Le reliquie romane della Santa Croce

Abbiamo già dedicato alcuni articoli alle Reliquie della Passione: il racconto del loro ritrovamento della Vera Croce e il significato che Sant’Ambrogio dà a questo evento in un discorso di teologia della storia; la Sacra Lancia e il contesto storico in cui fu ottenuta dal Papa; i misteri del Titulus Crucis; la solenne esposizione che di esse si faceva ed ancora si fa nella Patriarcale Basilica di San Pietro. Oggi vediamo quali siano le reliquie della Vera Croce conservate nell’Urbe.

Dopo che Sant’Elena ebbe rinvenuto fra portentosi miracoli la Vera Croce, ne portò una parte a Roma. La ripose nel Sessorium, il suo palazzo, parte del quale, dopo avervi sparso della terra del Calvario, aveva riadattato a cappella privata. Passata alla celeste gloria, suo figlio Costantino fece dono di tutto il palazzo alla Chiesa Romana nella persona di papa San Silvestro I. Sono le origini della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
Il frammento della Vera Croce, rinchiuso dentro una preziosissima teca, continuò ad essere conservato in quella cappella. Solamente nel 1570 fu trasferito in un ambiente meno umido. Ciò non fece cessare l’afflusso di pellegrini che, soprattutto sotto la direzione di San Filippo Neri, devotamente vi si recavano a venere il Sacro Legno. Tanto più che con esso veniva impartita la solenne benedizione al popolo il giorno in occasione del Venerdì Santo.
Nel 1629 Urbano VIII, volendo arricchire la nuova Basilica di San Pietro, ne dispose la traslazione presso il pilastro di Sant’Elena, da dove si continuò ad impartire la benedizione del Venerdì Santo, ed alla Basilica Sessoriana furono lasciati tre frammenti. Anche con questi si continuò ad impartire l’ormai consueta benedizione (vedi foto sopra).
Questi tre frammenti corsero il rischio di cadere nelle mani dei Francesi invasori e dei loro manutengoli giacobini romani nel 1798. Ai certosini che officiavano la chiesa fu infatti richiesto di consegnare le reliquie, ma i pii e scaltri monaci, accuratamente nascoste le reliquie, consegnò agli empi solamente i reliquiari.
Nel 1803 sovvenne a riparare la perdita la duchessa di Valle-Hermosa e il suo dono prezioso ancora oggi custodisce i tre frammenti. Questi assieme a un Chiodo, a due Spine, a un frammento del Sepolcro ed al Titulus, si può ammirare e venerare nella Cappella delle Reliquie della Basilica, all’interno del calvario progettato dall’Architetto Florestano Di Fausto e costruito tra il 1930 ed il 1952.
Sempre in Vaticano sono conservate altri tre gruppi di frammenti della Croce.
Due provengono da Costantinopoli, ma non direttamente: passarono prima per Maastricht. Si tratta della Croce di Maastricth e della piccola croce di Costantino: furono un dono di Baldovino di Fiandra, imperatore latino d’Oriente, a Filippo di Svevia che a sua volta volle farne dono alla cattedrale della città olandese. Quando la città fu occupata dai rivoluzionari francesi nel 1793 le due stauroteche furono nascoste da due canonici. Questi però, al contrario di quanto promesso, non le ricollocarono al loro posto una volta passata la tormenta. Solo molti anni più tardi uno dei due, sul letto di morte, le consegnò ad un nobile perché la recapitasse a papa Gregorio XVI allora regnante. Il suo successore, Pio IX, per placare le proteste degli olandesi, orbati di tanto tesoro, inviò a Maastricht un altro frammento della croce.
Infine vi è la più antica reliquia della Croce appartenuta propriamente ai Romani Pontefici. Attestata fin dal secolo V, fu rinvenuta nell’oratorio di papa Simmaco al tempo di Niccolò V (1447-1455) ed è conservata all’interno di un elegante stauroteca a forma di tabernacolo. Da essa prelevarono lungo i secoli alcuni frammenti i Papi per farne dono a personaggi di rilievo. Così Roma continuava l’opera di Gerusalemme e Costantinopoli nella diffusione del mondo di quel legno da cui pendette la Salvezza del mondo.

Riferimenti bibliografici:
Michael Hesemann, Testimoni del Golgota. Le reliquie della passione di Gesù, Traduzione dal tedesco di Olivia Pastorelli, Cinisello Balsano, 2003




Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.