Il sindaco Pizzarotti mentre inaugura una targa per ricordare la lotta (antifascista) contro Federico II di SveZia {foto originale da ParmaToday}

Ci limitiamo a riportare senza commento un estratto AdnKronos:

“In base all’art. 5 comma 3 bis del Regolamento Comunale per la concessione di Contributi, vantaggi economici e patrocini – si legge nell’autocertificazione scaricabile dal sito del Comune di Parma – dichiaro di riconoscermi nei principi costituzionali democratici e di ripudiare il fascismo e il nazismo; di non professare e fare propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione (…); di non perseguire finalità antidemocratiche e di non compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista e/o nazista, anche attraverso l’uso di simbologie o gestualità ad essi chiaramente riferiti”.

“Il Comune di Parma una parte di queste cose già le richiedeva sul suolo pubblico, ma la giustificazione in quel caso era stata quella di evitare gazebo per propaganda, ma sul fatto che si debba dichiarare la propria ideologia in cambio del buono pasto mi pare assurdo. E’ diventata antifascista anche la pastasciutta a Parma – dicono i deputati emiliani di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami e Tommaso Foti, che su quanto accaduto ha presentato un’interrogazione parlamentare oggi pomeriggio – Nel momento in cui si invita a distribuire velocemente questi soldi e semplificare le pratiche, si potrebbero evitare queste sciocchezze: se uno non arriva a comprarsi il panino non gli si chiede che tessera di partito che ha in tasca. E’ vero che l’Anpi ha invitato a festeggiare il 25 aprile cantando ‘Bella ciao’ dal balcone, ma suggerirei di concentrarsi su cose più pratiche in una città come Parma che ha avuto tanti morti di Coronavirus”.