Godot13 / CC BY-SA

Spesso non riprendiamo ciò che viene da certa galassia mediatica LGBT anche quando siamo tirati la per la giacca, ma questa volta dobbiamo fare un’eccezione.

In un profluvio di incongruenze, semplificazioni e stramberie, dal sito Gayburg si grida inquieti contro il nostro articolo relativo alla vittoria di Duda.

Avevamo scritto una cosa ben nota ai nostri lettori: Certamente non è la restaurazione dello Stato cattolico (e su Radio Spada tendiamo a non entusiasmarci mai troppo per queste vicende elettorali), ma un segnale che racconta come una parte dell’Europa non sia immediatamente disponibile alla dissoluzione.

Ovviamente l’accusa dei paladini LGBT è quella di imitare l’ISIS, lo Stato Islamico. Con a seguire il classico repertorio del luogocomunismo progressista.

Che dire? Se di Isis e Dottrina cattolica (oltre che di filosofia e politica) hanno capito poco, su una cosa hanno ragione, ovvero sui nostri fini ultimi.

Volentieri li ribadiamo:

Radio Spada spera nell’instaurazione legale di uno Stato Cattolico,

Radio Spada non crede alla separazione dello Stato dalla Chiesa (vedere LV proposizione condannata nel Sillabo),

Radio Spada non crede alle (pseudo)libertĂ  moderne e alle idee propugnate dai neomodernisti che occupano le posizioni autorevoli del clero.