Tempio di Apollo a Delfi, Inkey / CC BY-SA

San Giovanni Bosco, intrepido difensore dei diritti della Sede Romana nella tempesta del XIX secolo, doveva spiegare – da educatore cattolico – quale fosse il ruolo della Cattedra petrina nella Storia d’Italia. Per farlo decise di ricorrere ad un esempio chiaro ed efficace: l’oracolo di Delfi. Volentieri offriamo questo estratto ai nostri lettori:


[…] Infatti l’oracolo di Delfo, rinomatissimo in tutta l’antichità, era cattolico presso i Greci, perché da tutti venerato, e da tutte le parti andavano a visitarlo e consultarlo; ma affinché fosse libero i Greci vollero che la città ed il contado di Delfo fossero indipendenti dagli Stati della Grecia, e per conseguenza l’oracolo risiedesse in paese suo. Per ottenere vie meglio il loro intento vari Stati greci mantenevano a Delfo ambasciatori, che formavano il cosiddetto Consiglio amfizionico, incaricato di tutelare l’indipendenza e il dominio dell’oracolo e della città contro le usurpazioni e gli insulti sì dei privati, sì delle repubbliche. Avvenendo un’usurpazione, il consiglio giudicava e condannava il reo; se questi ricusava di ubbidire, era scomunicato, e tutti lo potevano ammazzare. Ove poi contro al reo bisognasse venire alle armi, il Consiglio invitava gli Stati federali, si faceva la guerra, e la guerra si chiamava sacra.

Come l’oracolo religioso era cosa cattolica, ossia universale per tutti i Greci, così la città, il contado, il tempio e le ricchezze di Delfo non appartenevano punto ai cittadini di Delfo; e così voi, giovani, pensare dovete rispetto all’oracolo cattolico del Vicario di Cristo.

[…]

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Dello stesso Autore: I Papi da San Pietro a Pio IX. Esempi e sintesi di fatti storici