Contro-comunicato di Enzo Bianchi: “false accuse”

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Ora da varie fonti online si ha notizia di un comunicato di Bianchi.
«Se abbiamo fatto qualcosa che contrasta la comunione, ci venga detto», scrive in una nota il fondatore. «Io, fra’ Enzo Bianchi, il fondatore, suor Antonella Casiraghi, già sorella responsabile generale, fra’ Lino Breda, segretario della comunità, e fra’ Goffredo Boselli, responsabile della liturgia, siamo stati invitati a lasciare temporaneamente la comunità e ad andare a vivere altrove». Aggiunge che «invano, a chi ci ha consegnato il decreto, abbiamo chiesto che ci fosse permesso di conoscere le prove delle nostre mancanze e di poterci difendere da false accuse».
Ancora: «In questi due ultimi anni, durante i quali volutamente sono stato più assente che presente in comunità, soprattutto vivendo nel mio eremo, ho sofferto di non poter più dare il mio legittimo contributo come fondatore. In quanto fondatore, oltre tre anni fa ho dato liberamente le dimissioni da priore, ma comprendo che la mia presenza possa essere stata un problema. Mai però ho contestato con parole e fatti l’autorità del legittimo priore, Luciano Manicardi, un mio collaboratore stretto per più di vent’anni, quale maestro dei novizi e vicepriore della comunità, che ha condiviso con me in piena comunione decisioni e responsabilità».

Un commento a "Contro-comunicato di Enzo Bianchi: “false accuse”"

  1. #bbruno   28 Maggio 2020 at 6:22 pm

    Che cosa intende il monaco-vestito per “comunione” , per aver “contrastato” la quale sarebbe stato – lui suppone – tolto di mezzo? Non certo la comunione “da asporto”, ché in questa è senz’altro una cum il suo castigatore, che questa insieme usano come pretesto per promuover gli affari loro? Quale comunione intende d’avere infranto, secondo come lui suppone? Non certo la comunione con ogni pensiero più strano al pensiero cristiano, che questo può star certo, il monaco-per-dire, non ha contrastato…

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