INRI ossia JAHVÈ

Nella basilica romana di Santa Croce di Gerusalemme si conservano molte reliquie della Passione: una considerevole porzione della Vera Croce, due spine della Corona, un Chiodo e il Titulus (vedi foto), ossia il cartiglio con la condanna che Pilato fece porre sulla Croce di Gesù. Questa importante reliquia, portata a Roma da Sant’Elena e rinvenuta nel 1492 durante i lavori di restauro della chiesa voluti dal Cardinale titolare Pedro González de Mendoza, racchiude un curiosità. Questo articolo di don Curzio Nitoglia ce la propone. Il fatto è oggetto di dibattito: nel XX secolo – si può leggere anche su Wikipedia – Schalom Ben-Chorin (erudito ebreo), avanzò l’ipotesi che la scritta ebraica fosse: “Yeshua haNotzri (u)Melech haYehudim”, cioè letteralmente: “Gesù il Nazareno e il Re dei Giudei”. In tal caso le iniziali delle quattro parole corrisponderebbero esattamente con il tetragramma biblico, il nome impronunciabile di Dio, motivando con maggior forza le proteste degli ebrei (l’argomento è discusso a p. 117 del libro del papirologo e storico Carsten Peter Thiede, intitolato “Ma tu chi sei, Gesù ?”, Paoline Editoriale 2005).

San Giovanni nel suo Vangelo (XIX, 17-22) ci racconta che Ponzio Pilato fece apporre sulla Croce di Gesù una tabella con su scritto “Gesù il Nazareno Re dei Giudei” in ebraico, greco e latino.
I Sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato di togliere quella scritta e di sostituirla con un’altra che spiegasse che Gesù non era il Re dei Giudei ma solo che aveva detto: “Io sono il Re dei Giudei”, però Pilato rispose: “quod scripsi scripsi / quel che ho scritto, ho scritto”.
Ora se si confrontano le quattro iniziali della scritta in latino “Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum “ appare “INRI” e in ebraico (1)  “Yeshua Hanotsari Wemelek Hayehudim” appare “YHWH” (2). Quindi se si legge la prima frase in ebraico posta sulla Croce e si focalizzano le iniziali di essa ci si trova davanti al Tetragramma JHWH (Jahwèh).
Il Tetragramma (dal greco “quattro lettere”) indica il Nome con cui Dio si rivelò a Mosè (Esodo, III, 14-15): “Io Sono Colui che Sono / Ego sum qui sum”, e significa l’Essere stesso per sua natura, Colui la cui proprietà essenziale è l’Essere.
Quindi la scritta “INRI” non solo ci ricorda che Gesù è il Re del mondo intero e dei Giudei ma anche che “Egli è Colui che è” (“YHWH”), ossia l’Essere increato e Creatore del cielo e della terra. 
Gesù stesso aveva predetto sempre nel Vangelo di San Giovanni (VIII, 28): “Cum exaltaveritis Filium hominis, tunc cognoscetis quia ego sum / Quando avrete innalzato da terra (sulla Croce)  il Figlio dell’uomo, allora capirete che Io sono (colui che sono)”.


NOTE
1 – Tenendo conto che l’ebraico non prevede le vocali e le si riporta solo per indicare la pronuncia
2 – Cfr. H. Tisot, Eva la donna, Napoli, Editrice Domenicana Italiana, 2009, pp. 216-220

Ricordiamo che don Curzio Nitoglia ha pubblicato con le nostre Edizioni il saggio NON ABBIAMO FRATELLI MAGGIORI, disponibile insieme a tante altre offerte sul nostro e-commerce:

Amazon.it: Non abbiamo fratelli maggiori. Perché l'Antica Alleanza ...

8 Commenti a "INRI ossia JAHVÈ"

  1. #Ruggero Romani   7 Aprile 2020 at 10:38 am

    il titulus è datato al C14 tra il 980 e il 1150 EV.

    Rispondi
    • #Aristarco De' Strigidi   7 Aprile 2020 at 12:13 pm

      Immagino le obiezioni …
      Analoghe a quelle fatte per la “sacra” sindone, ovviamente suffragate da “sapienti” dissertazioni di “illustri superscienziati”.

      Rispondi
    • #bbruno   7 Aprile 2020 at 2:43 pm

      non capisco: anche il “quod scripsi scripsi” é del 980/1150 EV.?

      Rispondi
      • #Michele   8 Aprile 2020 at 4:54 pm

        Un libro del XVI Secolo, risultò avere un milione di anni

        Rispondi
    • #Più C4 meno C14   7 Aprile 2020 at 5:43 pm

      La collezione degli strafalcioni del radiometrico è lunga. Suvvia, basta avere un abc della materia per saperlo.

      Rispondi
      • #Ruggero Romani   7 Aprile 2020 at 8:28 pm

        che la versione latina del titulus abbia un errore di itacismo, nazarinus anziché nazarenus, mostra una pronuncia del greco non del I secolo EV ma del X…

        Rispondi
  2. #Ruggero Romani   8 Aprile 2020 at 7:12 am

    non capisco perché abbiate censurato il mio ultimo commento: gli argomenti storico-filologici vi impensieriscono?

    Rispondi
    • #Redazione RS   8 Aprile 2020 at 11:08 pm

      Fenomeno, nessuno (per ora) ti censura. Semplicemente nessuno corre a lavorare i tuoi commenti e a rispondere alle corbellerie da saccentello medio prodotto dal diplomificio-Italia, saccentello caratterizzato dalla sicumera tipica di chi straparla su ogni argomento con stile da googlata compulsiva. Il luogocomunismo e il conformismo sono qui tollerati entro angusti limiti dettati dall’evitare perdite di tempo. E su RS, con questa petulanza e questi toni, la vita (da commentatori) è breve. Ergo, alza il livello culturale dei tuoi commenti e abbassa quello della spocchia. P.S.: Bastava andare su Wikipedia per leggere che “Nel testo latino è riportata la versione “Nazarinus” anziché “Nazarenus”. Il testo, poi, non sembra corrispondere esattamente a nessuno di quelli dei quattro vangeli. Queste anomalie sono considerate da alcuni indizi di autenticità, in base al ragionamento che difficilmente un falsario le avrebbe introdotte.
      Le fotografie dell’iscrizione, inoltre, vennero fatte esaminare da diversi paleografi (contattati indipendentemente dai tre ricercatori sopra citati), i quali condussero un’indagine paleografica comparativa. In particolare le lettere risultarono perfettamente compatibili con quelle del I sec., confermando, quindi, la possibilità che la reliquia fosse l’originale o almeno una copia fedele dell’originale“. Poi si passa al C14. P.P.S.: Questo commento non ammette replica, evidentemente non perché questo “dibattito” impensierisca qualcuno ma perché si ha di meglio da fare. P.P.P.S: Studi. Preferibilmente iniziando da qui: http://www.edizioniradiospada.com/component/virtuemart/ecommerce/ed-radio-spada/breve-apologia-del-cristianesimo-detail.html?Itemid=0

      Rispondi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.