[PIETRO FERRARI] Ne resterà uno solo

Fonte: PIXABAY

Nota di RS: continua la collaborazione fattiva, amichevole e cordiale di Pietro Ferrari, già autore di tre libri per la nostra casa editrice ovvero “Fascismi”, la “Questione monetaria” e “Non Possumus”. Si tratta un esponente di punta del cattolicesimo integrale nostrano. Come ebbi modo di dire in passato: nel panorama del laicato “tradizionalista” di lingua italiana, piuttosto brullo e disadorno (fatte salve lodevoli eccezioni), Pietro Ferrari spazia con passione e sprezzatura in vari campi: ecclesiologia, economia, diritto, politologia. Buona lettura! (Piergiorgio Seveso, Presidente SQE di Radio Spada)

Come diceva Indro Montanelli: «Quando si farà l’ Europa unita; i francesi ci entreranno da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani da europei»

La dimostrazione? 

Nel nostro ordinamento la Corte Costituzionale ha sempre riconosciuto dal 1984 (Sentenza n° 170) che “…la norma comunitaria deve prevalere sulla norma incompatibile emessa dal singolo Stato. Se la prima norma è posteriore alla seconda, quest’ultima è caducata per la sopravvenienza della fonte comunitaria. Se la norma interna, incompatibile, sopravviene alla norma comunitaria, il giudice nazionale può constatare direttamente l’incompatibilità e quindi disapplicare la fonte interna, senza alcuna necessità di sollevare la questione di legittimità costituzionale per inosservanza dell’art. 11 Cost.”.

“Alla fine ne resterà soltanto uno”. Questo il monito degli highlanders immortali del film di Sean Connery. 

Ne resterà uno solo a difendere l’euro: il ragionier Fantozzi.

Ma l’Unione Europea non era l’Unione Germanica? Questo si pensava. La Corte Costituzionale crucca bastona l’autonomìa della BCE! I giudici teutonici violano il sancta sanctorum del Tempio eurista sfidando gli Allegati al trattato di Maastricht come lo Statuto del SEBC  …pensate se l’avesse fatto il qualunque Giudice di Pace italiano! Attendevamo levate di scudi dei difensori del sacro motto banchista ed eurista ma invece, in loro è prevalso lo spirito servile dettato dal complesso d’inferiorità verso la Cermania. Anche da parte ‘sovranista’ però si è rimasti disorientati: I paradossi: quando scopriamo che la BCE non piglia ordini dai tedeschi, diventiamo da oggi filotedeschi per essere contro la BCE o magari difendiamo questa volta la BCE per non essere schiavi di Berlino? La pronuncia è netta e dirompente:

“Alla corte non piace la politica monetaria espansiva della BCE” (https://verfassungsblog.de/verschroben-verhoben/?fbclid=IwAR1JX6spz4JLVKCjuQQmyZ9AMEp0nNLFOPjGsW4D9YYrCKXbK1anzT0dJRY)

Tutto ciò, solo perché in Germania sono fissati in modo maniacale con lo spauracchio dell’inflazione, come se poi un’inflazione controllata ed in tempi di pace, fosse paragonabile al disastro di Weimar del primo Dopoguerra…

“Ciò che in ogni caso impressiona è l’entrata a gamba tesa dei giudici di Karlsruhe in aree, in linea di principio sottratte stando alla lettera e allo spirito dei trattati UE, al sindacato delle autorità (non solo giudiziarie) degli Stati membri.…la Corte (tedesca n.d.r.), sconfessando in toto una precedente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (qui di seguito “CGEU”), ha sollevato dubbi, pesanti come macigni, sulla legittimità del programma di stimolo della BCE, inaugurato nel 2015 e poi ripreso nel 2019 (il famoso Quantitative Easing di Draghi e il suo “whatever it takes”), mirante, tramite l’acquisto di bonds governativi, a sostenere l’economia degli Stati membri e ad aumentare l’inflazione dell’eurozona fino alla soglia del 2%, dando contestualmente un ultimatum (per se indiretto, in quanto rivolto, in prima battuta, al governo e al Parlamento federali) di tre mesi alla BCE per fornire prove circostanziate sulla proporzionalità dei suoi interventi, pena, in caso contrario, l’obbligo della Bundesbank di non partecipare più al programma… la decisione della CGUE non può vincolare i giudici di Karlsruhe, perché priva, dal punto di vista dell’ordinamento tedesco, della minima legittimazione democratica.”

www.ildirittodegliaffari.it/upload/sentenze/20200508091746_HENKE_Corte_Costituzionale_Federale_tedesca_-_Decisione_del_5_maggio_2020_fasc._2_20.pdf?fbclid=IwAR3WRM4qO_M-AABj2kn53dEqiEnghOIY3QKTeepihjU7G0lgTdqT4C1ESes

Ecco signori, questo è quanto: l’euro va bene e le regole europee sono inderogabili SOLO se fanno comodo alla Germania. Lo diciamo da anni che vi è un difetto di democrazia nell’impalcatura europea e da anni ci tacciano di essere populisti.

Non vorrei che tra qualche tempo un redivivo ragionier Fantozzi con la bandiera italiana, restasse a difendere da solo il Sistema Europeo di Banche Centrali. E’ politicamente corretto e piace ai salotti buoni.

Cosa è rimasto degli italiani romani e levantini?

Fantozziani sì ma populisti mai. Non sta bene.

Un commento a "[PIETRO FERRARI] Ne resterà uno solo"

  1. #Aristarco De' Strigidi   16 Maggio 2020 at 9:54 pm

    C’ erano una volta … due rivali, due duellanti.
    La Germania, con le sue industrie ed i suoi industriali, resi potenti dalla necessità, per gli USA, di avere in Europa un potente alleato da contrapporre a quella superpotenza, ormai invecchiata e sfiorita come una vecchia baldracca, che fu la Russia dell’ imperatore Stalin.
    Dall’ altro lato c’ era la Francia, il rivale storico storico che si sentiva forte delle risorse economiche ciucciate alle ex colonie africane, che poi tanto ex non erano/sono dal momento che gli spiccioli bene o male sono costrette a farli transitare per la Banca Centrale Francese.
    Al momento pare la stia spuntando la Germania, ma personalmente non ci giurerei, la partita é tutta da giocare.
    Una cosa soltanto pare certa, rimarrà il ragionier Fantozzi a difendere quei pochi che ancora si ricordano di un’ Italia ben diversa da quella che é diventata : “Nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello».
    Fermate ‘sto Pianeta, voglio scendere !

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