I santi e le bestemmie, ovvero perché c’è poco da scherzare

Con i bestemmiatori ostinati, Padre Pio aveva frasi roventi:

«La bestemmia attira la maledizione di Dio sulla tua casa ed è la via più sicura per andare all’inferno»

«La bestemmia è il diavolo sulla tua bocca»

«Attiri l’inferno sulla tua anima»

«Il diavolo non bestemmia come te… vattene!»

Proponiamo quindi due estratti dal libro di don Enzo Boninsegna, La bestemmia, l’urlo dell’inferno, sperando che siano occasione di riflessione.


Voci Autorevoli.

[…]  

San GIROLAMO (340 – 420) – “Qualunque altro peccato diventa leggero se paragonato alla bestemmia.”

Sant’AGOSTINO (354 – 430) – “La bestemmia è più grave ancora dell’uccisione di Gesù Cristo fatta dai giudei … perché i crocifissori di Gesù non sapevano quello che facevano e non conoscevano Gesù come vero Dio, mentre i bestemmiatori di solito sanno quello che dicono e conoscono chi è Dio.

San BERNARDO di Chiaravalle (1090 – 1153) – “Tutti gli altri peccati nascono più o meno da fragilità o da ignoranza, ma la bestemmia procede da scelleratezza.”

San TOMMASO d’Aquino (1225 – 1274) – “La bestemmia è il più enorme di tutti i peccati.”

San BERNARDINO da Siena (1380 – 1444) – “La bestemmia è il peccato maggiore che ci sia… maggiore della superbia, dell’omicidio, dell’ira, della lussuria e della gola… La lingua del bestemmiatore è una spada che trafigge il Nome di Dio. ”

[…]

Ritratto della bestemmia.
Dire che la bestemmia è una gravissima offesa al Nome santo di Dio è una definizione esatta, ma un po’ fredda, arida, scheletrica, che non riesce a esprimere a sufficienza la drammaticità e la gravità mostruosa di questo fenomeno diabolico.
Come non ci sono parole che possano esprimere fino in fondo la grandezza e la maestà infinita di Dio, così non ci sono parole che possano esprimere fino in fondo l’abisso di malizia e di miseria morale che è racchiuso nella bestemmia.
Ogni definizione, per quanto precisa, dirà sempre troppo poco: la realtà dell’offesa a Dio è sempre molto più grande di quanto si possa esprimere. Si può e si deve comunque cercar di dare della bestemmia un’idea che sia il più vicina possibile alla realtà.
Tentiamo allora, con poche pennellate, di tratteggiarne il ritratto.
La bestemmia è l’urlo rabbioso di satana che esce dalla bocca di un uomo per cercar di sporcare la gloria di Dio. Non è a caso che S. Caterina da Siena ha definito il bestemmiatore un “demonio incarnato”.
La bestemmia è il frutto più velenoso che può scaturire da un lampo di follia. C’è una forma di pazzia stabilizzata e cronica e c’è una forma di follia che va a sprazzi e rende l’uomo capace di manifestare in un attimo abissi di stoltezza.
La bestemmia è il segno più palese dell’odio e de disprezzo verso Dio, e questo al di là delle intenzioni di chi vomita quell’espressione blasfema.
La bestemmia è il supremo atto di superbia che un uomo possa compiere, perché lui, così piccolo, sporco e impotente, tenta di mettersi sotto i piedi il Signore Dio, infinitamente grande, infinitamente santo e onnipotente, quel dio che, se solo lo volesse, potrebbe stritolarlo in un attimo e con ottime ragioni.
La bestemmia è il più grande atto di stupidità, perché fa dell’uomo un nemico di Colui che vorrebbe essergli amico, padre, benefattore e salvatore.
La bestemmia è anche il segno rivelatore di un animo bovino, è manifestazione di volgarità, di grossolanità e di poca intelligenza, perché una persona fine, intelligente e perciò non volgare, sa trovare altri modi leciti per far sbollire un momento di tensione.
La bestemmia è una barriera innalzata tra il bestemmiatore e tutti quelli che si sentono offesi dal linguaggio blasfemo, vedendo colpito quel Dio in cui credono e che amano come Padre.
“La bestemmia” – ha detto qualcuno – è il cancro dell’anima”. Come il cancro infatti invade tutto l’organismo fino a portare alla morte, così la bestemmia quanto meno annebbia, ma quasi sempre paralizza tutte le facoltà dell’anima e uccide in essa il gusto delle cose di Dio.
La bestemmia è anche, quasi sempre, una malattia contagiosa che infetta altri. Nessuno mai infatti ha cominciato a bestemmiare per il gusto di bestemmiare, ma tutti i bestemmiatori sono diventati tali sotto la spinta del cattivo esempio ricevuto, e cioè perché infettati da collaudati bestemmiatori che sono stati i loro maestri di vizio e di imbecillità.
La bestemmia èun’offesa diretta a Dio, offesa che sarebbe qualcosa di inconcepibile se nono fosse una tristissima realtà”.
(+ Costantino Caminada).

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