscuramento interno, abbandono da parte di Dio, pena inenarrabile, alla quale le anime più sante e più pure sono talora sottoposte dallo Sposo celeste… Così solo si può avere un’idea del dolore di Maria nello smarrimento del dilettissimo Figlio.
E tu, anima mia, non ti sentii confusa che questa volta non sei capace neppure d’intendere il dolore della Vergine santissima? Anche tu ti trovi inaridita nelle cose spirituali, anche tu cerchi invano un poco di entratura nell’orazione, e non ti riesce a trovare Iddio, perché la tua mente è troppo occupata in frivolezze e cose mondane. Non ardire di confondere questa tua dissipazione ed insensibilità con l’abbandono mistico: il fatto che tu non ne provi né dolore, né dispiacere ti deve far tremare. Pensa bene che c’è un abbandono di Dio che vuol essere principio della rovina totale dello spirito. Quante volte tu l’hai meritato questo abbandono con le Sue negligenze nel servizio di Dio. Su via, scuoti il tuo torpore e cerca Dio con diligenza ora che è tempo.
Vergine santissima, tanto angustíata per la momentanea assenza del vostro Diletto, insegnatemi a ricercarlo con voi, e tenermi sempre unito a lui.
Non lascierò mai la santa orazione, per quanta aridità possa trovarci, ma mi umilierò in me stesso, cercando di rimuovere tutti gli impedimenti che dipendono da me.

ESEMPIO. La serva di Dio Rosa Gattorno aveva udito la voce del Signore che la chiamava a fondare l’Istituto delle Figlie di Sant’Anna, e per ubbidire le conveniva uscir dalla patria sua, abbandonare genitori e figli, il che le sembrava sacrificio superiore alla sua natura. Il suo Vescovo ed il Pontefice Pio IX rispondono all’unisono alla voce di Dio, ed impongono all’eroica donna di ubbidire. Rosa uscita dall’udienza del Papa coll’animo in tumulto ed il cuore sanguinante, si reca alla Chiesa di S. Marcello al Corso, ed ivi.innanzi all’altare della Madonna Addolorata si sente uscirle dal cuore questa preghiera: Vergine Addolorata, con quell’animo col quale voi soffriste la perdita del vostro Gesù, con questo io. offro a Dio la dolorosa separazione dai miei genitori e figli! Così detto s’intese confortata all’arduo sacrificio che compì generosamente suo e del prossimo.

PREGHIERA. O Vergine desolata per la perdita del caro vostro Gesù, senza del quale la vita vostra era come un deserto senza vita né umore, abbiate, ve ne prego, compassione di me, che son tanto cieco, da non. avvedermi nemmeno della lontananza di Gesù dal mio cuore. Spargetemi di amarezza tutte le cose di questo mondo, sicché nulla mi piaccia, nulla mi sia grato senza Gesù; fate che lo ami sempre, lo stringa bene al cuore; non mi separi mai da lui col maledetto peccato!

OSSEQUIO. Se la coscienza vi rimorde di peccato grave andate subito a confessarvi.


(Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista, Roma, Santuario della Scala Santa, 1938. da rosarioonline.altervista.org)


Primo Dolore: La profezia di Simeone
Secondo Dolore: La fuga in Egitto

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