di Giorgio Morganti

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Il tocco del male è il titolo di un film con Denzel Washington, per la verità non uno dei suoi migliori film. Anzi, un film di bassa lega, ma serve da spunto per descrivere la situazione surreale che stiamo vivendo. Parla di un demone di nome Azazel, che infestava le persone impossessandosi di loro e trasferendosi dall’una all’altra con un semplice tocco di mano. L’etimologia del nome è incerta, ma il significato più accreditato del suo nome è “Colui che è più potente di Dio”. Il soggetto viene ripreso anche da Bulgakov nel suo romanzo “Il maestro e Margherita”, che lo affianca addirittura al Diavolo.

Oggi Azazel può a buon diritto essere identificato nel Covid-19 avendo questi mutuato dal demone la modalità di trasmissione e la letalità. E la gente ne è terrorizzata al punto tale da rinunciare alle proprie libertà pur di sfuggirgli. La massa, in sostanza, pur di vivere sarebbe disposta a morire. Morire interiormente, nello spirito, nella mente e nel corpo, precipitando dentro un tunnel in cui l’unico bagliore visibile potrà essere solo quello dell’inferno. La vita terrena, quindi, pregustazione di quell’inevitabile inferno verso cui ci stiamo sempre più avvicinando.

E la dannazione è ravvisabile nel delirio e nell’isteria nel cercare d’individuare e scovare l’infetto. Il nostro prossimo, cioè, divenuto improvvisamente un nemico di cui diffidare, un potenziale contaminatore del corpo fisico, un improbabile untore contemporaneo. Si vive, quindi, rintanati dentro il proprio angusto e miserabile mondo fatto solo di sé e nessun altro. Che paragone inglorioso e indegno coi tanti missionarie e missionari che hanno sfidato lebbra, la malaria, l’ebola e l’AIDS e che sono morti proprio per portare conforto e, soprattutto, la Parola di Dio, più che per guarire il prossimo dalla malattia oramai allo stadio terminale!

Già, la cura dell’anima, la cosa più importante. Infatti sta scritto: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” (Mc 8, 36). Ma parte dell’umanità oggi è già morta e non lo sa. Vien da sorridere osservando come molti si arrovellino nel voler aggiungere ancora un po’ più di tempo alla propria vita, senza sapere che nessuno ha il potere di rendere bianco un solo capello del proprio capo. Ciò però dimostra, ancora una volta, che  parte dell’umanità si è emancipata da Dio. Ne fa a meno e, anzi, neppure lo ritiene tra le possibili àncore di salvezza. E’ distratta, la gente, intenta a pensare solo a vivere un po’ di più. Non si riesce, in questi frangenti, neppure a realizzare che senza Colui che è la via, la verità, la vita, nulla ha più un senso. Neppure aggiungere qualche anno alla propria squallida esistenza. Tutto passerà in ogni caso in un batter d’occhio e ci si ritroverà tosto sul letto di morte anche quando sarà passata questa emergenza.

Eppure tutti sono disposti a ascoltare con attenzione, invece, dissertazioni su ciò che non si vede. Basta agitare lo spettro della contaminazione fisica che il delirio s’impossessa della massa. Al contrario non è sufficiente alzarsi ogni mattina e osservare la potenza terribile di Dio nel creato e nelle sue opere, oramai date per scontate o, peggio, attribuite al caso. Che tempi, i tempi della peste, in cui papi e mecenati non finivano di commissionare opere che non avrebbero mai visto completate, giacché per la loro realizzazione occorrevano decenni se non secoli! Essi, al contrario di oggi, vivevano credendo all’eternità. Bisognava avere fede cieca per preparare qualcosa di cui avrebbero goduto gli altri soltanto. Oggi invece si vive solo per il presente, come se non ci fosse un domani e questo è stato possibile solo grazie alla cancellazione di Dio dalla propria vita.

Riallacciandomi, però, all’introduzione in cui si fa cenno a Azazello, c’è da dire che i più non sanno che vi è un errore madornale in questi filmetti di serie B, che è quello di attribuire al Diavolo l’autonomia d’infestare o tentare. In realtà  tutto ciò che il Diavolo compie è consentito da Dio e a Lui richiesto, come in questa vicenda oscura. Egli sta scatenando le sue legioni contro l’umanità con odio smisurato e usa i suoi potenti mezzi per ingannarla poiché è padre della menzogna. Perché Dio consenta ciò rimane per noi un mistero, ma tutto è sempre finalizzato alla maggior gloria dell’uomo e di Dio stesso. Egli, il tentatore, proprio come fece con Giobbe e oggi, durante il tempo della ricorrenza più importante per i cattolici, vuol dimostrare che l’umanità imperfetta e indegna della grazia santificante, che egli non possiede, sarà pronta a accantonare Dio e la sua manifestazione più gloriosa: la Risurrezione.

In realtà i piani del Diavolo falliscono sempre e falliranno anche in questo caso. Il riavvicinamento di parte della popolazione alla spiritualità sta avendo un che di sorprendente, a ben pensare. Molti Sindaci hanno sfidato persino i decreti illegali per consacrare la loro città al Cuore Immacolato di Maria. Se lo avessero fatto appena due mesi or sono avrebbero subito il pubblico ludibrio e la derisione popolare e oggi, invece, tutto ciò passa come un atto dovuto, sublime e onorevole. Tanta gente si connette online per assistere alle funzioni religiose, forse come mai avvenuto prima.

Di questa Pasqua di Resurrezione mancherà il corpo vivo di Cristo, cibo per la vita eterna, ma come i vignaioli dell’undicesima ora saremo giustificati e come Giobbe otterremo cento volte tanto alla fine di questa storia. Bisogna però con fervore approfittare del momento di quarantena per avvicinarsi alla Pasqua con umiltà e in raccoglimento e preghiera, proprio come Gesù nel deserto, tenendo sempre a mente che le porte degli inferi non prevarranno. Mai.

“E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.” (Mt 6, 28-34)