Pio XII possiamo definirlo il “papa di Fatima”: il 13 maggio 1917, mentre la Signora si presentava per la prima volta ai tre pastorelli, egli riceveva dalle mani di Benedetto XV la consacrazione episcopale; per quattro volte beneficiò del miracolo del sole nella stessa forma in cui esso si era verificato nella Cova da Iria; infine il suo corpo fu inumato nelle Grotte Vaticane il 13 ottobre del 1958, nell’anniversario della conclusione delle apparizioni. Per omaggiare quindi questo venerabile Pontefice e ancor di più la Vergine Santissima che veneriamo sotto il titolo di Regina del Rosario di Fatima, vi offriamo in traduzione nostra il radiomessaggio in lingua portoghese da lui rivolto ai fedeli in occasione della solenne incoronazione della venerata e taumaturga Effigie da parte del Cardinal Legato Benedetto Aloisi Masella il 13 maggio 1946.

Venerati Fratelli e amati Figli,
“Benedetto sia Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, Padre delle misericordie e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione”(1): e con il Signore sia benedetta Colei che Egli ha costituito Madre di misericordia, Regina e nostra Avvocata amorosissima, Mediatrice delle sue grazie, Dispensatrice dei suoi tesori!
Quando, quattro anni fa, nel mezzo della peggior guerra mai vista nella storia, siamo saliti con voi per la prima volta nello spirito su questa montagna sacra, per ringraziare la Vergine Signora di Fatima per gli immensi benefici che vi avevo concesso di recente, al comune Magnificat univamo il grido di fiducia filiale, perché la Regina Immacolata e la Patrona del Portogallo portasse a compimento ciò che così meravigliosamente aveva iniziato.
La vostra presenza oggi in questo Santuario, in una folla così immensa che nessuno può contare, sta attestando che la Vergine Signora, la Regina Immacolata, il cui Cuore materno e compassionevole ha fatto il prodigio di Fatima, ha ascoltato sovrabbondantemente le nostre suppliche.
L’amore ardente e riconoscente vi ha portati qui: e avete voluto dargli un’espressione sensibile, condensandola e simboleggiandola in quella preziosa corona, frutto di tante generosità e tanti sacrifici, con cui, per mano del nostro Cardinale Legato, abbiamo appena incoronato l’Immagine Taumaturga.
Un simbolo espressivo, che, agli occhi della Regina celeste, attesta il vostro amore filiale e la vostra gratitudine, per prima cosa vi ricorda l’immenso amore, espresso in innumerevoli benefici, che la Vergine Madre ha dato alla sua «Terra de Santa Maria». Otto secoli di benefici! I primi cinque sotto lo stendardo di S. Maria de Alcobaça, S. Maria da Vitória, S. Maria de Belém, nelle epiche lotte contro la Mezzaluna per la costituzione della nazione, in tutti gli avventurosi eroismi delle scoperte di nuove isole e nuove continenti, dove i vostri avi hanno piantato, con la bandiera del Portogallo [“as Quinas” in portoghese, ndr], la Croce di Cristo. Questi ultimi tre secoli sotto la speciale protezione dell’Immacolata, a cui il monarca restauratore [Giovanni IV di Braganza, ndr] con l’intera nazione riunita nelle Cortes acclamò Patrona dei suoi Regni e Domini, consacrando la sua corona, con uno speciale tributo di vassallaggio e con un giuramento da difendere, fino a dare vita, il privilegio della sua Immacolata Concezione: «sperando con grande fiducia nell’infinita misericordia di Nostro Signore, il quale per mezzo di questa Signora, Patrona e Protettrice dei nostri Regni e Signori, di cui con onore ci confessiamo e riconosciamo vassalli e tributari, ci assista e ci difenda dai nostri nemici, con grandi accrescimenti di questi Regni, per la gloria di Cristo nostro Dio e l’esaltazione della nostra Fede cattolica romana, la conversione dei gentili e la estirpazione degli eretici»(2).
E la fedele Vergine non deluse la speranza che era posta in lei. Basta riflettere su questi ultimi tre decenni, per le crisi attraversate e per i benefici ricevuti equivalenti a secoli; basta aprire gli occhi e vedere questa Cova da Iria trasformata in una fonte di grazie sovrane, prodigi fisici e molto più di miracoli morali, che a torrenti da qui si riversano su tutto il Portogallo e da qui, oltrepassando i confini, si diffondono in tutta la Chiesa e in tutto il mondo.
Come non essere grati? o meglio come esserlo degnamente? Trecento anni fa, il monarca della restaurazione, in segno di amore e riconoscimento per sé e per il suo popolo, posò la corona reale ai piedi dell’Immacolata, proclamata Regina e Patrona. Oggi, tutti voi, tutti i popoli della Terra di Santa Maria, con i Pastori d’anime, con il Governo, con ferventi preghiere, con generosi sacrifici, con solennità eucaristiche, con i mille tributi che l’amore filiale e riconoscente vi ha dettato, avete fabbricato quella preziosa corona e con essa redimito la fronte della Madonna di Fatima, qui in questa oasi benedetta, impregnata del soprannaturale, dove si sprimenta più sensibile il suo prodigioso patrocinio, dove ognuno si sente più vicino al suo Cuore Immacolato battente con immensa tenerezza e sollecitudine materna per voi e per il mondo.
Preziosa corona, simbolo espressivo di amore e gratitudine!
Ma la vostro immenso concorso, il fervore delle vostre preghiere, il boato delle vostre acclamazioni, tutto il santo entusiasmo che vibra in voi, inevitabile, e poi il sacro rito, che è stato appena compiuto in quest’ora dell’incomparabile trionfo della Madre Santissima, evoca nel nostro spirito altre moltitudini molto più innumerevoli, altre acclamazioni molto più ardenti, altri trionfi molto più divini, un’altra ora – eternamente solenne – nel giorno senza fine dell’eternità: quando la gloriosa Vergine, entrando trionfante nella patria celeste, fu tra le benedette gerarchie e i cori angelici sublimata nel trono della Trinità beatissima, che, cingendo la sua fronte con una triplice corona di gloria, la presentò alla Corte celeste, seduta alla destra dell’immortale re dei secoli e incoronata regina dei universo.
E l’Empireo vide che era veramente degna di ricevere onore, gloria, impero, perché più piena di grazie, più santa, più bella, più divinizzata, incomparabilmente di più, dei più grandi santi e degli angeli più sublimi, tutti e singolarmente; perché misteriosamente collegata nell’ordine dell’unione ipostatica con tutta la Trinità beatissima, con Colui che, solo, è essenzialmente l’infinita Maestà, il Re dei re e il Signore dei signori, come primogenita figlia del Padre e la Madre della Verbo e la Sposa prediletta dello Spirito Santo; perché Madre del re divino, di Colui al quale, dal grembo materno, il Signore Dio diede il trono di Davide e l’eterna regalità sulla casa di Giacobbe (3) e che si proclamò dotato di tutto il potere in cielo e in terra (4): Lui, il Figlio Dio, riflette sulla Madre celeste la gloria, la maestà, l’impero della sua regalità; poiché associato, come Madre e Ministra, al Re dei martiri nell’ineffabile lavoro della Redenzione umana, è per sempre associata a lui, con un potere quasi immenso, nella distribuzione delle grazie che derivano dalla Redenzione (5).
Gesù è re dei secoli eterni per natura e per conquista; per Lui, con Lui, in subordine a Lui, Maria è Regina per grazia, per parentela divina, per conquista, per elezione singolare. E il suo regno è vasto come quello di suo Figlio e Dio, dal momento che nulla è escluso dal suo dominio.
Ecco perché la Chiesa la saluta Signora e Regina degli Angeli e dei Santi, Patriarchi e Profeti, Apostoli e Martiri, Confessori e Vergini; ecco perché l’acclama Regina del cielo e della terra, gloriosa e degnissima Regina dell’universo: Regina caelorum (6), gloriosa Regina mundi (7), Regina mundi dignissima (8): e ci insegna a invocarla giorno e notte, tra i gemiti e le lacrime di cui questo esilio è fecondo: Salve Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra.
La sua regalità è essenzialmente materna, esclusivamente benefica.
E non è proprio quella regalità che avete sperimentato? Non sono gli infiniti benefici, gli innumerevoli affetti che il Cuore materno della augusta Regina Augusta vi ha donato, per cui oggi qui la acclamate e ringraziate? La guerra più tremenda che non ha mai devastato il mondo, per quattro lunghi anni ha lambito i vostri confini, ma non li ha superati, grazie soprattutto a Nostra Signora, che da questo suo trono di misericordia, come da sublime torre di guardia, collocata qui al centro del paese, ha vegliato su di voi e sui vostri governanti; né ha permesso alla guerra di toccarvi, se non per bastantemente ponderare le calamità senza precedenti da cui la sua protezione vi ha preservato.
Incoronate la vostra Regina della pace e del mondo, affinché possa aiutarvi a trovare la pace e ad elevarvi dalle rovine.
E così quella corona, simbolo di amore e gratitudine per il passato, di fede e di vassallaggio per il presente, diventa anche, per il futuro, corona di lealtà e speranza.
Voi, incoronando l’immagine di Nostra Signora avete attestato la fede nella sua regalità, la sottomissione alla sua autorità, la corrispondenza filiale e costante al suo amore. Di più vi siete arruolati come Crociati per la conquista o riconquista del suo Regno che è il Regno di Dio. Vale a dire che vi siete obbligati a lavorare affinché sia amata, venerata, servita attorno a voi, nella famiglia, nella società, nel mondo
E che in questa ora decisiva della storia, come il regno del male con strategia infernale impiega tutti i mezzi e usa tutte le sue forze per distruggere la fede, la morale, il Regno di Dio, così i figli della luce i figli di Dio devono impegnarsi totalmente e sforzarsi di difenderlo, se non si viol vedere una rovina immensamente più grande e più disastrosa di tutte le rovine materiali accumulate dalla guerra.
In questa lotta non ci possono essere né neutrali né indecisi. È necessario un cattolicesimo illuminato, convinto, coraggioso, di fede e di comandamenti, sentimenti e di opere, in privato e in pubblico. Il motto che quattro anni fa proclamava a Fatima la brillante gioventù cattolica: “Cattolici al cento per cento!”
Nella speranza che i nostri voti vengano accolti favorevolmente dal Cuore Immacolato di Maria e affrettino l’ora del suo trionfo e del trionfo del Regno di Dio, come un pegno di grazie celesti, a voi, Venerabili Fratelli, e a tutto il vostro Clero, all’On. Presidente della Repubblica, all’illustre Capo e ai Membri del Governo, alle autoritàcivili e militari, a tutti voi, amati Figli e Figlie, devoti pellegrini di Nostra Signora di Fatima e a tutti voi che siete uniti nello spirito in tutto il Portogallo continentale, isole e oltremare, con tutto l’amore e affetto paterno diamo la Benedizione Apostolica.



1. 2 Cor. 1, 3, 4.
2. Auto da aclamação de N. Senhora da Conceição como Padroeira de Portugal pelas Cortes de Lisboa, em 1646.
3. Luc. 1, 32-33.
4. Matth. 28, 18.
5. Cfr. Leonis XIII Enc. Adiutricem, 5 septembris 1895: Acta, vol. XV, pag. 303.
6. Brev. Rom. 2ª Ant. final. B. Mariae Virg.
7. Off. parv. B. Mariae Virg., Ant. ad Magnif. per annum.
8. Missal. Rom. Comm. in Commem. B. Mariae Virg. de Monte Carmelo.


fonte vatican.va