Sia chiaro: non ci scandalizza che la professionalità sia pagata anche perchè, come si dice, il tempo è denaro.

Al limite ci può essere un tema di opportunità: chi è molto pagato per parlare rischia di essere incentivato a parlare molto. E in situazioni complesse e delicate meglio parlare poco, chiaro e giusto.

Una domanda: “poco, chiaro e giusto” è la descrizione più aderente di ciò cui abbiamo assistito in ambito mediatico da febbraio ad oggi?

Su Radio Spada ne abbiamo parlato in un paio di occasioni:

Il Fatto Quotidiano sul tema dei gettoni riporta un’inchiesta di Panorama:

Officina […] società di produzione del programma di Rai 2 […] assicura a Burioni un gettone di presenza, una prassi consolidata nell’ambiente televisivo. Panoroma ha deciso di rivolgersi a Elastica, agenzia di eventi e comunicazione di Bologna che si occupa del divulgatore scientifico, fingendo interesse da una produzione privata per conoscere l’eventuale compenso: “Mi dica il budget, è limitato?Il professore farà le sue valutazioni. Potrebbe decidere di partecipare gratuitamente oppure di chiedere qualcosa in più perché è talmente impegnato che il compenso economico può essere una ragione per fare le cose”, spiega l’agente senza però fornire cifre precise.

Si passa poi a Ilaria Capua. Spiega l’agente:

“Per un contributo di 10 minuti su Skype o dallo studio televisivo dell’università siamo attorno ai 2 mila euro più Iva. Non andiamo a minutaggio ma se si chiede una presenza di 10 minuti non può essere di un’ora, altrimenti la fee sale”.

Ora, ci interessa poco fare una classifica delle capacità dei virologi. Probabilmente la Capua è stata tra i più accurati e precisi, ma ciò che resta sul tavolo è la riflessione sull’opportunità generale. Ovvero: il fatto di pagare allettanti gettoni un tanto a intervista è la scelta più saggia e giusta in un momento così? Per i bilanci delle televisioni sicuramente.