Riprendiamo da Truenumbers.it questo interessante studio comparativo tra le misure che i vari Stati Europei hanno preventivato o hanno già adottato per affrontare la crisi da Covid19 e tra queste e quanto approntato dagli USA. Aggiungiamo che le ultime fonti economiche parlano di una recessione prevista di almeno il 6% del PIL per il 2020, cui dovrebbe far seguito un rimbalzo del 3,5% nel 2021, insufficiente comune a recuperare (dati: IlSole24Ore)

Tutto il mondo sta correndo per diminuire il numero di contagi e di morti per coronavirus. Ma allo stesso tempo anche per evitare che queste misure necessarie, i vari lockdown decisi un po’ ovunque, provochino una depressione economica duratura.

I provvedimenti economici però, a differenza di quelli contro il contagio, presentano forti differenze da Paese a Paese. E in parte sono poco paragonabili. Si deve distinguere per esempio tra interventi diretti, esborsi dello Stato in deficit, e prestiti o garanzie sui prestiti per le aziende. Se parliamo dei primi coloro che ha messo in campo più interventi sono gli Stati Uniti. Si parla sui media di 2200 miliardi di dollari totali. Se eliminiamo i 350 miliardi di prestiti alle piccole e medie imprese e la creazione di un fondo di 504 miliardi di dollari per le grandi aziende, tra cui quelle aeree, che mobiliterebbero fino a 4500 dollari di prestiti, ne rimangono comunque 1346, ovvero circa 1223,29 miliardi di dollari di spesa diretta o di mancate entrate. Una parte è dedicata all’helicopter money, ovvero al regalo, di fatto, di 1200 dollari a testa a milioni di americani che guadagnano meno di 99 mila dollari l’anno, con un bonus di 500 per bambino. C’è poi l’aumento del sussidio di disoccupazione di 600 dollari a settimana, oltre che il prolungamento dello stesso.

IN ITALIA PER ORA 25,4 MILIARDI DI INTERVENTI DIRETTI

Solo la Spagna ha messo in campo, tra gli altri grandi Paesi, meno dell’Italia. Il piano di intervento spagnolo è stato per ora di 18 miliardi, che corrispondono all’1,5% del PIL, e comprende sia misure per la sanità, che per il sostengo dei redditi dei lavoratori, sia dipendenti che autonomi, che le piccole imprese. Contando gli euro “mobilitati” tramite le garanzie sul credito dell’ICO, la CDP spagnola, si arriva naturalmente più in alto, a 117 miliardi di euro.

Così come in Italia secondo alcuni calcoli si arriverebbe a 340 miliardi se contassimo lo “scudo” di garanzie sul credito messo in campo. Ma le risorse spese effettivamente sarebbero 25,4 miliardi. I 25 del Cura Italia con gli stop agli adempimenti fiscali e gli aiuti in termini di bonus alle partite IVA e la cassa integrazione, e i 400 milioni di assistenza per la spesa dei più poveri, che si aggiungono a un anticipo dei trasferimenti ai comuni di 4,3 miliardi, che però appunto non sono nuova spesa.

IN GERMANIA GLI AIUTI ARRIVANO A 123 MILIARDI

Parliamo ora di circa l’1,1% di deficit in più per l’Italia, ma non è calcolato chiaramente il calo del gettito che pure ci sarà. E che invece altrove è messo almeno parzialmente in conto. Per esempio in Germania, dove la manovra è di 156 miliardi, e include infatti 33 miliardi di minori entrate. Lo stimolo vero e proprio è di 123 miliardi, il 3,6% del PIL, e porterà il Paese in deficit dopo tanti anni. 50 miliardi sono gli aiuti alle piccole imprese e agli autonomi, e 60 miliardi i sostegni al reddito delle famiglie e i sussidi aggiuntivi. A livello di garanzie sui prestiti parliamo invece di 400 miliardi per le grandi imprese e 822 alle medie e piccole tramite la KfW, la Cassa Depositi e Prestiti tedesca.

In Francia si torna a cifre più basse, ovvero a 45 miliardi di interventi diretti per imprese, lavoratori, persone vulnerabili, mentre i crediti garantiti ammontano a 300 miliardi. Una cifra simile si ritrova nel Regno Unito , dove le garanzie totali sono, secondo il governo, 330 miliardi di sterline. A livello di stimolo diretto invece siamo su livelli più alti. Parliamo di 50 miliardi di sterline, ovvero circa 55,9 miliardi di euro. In parte, per 20 miliardi sterline parliamo di tagli di tasse e sussidi. Sarà garantito l’80% degli stipendi, fino a 2500 sterline a persona.

La limitatezza degli stimoli spagnoli e italiani, evidente dopo i confronti con quelli di altri Paesi, spiega anche l’insistenza dei loro governi per un aiuto più deciso europeo, tramite il MES o il CoronaBond

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