Pio II a Maometto II. Alcuni stralci della “Epistola ad Mahometem”

Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, è ricordato come il Papa umanista. Giusta definizione, ma non esaustiva: fu anche un Papa crociato. Come tutti i cristiani del tempo fu dolorosamente colpito dalla presa di Costantinopoli (29 maggio 1453) e, salito al trono petrino, non omise nulla per il suo recupero tanto da morire ad Ancona il 14 agosto 1464 in attesa che qualcuno si unisse alla sua Crociata. E siccome da buon cattolico credeva nei miracoli della Grazia, scrisse anche a Gran Turco Maometto II per invitarlo a convertirsi, mandandogli una storica lettera di cui riproduciamo alcuni stralci.

Pio II al Concilio di Mantova del 1459 per la Crociata
Pinturicchio, Libreria Piccolomini, 1502-07
[foto da qui]

Dovendoti scrivere alcune cose per tua salute e gloria e per comune consolazione e pace di molte genti ti esortiamo per prima cosa che tu voglia udire benignamente le nostre parole. E ti preghiamo che tu non le biasimi prima che non ne faccia giudizio. Né ne farai giudizio innanzi che non le abbia intese diligentemente. Accetta quello che noi scriviamo in buona parte. Ed ascolta con pazienza fino alla fine. Se le cose che noi ti confortiamo sono buone abbracciale; se veramente triste discacciale da te e getta queste lettere nel fuoco. Ma non volere perciò rifiutare gli scritti nostri perché siano di uno uomo Cristiano, e massimamente di colui che è proposto a tutti gli altri, perché noi non ti portiamo odio, né tendiamo insidie a la tua vita, benché tu sia inimico della nostra religione e le tue armi molestino in molte maniere il popolo di Cristo. Non tu ma le tue opere ci dispiacciano, perché noi, cosi comandandoci il Signore, amiamo i nostri nemici e preghiamo per coloro che ci perseguitano. Siamo parimente debitori ai savi e agli stolti e desideriamo che tutti siano salvi. Ai Greci, ai Latini, ai Giudei, a Saracini, a tutti desideriamo bene. Ma siamo ben certi che niuno può conseguire il vero bene che viva senza il lume dell’ Evangelo e che sia alieno da Cristo nostro Signore. Nono volere adunque chiudere gli orecchi e rivolgere altrove gli occhi ogni volta che tu oda nominare Cristo, perché tu sai che la legge iniqua di Maometto confessa che gli nacque e fu uomo savio e profeta, e figliuolo di vergine e celebre per molti miracoli. Anzi tieni per certo se tu crederai in lui e vorrai accettare i suoi sacramenti che per lui conseguirai grandissime felicità.
[…] acciocché giungiamo dove già si affretta l’animo nostro; e per dirti ciò che da prima a scriverti mi mosse; e perché ti mostriamo al fine ciò che fa la gloria e la salute tua, ascolta attentamente queste poche parole. Se tu vuoi ingrandire l’Imperio tuo tra i Cristiani e se ti piace di rendere il nome tuo gloriosissimo tra tutte le genti sappi che né di armate, né d’eserciti, né di genti, né d’oro ti fa mestieri. Una piccola cosa ti può rendere il più chiaro, il più potente e il maggiore Principe che oggi viva. E se mi domandi che cosa essa sia ti rispondo che ella non è difficile da essere ritrovata. Né bisogna andarla ricercando molto lontano, anzi se ne trova in ogni luogo. E questo è un pochettino d’acqua con la quale tu sia battezzato. Ed oltre a ciò che tu accetti i sacramenti dei Cristiani, e che tu creda nell’Evangelo. Se tu farai queste cose non sarà principe nel mondo che ti vada innanzi di gloria o che per potenza ti possa agguagliare. Noi ti nomineremo Imperatore dei Greci e dell’Oriente e quei titoli, che ti hai usurpato per forza e che ti tieni ingiustamente, ti conserverai con buona ragione. Tutti i cristiani ti onoreranno e ti faranno giudice delle discordie loro. Gli oppressi ricorreranno a te come ad un comune signore di tutti e quasi da tutte le genti del mondo si appellerà davanti al tuo Tribunale e molti di lor bella volontà si sottometteranno allo stato tuo, e seguiteranno le tue insegne, e pagherannoti tributo. Allora potrai estinguere le tirannidi che sorgeranno tra i popoli; allora ti sarà lecito aiutare i buoni e castigare i tristi. Né la Chiesa Romana ti potrà riprendere se camminerai nella diritta via. La Carità della principale Sede Apostolica sarà quella medesima verso di te che verso gli altri principi; e tanto ancora maggiore quanto tu più che gli altri sarai glorioso ed eccellente. Ed in questa maniera potrai agevolmente senza spada e senza sangue acquistare grandissimi imperi.
[…] O quanta abbondanza che ci sarebbe di pace,quanta allegrezza nel popolo Cristiano e quanto giubilo per tutta la terra! Ritornerebbero i tempi di Augusto e la età dell’oro, come dicono i Poeti, si rinovellerebbe. E abitarebbe il pardo con l’agnello e il vitello col leone. Di spade si farebbero falci e in vomeri e zappe tutto il ferro si consumerebbe. I campi si coltiverebbero e si sveglierebbero i pungenti pini. La terra ritornerebbe bella, i borghi si riabitarebbero, crescerebbero le città, i sacri tempi dipoi, che già sono caduti si rifarebbero e i rinnovati monasteri, pieni d’uomini religiosi rimbomberebbero tutti delle divine lodi. O quanta sarebbe la gloria tua, avendo in questo modo reso al mondo la pace! O quanta felicità ne verrebbe, avendo nella mandria dell’eterno Pastore ridotte tutte le pecore!
[…] Se divenuto savio insieme con noi Cristo adorerai, Ed imiterai il Magno Costantino, sì come allora con il loro Imperadore i Romani divennero tutti Cristiani cosi ora teco i Turchi tutti battezzerannosi.
[…] Ricordati adunque delle nostre parole. Accetta il fedele consiglio che noi ti diamo: piglia il battesimo di Cristo e la purgazione dello Spirito Santo. Abbraccia il santissimo Evangelo ad in esso fermati e riposati tutto. In questo modo acquisterai la tua anima, così provvederai il bene al tuo popolo dei Turchi […] Ma se rifiuterai i nostri consigli si dileguerà come il fumo la tua gloria, e tu, secondo il costume degli uomini, ritornato in polvere morirai. E nondimeno Cristo regnerà in eterno. Che sia onorato ed esaltato in tutti i secoli. Amen.

2 Commenti a "Pio II a Maometto II. Alcuni stralci della “Epistola ad Mahometem”"

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  2. #bbruno   25 Luglio 2020 at 4:14 pm

    Alla conversione ci si arriva per un percorso personale, non in seguito a una offerta di ricompensa, graziosamente sorvolando sugli orrori avvenuti…….Alla Cristianità dell’epoca, non interessava tanto la propria sopravvivenza, quanto l’interesse particulare di ogni prìncipe che la rappresentava….. La riposta giusta ai ‘Maohometem’ la darà solo, a distanza di un secolo, un papa santo, il Pio V di Lepanto, e il Beato Innocenzo XI a Vienna , in unione coi princìpi coinvolti, alla fine del 1600, e la Cristianità potè continuare a sopravvivere, fino a che non si spense lo spirito che mosse questi campioni della Cristiani .
    E oggi, a Roma, siamo passati da una penosa proposta di ‘conciliazione’ con la parte avversa, alla incontenibile brama di dissoluzione non solo in essa, ma in tutte le altri parti un tempo avverse. Certificando la fine della cristianità….

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