La torta di San Pietro è una particolare torta salata tipica della Val di Susa: consiste in una purea di patate, fave e castagne lesse racchiusa da un guscio di pasta di pane di segale e servita irrorata di burro profumato al rosmarino. E’ tipica di Rochemolles, un comune un tempo a sé stante e oggi frazione di Bardonecchia. I suoi abitanti sono molto devoti a San Pietro apostolo. Infatti, in questa località c’è una chiesetta intitolata al santo e risalente al XIV secolo, che è monumento nazionale. La torta di San Pietro, che si usava cuocere il 29 giugno nel forno del paese, è frutto proprio di questa devozione.

San Pietro si festeggia il 29 giugno insieme con San Paolo apostolo. Il culto di questi santi risale alle origini stesse della Chiesa: essi ne furono sempre i protettori e le guide e Roma deve loro la sua grandezza. Entrambi vi furono condotti dalla Provvidenza per fare della capitale dell’Impero, santificata dal loro martirio, il centro della Cristianità. San Pietro subì il martirio sotto Nerone tra il 64 e il 67 e fu sepolto sulla collina del Vaticano, dove gli scavi degli anni Quaranta del secolo scorso rinvennero la sua tomba sull’area della basilica costruita in suo onore da Costantino. Nel corso dei secoli, i cristiani si sono sempre recati in pellegrinaggio presso la tomba di San Pietro. Il “Tu es Petrus” (“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”), che si canta durante la S. Messa dedicata a questo santo, attesta che i privilegi del principe degli apostoli sono passati ai Papi, successori di Pietro sulla cattedra di Roma, e che la Provvidenza divina assisterà fino alla fine del mondo il Vicario di Cristo. Ovviamente, quando parla ex cathedra.

Il 29 giugno è l’onomastico di mio padre e di mio nipote, ai quali faccio gli auguri e dedico questa ricetta, tratta dal libro “Santa Pietanza” di Lydia Capasso e Giovanna Esposito.

DOSI: 6 persone

DIFFICOLTA’: Bassa

PREPARAZIONE: 1 ora

RIPOSO: 26 h

COTTURA: 2 h e 40 minuti

COSTO: Medio

INGREDIENTI:

Per la pasta:

  • 300 g di farina di segale
  • 9 g di lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • Acqua tiepida q.b.
  • 1 cucchiaino di sale

Per il ripieno:

  • 100 g di castagne secche
  • 100 g di fave secche
  • 250 g di patate
  • 30 g di burro
  • 1 spicchio d’aglio (io l’ho omesso)
  • 1 rametto di rosmarino
  • Qualche rametto di timo
  • Noce moscata q.b.
  • Latte q.b.
  • Sale q.b.
  • Sale grosso q.b. (per cuocere castagne, fave e patate)

Per completare:

  • Burro q.b.
  • Rosmarino q.b.

PREPARAZIONE:

Per prima cosa, mettete a bagno le castagne e le fave per un giorno e una notte in acqua tiepida, cambiandola più volte.

Passato questo tempo, scolatele, sciacquatele e fatele cuocere in abbondante acqua bollente salata, fino a quando diventeranno tenere. Ci vorranno circa due ore. A due terzi della cottura aggiungete le patate sbucciate e tagliate a dadini.

Nel frattempo, preparate la pasta. Sciogliete il lievito in una ciotolina con poca acqua a temperatura ambiente con lo zucchero, dopodiché coprite con della pellicola trasparente e fate riposare per circa 20 minuti. Passato questo tempo, versate la farina nella ciotola della planetaria (ma potete fare questa operazione anche a mano) e con la “foglia” impastatela con il composto di lievito, aggiungendo poca acqua tiepida. Poi unite l’olio e l’acqua necessaria ad ottenere un composto uniforme e liscio ma piuttosto sodo. Infine, aggiungete il sale. Impastate energicamente per qualche minuto, dopodiché formate una palla e lasciatela riposare, nella stessa ciotola, coperta con della pellicola trasparente, per almeno due ore in un luogo tiepido.

Quando le fave, le castagne e le patate saranno cotte, scolatele bene e riducetele in purea con l’aiuto di un passaverdure.

Poi in una padella fate fondere il burro con l’aglio (che io, come sempre, ho omesso), il rosmarino ed il timo facendolo leggermente sfrigolare. Ora eliminate l’aglio e le erbe ed unite il burro fuso alla purea. Aggiungete un pizzico di noce moscata, regolate di sale e aggiungete un po’ di latte se il composto dovesse risultare troppo denso.

A questo punto, con un mattarello stendete la pasta e ricavatene due dischi di diverse dimensioni; con il più grande foderate una tortiera (io ne ho usata una da 26 cm ma potete usarne anche una più piccola) imburrata, versatevi all’interno il ripieno e coprite con l’altro disco di pasta, sigillando bene i bordi e bucherellando la superficie con una forchetta.

Poi fate cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180° fino a quando la pasta diventerà croccante. Ci vorranno circa 40 minuti.

Servite la torta irrorandola con del burro fuso profumato con del rosmarino.

Alla prossima ricetta,