[SPADAMOTORS] Fiat Uno CS (1984)

di Massimo Micaletti

Oggi vanno di moda i SUV, una volta le utilitarie erano tutte un po’ SUV per necessità: figlie della motorizzazione di massa, che imponeva alle auto popolari non solo di affollarsi nei vialoni delle periferie industriali ma anche di inerpicarsi su mulattiere e strade di campagna, auto come la Citroen 2CV, la Renault 4, la stessa FIAT 600 o la FIAT Panda prima serie, erano progettate con motori semplici e accorgimenti di telaio che consentivano maltrattamenti che manderebbero in officina parecchie delle piccole di oggi.

Questa filosofia spartana non è del tutto scomparsa: resta appannaggio delle utilitarie dei Paesi emergenti, India e Sudamerica in primis. E proprio in Sudamerica FIAT ha da sempre investito molto, guadagnandosi una posizione solida e apprezzata, grazie alla riproposizione di modelli che in Europa erano superati ma, opportunamente adattati, ancora validi per il Brasile o l’Argentina. Uno dei primi esempi di questa politica fu la 147, derivata dalla FIAT 127 ma meccanicamente più semplice e robusta: questa macchinetta concreta e spaziosa fece persino il salto dell’oceano nel senso che fu venduta per breve tempo anche da noi ma, soprattutto, alcune sue varianti furono commercializzate come 127 pur essendo, appunto, 147. La 127 Panorama e la Rustica, ad esempio, erano in realtà 147.

Una delle ultime discendenti di questa stirpe è stata la FIAT Uno CS: come la 147, anch’essa è… tornata in patria, nel senso che la CS si poteva acquistare anche da noi. Apparentemente identica alle altre Uno, se ne distingue ad un più attento esame perché il cofano motore si allarga sui bordi scendendo sui parafanghi; inoltre, l’assetto è più alto, proprio per reggere meglio sulle strade dissestate che nei Paesi emergenti sono la regola. Sul piano costruttivo, invece, rispetto alla Uno è tutta un’altra cosa: le sospensioni derivano dalla 147 e pure il motore è il 903 ad aste e bilancieri della 147, insomma è di fatto un’auto diversa e infatti molte componenti della CS non si possono montare sulla Uno e viceversa.

Forse non sapete che FIAT fece un’operazione analoga con la Grande Punto 310: sempre per i mercati emergenti, nel 2007 FIAT progettò una vettura esteticamente quasi uguale alla Grande Punto ma meccanicamente basata sulla Punto precedente e sulla Palio, altra auto che FIAT vendeva in Sudamerica e, per qualche anno, anche da noi in Italia. Le Punto 310 – come l’antenata Uno CS, con meccanica semplificata e assetto rialzato e irrobustito – circolano in Sudamerica, Pakistan, Sudafrica, e India, dove è stata prodotta fino al 2018 ed ha avuto anche una derivata SUV, la Avventura.

La Uno CS, con vari aggiornamenti, è stata prodotta in Brasile, in Sudafrica e Pakistan, addirittura fino al 2010 (in Europa, la Uno ha chiuso il suo ciclo nel 1994), a dimostrazione che il progetto era validissimo e ha potuto permettersi una longevità eccezionale.

La proverbiale robustezza di questa vettura ha fatto sì che se ne trovino relativamente molte in giro, in gran parte però minate dalla ruggine che le aggredisce più spesso alla cornice dei cristalli e del tappo carburante. E’ un oggettino di filosofia tutta sua, ancor più particolare rispetto a chi decide di prendere una Uno “normale”. Come la Uno “europea”, è una vettura per intenditori che non vogliono spendere un capitale – neppure per un eventuale restauro – e vogliono avere una vettura comoda, spaziosa, indistruttibile e facile da usare quotidianamente.

Un commento a "[SPADAMOTORS] Fiat Uno CS (1984)"

  1. #Gin   13 Maggio 2020 at 1:49 pm

    che bello quest’articolo, ho un sacco di nostalgia di quando sapevano fare le auto.

    chiedo all’esperto autore Massimo Micaletti: quale automobile consiglieresti tra quelle prodotte nell’ultimo decennio e circolanti in Italia, che abbiano le caratteristiche che descrivi in questo articolo. Esiste un’auto moderna paragonabile alle gloriose auto del secolo scorso con un breve aggiornamento sul lato della sicurezza (ABS, airbag)?

    Che abbiano robustezza e semplicità meccanica, senza tutta quell’elettronica invasiva, con tanti bei pulsanti fisici e leve. Al giorno d’oggi, se ti va bene, per cambiare una lampadina devi smontare solo tutto il parabrezza; con la FIAT Uno bastavano le mani ed un cacciavite.

    Anni fa adocchiai una Dacia ma si sta smarrendo anche questa casa produttrice

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