I protocolli CEI impongono la Comunione nella mano? Niente affatto, anzi…

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di Massimo Micaletti

Quando ho letto i protocolli della CEI per la ripresa delle Messe senza limite di partecipanti (quelle entro il limite dell’assembramento erano già consentite, con le note precauzioni) ho osservato subito che essi non vietano la comunione in bocca, anzi nella sostanza la consigliano: in effetti, al punto 3.4 delle disposizioni si legge:

“3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi – indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con Ie mani dei fedeli”.

Ora, abbiamo qualche motivo di dubitare che tale disposizione sia stata adottata col proposito di tutelare la retta regola eucaristica: sta di fatto che se ragione, esperienza e dizionario soccorrono, il modo migliore di non venire a contatto con le mani dei fedeli è esattamente di porgere la particola nella bocca di chi la riceve anziché metterla nelle mani.

Al di là dei titoloni di Avvenire, giustamente stigmatizzati da “La Bussola Quotidiana[1], che vorrebbero imporre la Comunione nelle mani, all’opposto il solo modo di adempiere a quanto la CEI chiede è dunque l’uso bimillenario di prendere l’Eucaristia in bocca. E’ appena il caso ricordare che la prassi della Comunione nelle mani, assunta con un… colpo di mano dalla CEI anni addietro, è sempre stata considerata una profanazione[2], perciò esistono numerosi argomenti di Fede che vietano detta pratica[3]: ora ci si accorge che è anche la meno sicura per evitare il contagio.

Se qualche sacerdote dovesse approfittare dei protocolli CEI per imporre – sottolineo imporre – un uso che, oltre che destituito di fondamento nella dottrina, è pericoloso per la salute, ebbene gli si può far presente con decisione e carità che quelle disposizioni, e il buon senso, non prescrivono affatto la Comunione nelle mani, anzi suggeriscono la somministrazione dalle mani del celebrante alla bocca del fedele.


[1] https://lanuovabq.it/it/e-avvenire-mente-anche-sulla-comunione#.XrZbKBT16pY.facebook

[2] https://www.radiospada.org/2015/01/la-comunione-sulla-mano-da-profanazione-ad-eccezione/

[3] https://www.radiospada.org/2013/02/comunione-sulla-mano-perche-dire-no/

4 Commenti a "I protocolli CEI impongono la Comunione nella mano? Niente affatto, anzi…"

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  2. #bbruno   10 Maggio 2020 at 3:24 pm

    Per quello che vale questa comunione, la possono dare come vogliono, anche- perché no?- con distributore automatico tipo quello delle sigarette, metodo igienicamente sicuro, magari con gettoniera inclusa…

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  3. #Marco   22 Maggio 2020 at 4:19 pm

    Secondo me il protocollo ha dato per scontato il buon senso nell’esclusione della bocca, in quanto dare la Comunione in bocca e sulla lingua è comunque più rischioso – possibile contatto diretto con le mucose – che sulle mani – devono aver toccato superfici contaminate, ma dato che vengono igienizzate all’entrata e la chiesa deve essere igienizzata, questo rischio è molto ridotto.
    Comunque, mi lascia perplesso che il centro dell’attenzione sia fare la Comunione quando per almeno 2 mesi le persone non si sono confessate e quindi, a meno di non aver commesso peccati (e non la baraonda vista sul web, ho i miei dubbi), non possono partecipare alla Comunione.

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  4. #bbruno   23 Maggio 2020 at 3:47 pm

    … perché, Marco, rimanere perplesso quando si sa che lo comunione, nella nova chiesa, non è con il Corpo di Cristo, ma con il Corpo Sociale della famiglia umana, nella convivialità di una tavola che tutti ci rivela come fratelli? Alla quale, l’ unico ostacolo – l’unico “peccato” – che ci potrebbe impedire di partecipare, è quello di pensare che ci possano essere differenze tra un modo di credere e di pensare?

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