Tu es Petrus
et super hanc petram
aedificabo Ecclesiam meam

Il 6 gennaio 1506 Giulio II rivolse al re d’Inghilterra, come pure alla nobiltà e ai vescovi di quel regno, la preghiera che aiutassero in quella grande impresa. Abbiamo deciso, vi si legge, di riedificare dalle fondamenta l’antica basilica del Principe degli Apostoli Pietro quasi cadente e d’ornarla e rinnovarla con cappelle ed altre necessarie fabbriche. Reca la data del 6 aprile un ordine di pagamento a Bramante per cinque architetti subalterni, che si riferisce ai lavori di muratura per la nuova fabbrica il 18 aprile furono emanati i brevi, che annunziavano avere il papa di propria mano eseguito la cerimonia del collocamento della prima pietra. Proprio allora era imminente la campagna contro Perugia e Bologna. Nulla forse ci fa meglio conoscere l’animo coraggioso di Giulio II quanto l’aver posto mano a una opera così grandiosa malgrado la sua età avanzata e in un tempo di vasti disegni politici.
Intorno al collocamento della prima pietra, ch’ebbe luogo la domenica in Albis (18 ¡aprile) dell’anno 1500, abbiamo le relazioni del Burcardo e di Paride de Grassis. II papa, preceduto dalla croce e accompagnato dai cardinali e prelati, si recò in solenne processione alla fossa delle fondamenta profonda 25 piedi ed esistente fuori della cerchia dell’antica basilica. Egli stesso discese a mezzo d’una scala con due soli cardinali, diaconi, alcuni muratori e poche altre persone. Un coniatore di medaglie, probabilmente il Caradosso, recava in un vaso di creta dodici medaglie di recente conio, due grandi d’oro del valore di 50 ducati, le altre di bronzo. Esse recavano nella parte anteriore la testa del papa, nel rovescio il disegno della nuova fabbrica. La prima pietra di marmo bianco, lunga circa quattro palmi, larga due e dello spessore di tre dita, recava questa iscrizione: Papa Giulio II di Liguria, nell’anno 1506, terzo del suo pontificato, ha fatto ricostruire questa basilica assai cadente. Benedetta ch’ebbe la pietra, il papa stesso l’assestò, mentre i muratori deponevano il vaso colle medaglie. Quindi, rimanendo nel sito dove aveva deposto la prima pietra, impartì la benedizione e concesse indulgenza plenaria, che il Cardinal Colonna pubblicò in latino. Dopo aver fato una solenne preghiera innanzi alla croce, Giulio II fe’ ritorno al Vaticano.


(Ludovico von Pastor, Storia dei Papi, Roma, 1932, Vol. III, pp. 895-896. Testo raccolto da Giuliano Zoroddu)