Le interviste partigiane del Compagno Zuppi

di Scottonius

Sebbene quest’anno per una sorta di misteriosa eterogenesi dei fini sia impedita ogni manifestazione pubblica – e di ciò rendiamo grazie a Dio – si avvicina il 25 aprile, il giorno della cosiddetta Liberazione.
L’ANPI di Bologna in preparazione alla solennità laica ha voluto intervistare l’Eminentissimo Cardinale Arcivescovo Zuppi.
Un’intervista invero vergognosa, ma degna del “sinistro” intervistato.

“[Il] 25 aprile, penso che si tratti di una ricorrenza che ha corso il rischio di essere vissuta come una festa di parte, a volte retorica. Al contrario, non dobbiamo dimenticare che è la festa di tutti e celebra i valori fondanti del nostro paese. Dobbiamo essere grati, infatti, a quella generazione che ha vissuto la guerra e combattuto per la Liberazione, perché ci ha regalato la Costituzione e 75 anni di pace. Lo spirito, oltre che la lettera, della Costituzione, è un regalo sofferto e dolorosissimo, ma che ci consegna una visione dello Stato e della politica in grado di unire persone e pensieri anche molto diversi tra loro”

Ogni persona di buon senso può capire che il 25 aprile è una festa di parte: se esistono i partigiani esistono pure le parti, parti che si sono combattute e si contrappongono tuttora. Ma il disgraziatamente Porporato vola sulle ali della retorica di sinistra e si spertica in vuoti rimandi alla guerra di liberazione, che altro non fu che una vera guerra civile, alla Costituzione (“la più bella del mondo” come la chiamava il compagno Benigni prima di passare dalla parte di chi voleva cambiarla perché evidentemente non tanto bella), alla pace e via inanità dopo inanità fino all’antirazzismo e al pacifismo e – udite, udite – il Concilio e Papa Francesco che (giusta osservazione!) ne è l’attuatore, nell’edificazione di un “una Chiesa che sappia guardare al mondo con simpatia e attenzione [citazione implicita di molti discorsi di Paolo VI, ndr]”
Non una parola sui preti che in quella guerra hanno perso la vita e che l’hanno persa per la morte inflitta loro da spietati assassini che il comunismo aveva armato contro Cristo e contro la sua Chiesa.
In centinaia furono assassinati nella Emilia, nella Romagna, nelle terre occupate dai titini.
Ricorda lo Zuppi il seminarista quattordicenne Rolando Rivi, don Pessina, e gli altri assassinati in odio al Cattolicesimo? Ricorda le denunzie di Mons. Socche?
Magari li ricorda pure, ma è irrilevante dato il dubbio legame fra il Nostro e il Cattolicesimo!
Tutti i modernisti e tutti i novatori che rigettano l’Ortodossia, non tengono per una religione fissa: no, a loro è sufficiente fare il megafono delle idee dominanti (o presunte tali). Così Sua Eminenza che lamenta l’inadeguatezza di una Chiesa con “sacerdoti, spesso anziani, legati a linguaggi e modalità a volte lontane e poco comunicative”, si fa megafono di una associazione che porta avanti una retorica che va per gli ottant’anni …
Quanto a noi della Liberazione, della Costituzione, della Resistenza, dell’antifascismo, del fascismo, della “libertà” e di tutta la pomposa retorica che fa loro corredo facciamo volentieri a meno e lasciamo tutto il pacco al Cardinale (che deve aver scambiato la porpora romana per la bandiera rossa del defunto PCI) ed all’ANPI: ci basta “quella libertà, a cui Cristo ci ha affrancati” (Gal. IV, 31).

2 Commenti a "Le interviste partigiane del Compagno Zuppi"

  1. #bbruno   19 Aprile 2020 at 11:18 pm

    ” il 25 aprile CELEBRA I VALORI FONDANTI DI QUESTO PAESE….” E visto come è ridotto questo paese [paese!] i suoi valori fondanti devono essere dello stessa caratura: quella della vergogna, come il detto antico dice – à propos – dell’oro di Bologna…( dove il Zuppi è cardinale au pair, commediante dell’arte, Card. Balanzone dalla due volte rossa livrea).

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  2. #bbruno   20 Aprile 2020 at 6:33 pm

    “noi celebriamo i valori fondanti del nostro paese “? Celebriamo, festeggiamo, esultiamo??? Quali valori? Se questi VALORI hanno fondato il nostro PAESE (!) e il nostro PAESE (?) è così ridotto, vuol dire che quei valori erano ben miseri, alla stregua dei suoi risultati…Altro che festeggiare celebrare ed esultare,… Ci mancava anche questo qui, cardinale in doppia livrea rossa, a dire cavolate che subito si dimostrano alla pari dell’oro di Bologna, che si fa rosso per la vergogna….Ma questi zuppi nemmeno vergogna hanno, e smerciano le patacche per oro sopraffino!

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