Maria durante l’Ultima Cena

Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista, Roma, Santuario della Scala Santa, 1938.

Il Mercoledì Gesù si trattenne a Betania lasciando che la malignità e l’odio dei suoi nemici si riscaldassero e bollissero soffiati dalla rabbia infernale. Giuda prende gli ultimi accordi pel tradimento, mentre gli altri Apostoli con incertezza e trepidazione aspettano gli ordini del Maestro, per conoscere come e dove si sarebbe celebrata la Pasqua. «Sapete, dice il Maestro, che fra due giorni si farà la Pasqua, ed il Figlio dell’uomo sarà preso per esser crocifisso?». Venne la mattina del Giovedì, ed i discepoli ancora incerti gli domandano: «Dove vuoi tu che ti apparecchiamo per mangiare la Pasqua?». Gesù presi in disparte Pietro e Giovanni, li manda a Gerusalemme avendo dato loro il segno per trovare il Cenacolo preparato. Pietro e Giovanni adempiscono puntualmente gli ordini di Gesù, ed all’ora stabilita Gesù è a tavola in Gerusalemme, in questo Cenacolo con í suoi dodici discepoli
Pertanto dalla sera del Martedì, a quella del Giovedì, Maria ebbe agio di rimanere accanto al suo Gesù nella fida Betania: non era ignara la Vergine della tempesta che fuori imperversava: quello che lo sguardo ed il cuore materno non le lasciavano indovinare, le doveva esser riferito da Gesù stesso, col quale in quei giorni d’inazione aveva lunghi colloqui. Consideriamo quali sentimenti dovessero tenere in pena ed orgasmo quel cuore di madre in quelle lunghe ore tristissime. Il tradimento di Giuda, la vendita del Figlio di Dio per vile danaro, il proposito satanico di mettere a morte l’autore della vita, l’accanimento della persecuzione contro l’innocente … Oh quante frecce da far sanguinare il cuore della santissima Vergine! Misurane, anima, mia, l’acerbità.
S. Bonaventura pensa che Maria si recasse a Gerusalemme per fare anche lei la Pasqua con Gesù, e questo parere del Santo è più che verisimile, né si potrebbe dissentire da lui. Accompagnano dunque la Vergine che con alcune sue compagne venute di Galilea, in separata comitiva se ne viene in città, ed è ricevuta dal padrone e dalla. padrona del Cenacolo in casa loro. Mentre Gesù nel piano superiore, detto propriamente il Cenacolo, sta celebrando l’antica e la nuova Pasqua, Maria sta con le persone di casa nel piano inferiore, che era l’abitazione dei proprietari. Dov’era il cuore della divina Madre? Certo lassù col Figlio suo e con i discepoli, tutta assorta nella contemplazione dei grandi misteri che vi si celebravano. Ad un certo momento impallidisce, trema, prorompe in pianto! Che cos’è? Si sentono i passi precipitosi e pesanti di uno dei dodici che scende per la scala esterna in fuga dispettosa! Maria indovina. È proprio lui, il traditore, che va a consumare il nefando delitto! Un fremito del cuore materno, uno sguardo al cielo, dissero a chi li osservò, quanto soffrisse quell’anima immacolata!
E siamo pure del parere del Serafico Dottore, che Gesù mandasse alla Madre sua da qualcuno degli Apostoli, testé consacrati sacerdoti, la SS.ma Eucaristia! Con quanto amore, con quanta purezza Maria la ricevette! Ecco la comunione più degna, dopo quella di Gesù!
Considera, anima mia, con quali sentimenti l’Immacolata Vergine Madre di Dio, accoglie in questa circostanza il Figliolo suo, che ora viene nel suo cuore come santificatore e vittima già qui stesso sacrificata per recarle accrescimento di santità, conforto opportuno, pegno di eterna gloria … Quanta purezza, quanta devozione al sacrificio, quanto amore accolgono il Figlio Dio nel cuore di tanta Madre … Oh se tu fossi capace di avere un poco del sentimento di Maria, quando ti accosti alla santa Comunione! … Invece, che succede? Chi sa quanto dispiacere cagioni tu a Maria, quando’ ricevi il suo Figliolo con la tua freddezza abituale.
O Vergine Madre di Gesù sacramentato, impetratemi voi le disposizioni migliori per fare con frutto la santa Comunione.pongo di non risparmiare diligenza alcuna per fare la santa unione con le migliori disposizioni, per dar gusto a Maria, e riparare le offese orribili che si fanno a Gesù amore sacramentato.

ESEMPIO. S. Giuliana Falconieri fondatrice del. le monache Serve di Maria, succhiò col latte della madre e nutrì con gl’insegnamenti di S. Alessio Falconieri suo zio, una fervidissima devozione verso Maria santissima Addolorata. Si studiò d’imitare questa celeste Madre nelle virtù, e meditava assiduamente i dolori di lei. La Vergine santissima ricompensò la devozione della sua serva con segnalati favori, ai quali pose degna corona in terra quello che la Santa ricevette, quando ridotta settantenne agli estremi, e non potendo ricevere la santissima Eucaristia a cagione del continuo vomito, pregò che fosse recata almeno sul letto; e le fosse avvicinata al costato. Fu, esaudita la sua preghiera, e tosto che il sacerdote le ebbe posta vicino al petto la sacra Particola, questa disparve, entrandole miracolosamente nelle viscere. Fu riconosciuto il prodigio nell’atto che curandosi il cadavere verginale, le si vide come impressa da suggello l’immagine del Crocifisso da un lato.

PREGHIERA. «Ecco fin dove è giunta la carità vostra, o Gesù mio amantissimo! Voi’ della vostra carne e del prezioso sangue vostro, mi avete apprestato una mensa divina. Oh quanto mi sento indegno dell’inestimabile dono vostro! Eppure ne ho tanto bisogno! Senza di esso non mi riuscirebbe a mantenermi in grazia vostra. Concedetemi, ve ne prego, di accostarmi alla sacra mensa con l”amore, purità ed affetti della vostra santissima Madre, e fatemi prima morire, che ricevervi indegnamente».

OSSEQUIO. Fate una fervorosa Comunione unito mente e cuore a Maria Addolorata.

da rosarioonline.altervista.org

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.