[REPORTAGE] Come il Modernismo può demolire una parrocchia. Funerali ai tempi della pandemia da Coronavirus

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

di Daniele Adragna

A Trapani, città capoluogo di provincia della Sicilia Occidentale, si trova la Basilica di Maria Santissima Annunziata (1), il cui Santuario con la splendida statua della Beata Vergine è oggetto di pellegrinaggio annuale per la quindicina della Madonna in occasione della festa dell’Assunzione. La parrocchia è ancora molto frequentata e per le sue caratteristiche devozionali e di spazi disponibili è molto richiesta per le celebrazioni di ogni tipo… Funerali compresi. Ed è proprio il racconto di un recente mortorio il motivo di questo scritto. L’aneddoto proviene da una mia conoscente nipote del defunto, quindi la fonte è diretta, ma stranezze simili si son potute e si possono riscontrare e verificare semplicemente recandosi in loco. Riporto dunque le sue parole:

Siamo entrati dal lato della villa, ci siamo dovuti mettere tutti la mascherina e disinfettare le mani. Entrando si notavano nel pavimento tutti i segnali che indicano cosa fare, come nelle panchine, le quali pur grandi potevano contenere massimo due persone. Mia nonna, la quale non riusciva a camminare da sola neanche a casa, la accompagnava mio fratello, sotto lo sguardo torvo dell’addetta alla “sorveglianza” che li ha inizialmente redarguiti poiché “troppo vicini” l’uno all’altro. (Sempre la nonna, ndr) non poteva quasi parlare e, nonostante ciò, nella panchina con lei poteva starci solo un figlio, e doveva pure dir grazie che gliela lasciavano abbracciare… Perché ad esempio mio fratello, sporgendosi dal banco dietro per dirle qualcosa e consolarla, è stato ammonito.

Inizia quindi la messa; quasi subito mi sono accorta che il sacerdote non andava mai all’altare se non per la consacrazione, poi come se non esistesse. È arrivato con la mascherina addosso, che per fortuna ha avuto la decenza di togliere… Ma lo stesso non posso dire per il gel disinfettante messo sopra l’altare in bella vista, che troneggiava padrone della scena come fosse un arnese liturgico imprescindibile. L’omelia come sempre orrenda, sembrava stesse parlando di una qualche filosofia spicciola di vita, non aveva nulla della Religione Cattolica: non ha parlato minimamente dei Novissimi, del peccato, della necessità di contrizione e del Sacramento della Riconciliazione, dell’aiutare i defunti ad abbreviare il Purgatorio, niente di niente; ha fatto solo l’elogio di mio nonno, ha parlato dell’esperienza che ha potuto vivere e dulcis in fundo ha asserito che Dio “non si preoccuperà dei suoi peccati, perché a Lui interessano solo le opere di bene”; che nessuno può giudicare, perché tutti pecchiamo, e che l’unico a poterlo fare è Dio, ma che essendo Egli misericordioso accoglie sempre tutti, anche mio nonno; ed ha concluso dicendo che i morti “vivono finché li ricordiamo, per questo preghiamo per tutti i defunti”… Mica in suffragio delle loro anime, macché! ! Poi si è rimesso la mascherina ed ha proseguito con la funzione.          

 Il momento della comunione è stato proprio da piangere: la gente si è alzata vistosamente in ritardo perché nessuno quasi normalmente frequenta e sapeva cosa fare; la comunione ovviamente data in mano, tutti avevano i guanti e sia celebranti che i comunicandi hanno maneggiato l’Eucaristia con questi; dei fedeli, andati in 3, uno di questi era un mio parente sposato con una divorziata, ed un’altra, la sorella di mia nonna di 94 anni, che si faceva i sacrosanti scrupoli perché non confessata, è stata convinta a fregarsene e l’ha presa comunque. Infine, tanto per non farci e farsi mancare nulla, per l’estrema unzione è sbucato fuori un uomo con maglietta, bermuda corti e ciabatte che, salito sull’altare senza remora alcuna, si è messo a spargere acqua santa e incenso. Il tutto con la “sorvegliante” a girare per la chiesa per controllare che nessuno facesse crimini come avvicinarsi e andare oltre la “x” del proprio posto in panchina.                                     

A messa appena finita, siamo andati ad aiutare mia nonna e subito la vigilante ci ha ripresi perché ci stavamo nuovamente avvicinando troppo, e tutta infastidita ci ha fatti uscire. Ora, non dico la buona crianza o la pietà cristiana, ma neanche il buon senso di capire che mia nonna non si reggeva in piedi…Tra l’altro facevano storie pure per andare alla cappella della Madonna (il lato adibito a Santuario, ndr) e post liturgia, quando siamo andati a segnarci ed a baciare la bara di mio nonno, sebbene fossimo tutti dotati della mascherina ci hanno praticamente buttati fuori senza nemmeno l’opportunità di fare e ricevere le condoglianze, dovevamo uscire ed in fretta anche… Ma stranamente i turisti in Basilica desiderosi di dare un’occhiata alla basilica pure durante la messa erano ben accetti.
Un’esperienza tremenda, oltre i limiti umani della decenza, da non rimetterci più piede manco per sbaglio
.  

Ora, al netto delle azioni dei singoli (in?)fedeli il racconto è raccapricciante: regole profilattiche per l’emergenza sanitaria (caso mai esistita davvero) sostituite alle norme liturgiche, il boccione di amuchina che troneggia sull’altare al posto del Santissimo, un tizio a caso (un prete? Un frate? Un chierichetto? Chi lo sa!) che bellamente incensa il feretro abbigliato in modo totalmente inadeguato, una predica assolutamente deleteria per le anime, vigilantes che si atteggiano a Schutzstaffel de noantri in Basilica durante le funzioni… Il tutto accade nella stessa parrocchia in cui si emarginano prima, e cacciano con invettive da inquisitorucoli da strapazzo poi, i ragazzi che esprimono perplessità su certe eresie manifeste ed esplicite insegnate nelle prediche ed alle sedute del “gruppo giovani” e da cui, a causa dell’atmosfera in progressivo deterioramento negli ultimi tempi, dei fedeli “adulti” (quindi con tutte le limitazioni del caso sulla comprensione del problema, eufemisticamente) si sono allontanati per migrare (2) presso un’altra parrocchia, complice la presenza di un parroco che tende ad accontentare un po’ tutti… Per non parlare dell’amministrazione dei sacramenti, delle confessioni che impediscono l’adorazione del SS. perché tenute nella Sua cappella, dell’insegnamento diffuso del “l’Eucaristia è come una medicina”, per cui va benissimo il comunicarsi anche in stato di peccato mortale, e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe facile, penserà il lettore esterno, semplicemente smettere di frequentarla e basta… Ma quel piccolo splendido gioiello di cui andiamo orgogliosi è casa nostra, la “casa grande” della Madre di tutti che ci riempie gli occhi con le meraviglie di opere d’arte, talvolta misconosciute o nemmeno tenute in considerazione da chi le può ammirare ogni giorno, ed il cuore con lo sguardo (3) della Mater Dei che “chi vuol vederla più bella vada in paradiso” (4). Come far a meno del tradizionale saluto col bacio della statua alla fonte di tutte le grazie? Come rinunciare alla preghiera al nostro patrono, S. Alberto degli Abati (già miseramente censurato nella biografia (5) e diminuito nella venerazione (6) ) magari nella sua cella intonando un inno di lode a Dio e godendone delle caratteristiche acustiche? Come abdicare alla vista dei marmi, dei dipinti, degli ex voto, dell’ormai pressoché irraggiungibile tesoro, delle statue, degli affreschi, degli archi… è impensabile. Tuttalpiù li si può spronare al miglioramento sotto la minaccia del cessare con le donazioni e con l’8‰ alla Chiesa.                                                                                            

Ed è quindi esercitando la virtù teologale della Speranza che auspico un presto ritorno del nostro e di tutto il clero alla Vera Fede e conseguenzialmente al giusto culto a Dio, alla imprescindibile ed amorevole cura delle anime ed alla Verità per poterla annunziare a tutti seguendo l’esempio di Sant’Alberto di Trapani poiché solo…

–             OS IUSTI MEDITABITUR SAPIENTIAM    –          (7)

NOTE

1) Che Papa Pio XII il 25 marzo 1950 elevò al titolo e dignità di Basilica Pontificia Minore.

2) La “Solacium Migrantium” possa illuminarli e fargli conoscere al più presto la Tradizione, il vero Cattolicismo Integrista verso cui tutti dovrebbero “migrare” ed abbracciare “ex toto corde tuo, ex tota anima tua, et ex tota fortitudine tua” (Deut 6,5).

3) Che la leggenda vuole severo o sorridente a seconda dello stato, di grazia o di peccato mortale, in cui si trovi l’anima del fedele.

4) Come disse il Viceré spagnolo Diego Enriquez Guzman o Gusman, conte di Alba de Lista, nel 1592.

5) Perché famoso per le numerose conversioni di giudei.

6) Con una cappella pressoché smantellata, senza panchine o inginocchiatoi, e reso luogo di passaggio verso l’uscita.

7) Incipit del Salmo 89 usato nella messa dei confessori che due angeli di fronte a popolo, clero, Arcivescovo peloritano ed al Re Federico III d’Aragona cantarono sopra al corpo del Santo indicando, nel dubbio generale se seppellirlo secondo la funzione dei santi o dei defunti, il rito da celebrare per le esequie.

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