Medjugorje, i vescovi e il regime comunista: una pagina da approfondire

Il Segretario dellaCommissione per gli Affari Religiosi della Repubblica Federale di Jugoslavia, Filip Šimić, intervistato dalla BBC nel settembre del 1986. Immagine da qui

Alcune premesse:

  1. Innanzitutto l’usuale rimando al dossier in cui si dimostra l’evidente incompatibilitĂ  di questi oracoli balcanici con le apparizioni mariane;
  2. Il testo che segue è tratto dal sito di Marco Corvaglia di cui non condividiamo molte idee ma che sui fatti bosniaci è preciso;
  3. Evidentemente il dibattito sull’ampio tema toccato da questo articolo non è esauribile in queste righe. Anche per questo abbiamo voluto scegliere come titolo “Medjugorje, i vescovi e il regime comunista: una pagina da approfondire” (titolo originale: “Il vescovo si oppone a Medjugorje… e al regime“);
  4. Mons. Pavao Žanić è stato nominato vescovo di Mostar-Duvno da Giovanni Paolo II nel 1980.

di Marco Corvaglia

§ 1. Come iniziò a maturare il giudizio negativo di Žanić


Il 25 luglio 1981, dopo aver incontrato una volta i sei ragazzi, il vescovo di Mostar, mons. Pavao Ĺ˝anić, è a Medjugorje per amministrare le cresime. Durante l’omelia dichiara:

Non mentono. Io lo credo fermamente. Essi esprimono esattamente il fondo del loro cuore. Si tratta del loro vissuto personale o di un fatto soprannaturale? E’ difficile dirlo.
[René Laurentin, La Vergine appare a Medjugorje?, Queriniana, 1991, p. 57]


Il 1 settembre 1981 lamentandosi delle “calunnie” e degli “attacchi irresponsabili” mossi in quei giorni dalla stampa di regime contro i francescani di Medjugorje, Ĺ˝anić scrive una vibrante lettera di protesta al presidente della Federazione Jugoslava Sergej Kraigher [Laurentin, La Vergine appare cit., p. 61].


Ancora nel successivo mese di ottobre Ĺ˝anić scrive a proposito di Medjugorje, sul bollettino diocesano Crkva na kamenu che “in casi di questo genere è di norma raccomandabile sia la prudenza che l’apertura” [Crkva na kamenu, n. 9, ottobre 1981, cit. in Michael Kenneth Jones, Medjugorje Investigated, Devotions, 2006, p. 135].


L’11 gennaio 1982, senza che fosse suo obbligo, il vescovo formò una “prima commissione d’inchiesta di quattro membri” [R. Laurentin, Racconto e messaggio delle apparizioni di Medjugorje, Queriniana, 1987, p. 145].
E’ evidente che era ancora possibilista sul fenomeno. Poco dopo cominciò a cambiare idea.


A Medjugorje si diffuse la voce calunniosa che fosse intervenuto il governo comunista che, minacciando il vescovo, lo avrebbe indotto a divenire oppositore del fenomeno.
In realtĂ , Ĺ˝anić iniziò ad essere perplesso dopo aver colloquiato per due volte (14 gennaio e 4 aprile 1982) a Mostar con Vicka e Jakov, che incorsero in una grave e insanabile contraddizione per vicende legate alla cosiddetta “questione erzegovinese” (si veda, sul sito della Curia di Mostar un documento pubblicato come supplemento allo SluĹľbeni vjesnik (Bollettino ufficiale), nr. 2/1982: Supplemento alle “Informazioni” di Mons. Pavao Ĺ˝anić).


Tuttavia, ancora alla fine del 1983 Žanić si augurava accoratamente che ci fosse qualcosa da salvare nel fenomeno.
Intervistato dal giornalista Renato Farina, per il settimanale “Il Sabato”, il vescovo diceva:

Se tutti fossero come Marija… E’ un testimone perfetto, è come Bernadette. Ma gli altri non mi convincono, non sanno parlare, sono anche collerici. […] Come sarei felice di riconoscere che l'”Apparizione” è autentica. Ma la responsabilitĂ  è grande, immensa…
[Intervista di Renato Farina, originariamente pubblicata sul settimanale “Il Sabato”, anno VI, n. 38, 17 settembre 1983, p. 16, in Mario Botta, Luigi Frigerio, Le apparizioni di Medjugorje, Mimep-Docete, 1984, pp. 153-154]


Questa è una dichiarazione del vescovo Ĺ˝anić, risalente all’inizio del 1984:


Col passare del tempo e il succedersi degli eventi, la sua presa di coscienza si approfondì. Quel che è certo è che le sue posizioni furono sempre dissonanti da quelle del regime, come stiamo per documentare.



§ 2. Come il regime si “convertì”

La documentazione storica evidenzia che l’ostilitĂ  del governo nei confronti del fenomeno di Medjugorje si manifestò particolarmente a partire dall’agosto 1981, ma poi andò visibilmente scemando.
In proposito, si potrebbero citare varie testimonianze dell’epoca, di autori di parte medjugorista e quindi al di sopra di ogni sospetto (padre Marijan Ljubić, ad esempio, oppure Cyrille Auboyneau, il quale scriveva che, dopo l’inizio delle apparizioni, “la polizia ha cominciato ad ammorbidirsi, nel giro di qualche mese” [C. Auboyneau, La vĂ©ritĂ© sur Medjugorje, clef de la paix, F.-X. de Guibert, 1993, p. 22]).


Il francescano di Medjugorje Zrinko ÄŚuvalo, ad un anno dall’inizio del fenomeno, riferiva al giornalista Gianfranco Fagiuoli che “dal 24 giugno 1981 al 24 giugno 1982 il numero dei fedeli giunti in pellegrinaggio a Medjugorje aveva superato il milione, con una media di oltre tremila al giorno” [Gianfranco Fagiuoli, Le apparizioni della Madonna di Medjugorje, Peruzzo, 1985, p. 23].


Questo video documenta il notevole afflusso di pellegrini nel giugno del 1982:


Tomislav Vlašić, viceparroco di Medjugorje dal 1981 al 1984, è un personaggio giustamente discusso. In merito alla questione di cui stiamo trattando, le sue parole trovano però riscontro nella indiscutibile documentazione storica esistente.
Questo il suo racconto:

All’incirca dopo il primo anniversario, il loro atteggiamento [dei capi del regime, n.d.a.] cominciò a cambiare, perché si convinsero che il radunarsi della gente a Medjugorje non aveva affatto una connotazione politica. […] Più tardi, precisamente nell’inverno del 1983, iniziò una nuova azione pilotata del governo di allora, che intendeva incentivare ed introdurre il “turismo religioso” e la rapida costruzione di case che sarebbero servite a quello scopo: un’operazione che ha deturpato notevolmente il paesaggio, come si può notare anche oggi. Da quel momento il regime cambiò completamente tattica: cominciò a sfruttare le apparizioni della Madonna e il radunarsi del popolo per i propri interessi e per arricchirsi materialmente.
[A Medjugorje la Madonna è viva – Colloqui con padre Tomislav Vlašić, Luci dell’Esodo, Mestre, 2008, p.41]


Bisognerebbe ricordare anche la pubblicazione, nel 1983, presso una casa editrice di stato (“A.G. Matos”, con sede a Samobor), di un libro apologetico, Gospina ukazanja u Medjugorju [“Le apparizioni della Madonna a Medjugorje”] di padre Ljudevit RupÄŤić.


In uno dei primi libri su Medjugorje pubblicati al di fuori dell’ex Jugoslavia (aprile 1984), è scritto:

Il governo marxista non può autorizzare ufficialmente dei pellegrinaggi, ma è ben disposto e tollerante nei confronti dei turisti che vanno, a titolo personale, a pregare a Medjugorje, nel rispetto dell’ordine pubblico.
[René Laurentin, Ljudevit Rupčić, La Vierge apparaît-Elle à Medjugorje ?, O.E.I.L., 1984, p. 188]


Ci furono perfino trasmissioni di propaganda per Medjugorje, come il documentario (lungo un’ora) Fede e misticismo – Cinque anni della Madonna di Medjugorje, trasmesso il 16 e il 17 ottobre 1985 dalla Tv di stato jugoslava: lo ammettono anche autori medjugoristi, come il celebre don Luigi Bianchi, che vedeva in quella trasmissione una smisurata esaltazione di Medjugorje [cfr. L. Bianchi, L. Dogo, Medjugorje. Una nuova Fatima in Jugoslavia?, Marelli, 1987, p. 168] o padre Slavko Barbarić, che il 27 dicembre 1985 affermava con compiacimento:

Una cosa che per me è un miracolo è stato quando alla televisione di Belgrado il 17 ottobre hanno mostrato un documentario su Medjugorje; era molto buono, ha dato nuovi impulsi alla nostra gente. E’ molto importante.
[Tomislav Vlašić, Slavko Barbarić, Pregate con il cuore, Amici di Medjugorje, Milano, 1986, p. 211]


Nel seguente video sono presenti due spezzoni del documentario in questione:


Nel settembre 1986 il Segretario della Commissione per gli Affari Religiosi della Repubblica Federale di Jugoslavia, Filip Šimić, intervistato dalla BBC, dichiara che a Medjugorje i pellegrini sono i benvenuti (la dichiarazione fu anche riportata nel libro della giornalista della BBC Mary Craig Spark from Heaven, Hodder & Stoughton, 1988, p. 191) [per i sottotitoli in italiano, selezionare nella barra del video la relativa funzione]:

§ 3. Il vescovo sfida i comunisti

Sulla base di quanto su documentato si comprende che, ben presto, l’opposizione di Žanić costituì un atteggiamento che non solo non compiaceva il governo ma era addirittura ad esso sgradito.
Possiamo anzi dire che più cresceva e diventava inequivocabile la simpatia del regime nei confronti di Medjugorje, più l’evidenza dei fatti rendeva netta la posizione del vescovo contro Medjugorje.


Evidenziamone ulteriori prove.


Il 12 gennaio 2012 l’Agenzia di stampa della Curia di Mostar (KIUM) emanava un comunicato (Il Dodicesimo Anniversario della Morte del Vescovo Ĺ˝anić) [pubblicato in croato con il titolo ‘Vidjelica’ Marija i istina, in “SluĹľbeni vjesnik”, 1/2012, pp. 102-103]:

Nello scorso novembre, il Vescovo del luogo, Ratko Perić, ha chiesto al gentile dottor Almir DĹľuvo, Direttore dell’Agenzia per i Servizi Segreti della Bosnia ed Erzegovina, a Sarajevo, di consentirgli l’accesso ai dossier dell’UDBA [la polizia segreta della Jugoslavia comunista] relativi al Vescovo Pavao Ĺ˝anić e a Medjugorje. Il Direttore ha cortesemente acconsentito fornendo in fotocopia piĂą di 30 documenti risalenti al periodo che va dal 1981 al 1988. […]
[Il vescovo Ĺ˝anić], essendo un tenace oppositore del sistema comunista, viene esplicitamente citato al primo posto, nell’elenco delle persone “responsabili di attivitĂ  nemica”, nei documenti datati: 31 gennaio 1983; 7 novembre 1983; 8 dicembre 1983; 4 gennaio 1984; 7 marzo 1984; 24 aprile 1986.


Il 25 giugno 1987, sesto anniversario delle apparizioni, padre Laurentin (che, è bene ricordarlo, è stato per almeno quindici anni il maggiore e piĂą noto propagandista di Medjugorje a livello mondiale) valuta che i fedeli affluiti in Erzegovina siano tra i 50 e i 100 mila, ma lo stesso mariologo francese dice che i giornali controllati dal governo “hanno generosamente stimato questa folla in 400 mila persone” [R. Laurentin, Dernières nouvelles de Medjugorje, n. 7, O.E.I.L., 1988, p. 3].


Nel 1988 padre Laurentin ammette esplicitamente quanto segue:

Si sa che oggi le autoritĂ  economiche e turistiche del paese considererebbero una condanna di Medjugorje come la catastrofe nazionale.
[René Laurentin, Dernières nouvelles de Medjugorje, n. 7, cit., p. 23]


Il 20 ottobre 1989, in un’intervista al giornalista Kieron Wood, della Radio-Televisione irlandese, in barba al governo che avrebbe considerato, come dice Laurentin, “una condanna di Medjugorje come la catastrofe nazionale”, Žanić dichiara:

Il denaro gioca un ruolo molto importante in questa questione.
[in Fr. Michel de la Sainte Trinité, Medjugorje en toute vérité, CRC, Saint-Parres-lès-Vaudes, 1991, p. 487]

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