La Spagna, l’evangelizzatrice di metà del mondo, è, come del resto tutto il mondo già cristiano, in piena apostasia. Ce ne dà contezza il seguente articolo che riprendiamo da fsspx.news.

Toledo, Crocifisso mutilato durante la persecuzione degli anni Trenta
[foto da qui]

La Spagna sembra essere colpita da un’ondata di abbandono della fede. Se vogliamo credere ai dati pubblicati nel giugno 2020, il numero di cattolici è fortemente diminuito in soli due mesi.

L’indagine pubblicata nel giugno 2020 dal Centro di indagini sociologiche rivela cifre più che allarmanti: il 61% degli spagnoli si dichiara ancora cattolico, cinque punti in meno rispetto ad aprile 2020.
Come prevedibile, i giovani, privati ​​dei punti di riferimento e non avendo ricevuto un’istruzione religiosa adeguata, sono i più colpiti dalla secolarizzazione e dall’ateismo regnante. Tra i 25-34 anni, solo il 36% si identifica come cattolico, mentre oltre il 57% di essi afferma l’indifferenza totale, se non l’ostilità per la fede della Chiesa.
Un altro segno di questa ondata di apostasia generale viene dalla Conferenza episcopale di Spagna ha annunciato allo stesso tempo che nel 2019 aveva chiuso non meno di 32 monasteri e conventi. Questa è la diretta conseguenza del crollo del numero di religiosi: meno di 1.408 nel 2018, meno 1.828 nel 2019.
Queste cifre significheranno per l’episcopato spagnolo l’inizio di un messa in discussione e un ritorno ai tesori della tradizione? In assenza di una reazione salutare, la caduta del cattolicesimo sembra inevitabile.



(Fonti: Novena News/La Croix – FSSPX.Actualités – 23/07/2020)