di Massimo Micaletti

I media americani riportano una notizia decisamente interessante: l’amministrazione Trump ha appena approvato una norma sulle discriminazioni in materia sanitaria che, sovvertendo l’assetto precedente, indica che il genere è definito solo ed esclusivamente dal sesso.

La norma fino ad allora vigente, promulgata da Obama, prevedeva che, agli effetti delle discriminazioni in ambito medico e di assistenza sanitaria, il genere fosse la percezione di una persona di essere maschio, femmina, nessuno dei due o una combinazione dei due sessi.

Segnatamente, l’amministrazione Trump ha ridefinito la Sezione 1557 dell’Affordable Care Act obamiano, statuendo che nel concetto di discriminazione sanitaria non è compresa la categoria dell’identità di genere, sicché in questa materia si deve aver riguardo solo al sesso biologico.

Le associazioni LGBT sono insorte perché temono che questo possa portare al rifiuto delle cure di base alle persone transgender, anche in termini di copertura assicurativa, ed hanno promesso battaglia legale; ma la norma in sé si applica solo all’ipotesi della discriminazione e serve – chiarisce l’amministrazione – ad evitare gli abusi che sempre più frequentemente si riscontravano, come richieste di ormoni o visite non necessarie o l’obbligo, anche per gli ospedali cristiani, di effettuare interventi per il mutamento dell’anatomia dei trasngender, o la pretesa di individui di sesso maschile di entrare e farsi visitare in gabinetti medici e spogliatoi riservati alle donne.

Resta da vedere se i preannunciati ricorsi alla magistratura USA sposeranno le ragioni dei movimenti LGBT, com’è stato finora, o confermeranno una norma che in sé non comporta alcuna discriminazione ed è retta da esigenze concrete di gestione della spesa sanitaria e di situazioni concrete sempre più difficilmente tollerate da chi accedeva alla sanità americana.