Mondarte / CC BY-SA, 5 luglio 2013

In poche ore ha avuto luogo uno tsunami: dai festeggiamenti per le frasi su omosessualità, aborto e Anticristo, allo sconforto per l’altra parte dell’intervista dell’Emerito, ovvero l’amicizia con Bergoglio, la volontà di non interferenza nelle questioni del suo regno, la conferma della rinuncia.

Una botta durissima per alcuni, al punto che uno degli esponenti più seguiti di certo ratzingerismo (almeno sulle dirette social), don Minutella, ha ammesso pubblicamente il disastro in una comunicazione video cui hanno assistito contemporaneamente circa 1000 persone (con oltre 10.000 visualizzazioni e quasi 3.000 commenti): Anche don Minutella riconosce: “Se confermate dichiarazioni, Ratzinger ci inganna”

In diversi hanno tentato di arrampicarsi sugli specchi ripercorrendo il debolissimo copione del gomboddoh della stampa, delle dietrologiche ipotesi su improbabili operazioni di Padre Georg o sull’anziano Papa segregato, il tutto unito con altre amenità che vanno a inserirsi nell’ampio filone che anni fa pretendeva di individuare il vero Paolo VI in un prigioniero delle segrete carceri vaticane (ovviamente sostituito da un sosia). Per non parlare di Hitler nelle vesti di arzillo vecchietto in qualche fazenda.

La realtà, ovviamente, è diversa. Le fonti sulle parole di Ratzinger sono abbondanti e convergono in maniera netta e unanime. Si badi: non solo sull’attualità ma anche (e soprattutto) in campo retrospettivo: l’Emerito conferma ciò che ha sempre detto e fatto tanto in relazione a Bergoglio, quanto alla Chiesa in generale, col pendolarismo tipicamente modernista per cui tutte le teologie fanno brodo.

Esempi? Quanti ne volete.

Partiamo dai tedeschi di katholisch.de (traduzione di Chiesa e postconcilio):

Benedetto XVI poi si è dilungato sulle critiche teologiche alle sue dimissioni. Ha sottolineato che la figura da lui creata di “papa emerito” è paragonabile a quella di un vescovo che si dimette per motivi di età. […] L’ex papa ha ulteriormente paragonato la sua situazione attuale all’esempio di un vecchio contadino in Baviera, che, affidata la fattoria al figlio, vive in una casa secondaria, e ha rinunciato ai suoi diritti paterni. […]

Per quanto riguarda il rapporto con il suo successore, ha detto di aver ringraziato Dio per il fatto che “la più calorosa attenzione di papa Francesco” gli ha permesso la pratica introduzione dell’idea della figura di papa emerito. Fin dal loro primo incontro dopo l’elezione nel 2013, si è data un’amicizia personale che da allora “non solo è rimasta, ma è cresciuta”.

Idem sul National Catholic Register:

Pope Benedict said that he treasured the memory of his first meeting with the newly elected Pope Francis at Castel Gandolfo and that his personal friendship with his successor has continued to grow.

E molti altri a seguire che per brevità tralasciamo.

Va però ribadito: è tutto in linea con gli innumerevoli discorsi, atti, foto, video dall’abdicazione in poi. Valgano per tutti, come esempi, il video in cui qualche mese fa l’Emerito omaggiò – alle porte del Sinodo e con Bergoglio a fianco – i neocardinali (tra cui una buona parte di turbomodernisti) o le dichiarazioni del 2016 in cui si esprimeva sulla profonda amicizia e comunione con Francesco. Per non parlare poi delle disastrose posizioni teologiche del dotto bavarese, in tutto il corso della sua vita.

Sono solo fugaci esempi di una vastissima rassegna che si potrebbe fare.